Si terrà domani, venerdì 27 febbraio, l’asta benefica con oltre cento tavole originali donate da importanti autori del fumetto italiano per salvare Wow – Spazio Fumetto, il museo del fumetto di viale Campania 12 a Milano. A organizzare la vendita è la Fondazione Franco Fossati, che gestisce il patrimonio del museo, e una delle più importanti case d’aste italiane, Finarte.
L’obiettivo dell’asta è raccogliere fondi per consentire al museo di traslocare altrove, dal momento che il Comune di Milano ha deciso di sfrattarlo dallo spazio di proprietà pubblica.
L’asta con i lavori dei più importanti fumettisti italiani per salvare Wow, il museo del fumetto di Milano
La vicenda che investe Wow – Spazio Fumetto comincia nel giugno scorso, quando è scaduta la convenzione con il Comune di Milano. Il museo del fumetto è un punto di riferimento in città, ma anche in tutta Italia, ma l’Amministrazione lo ha escluso dal bando per la riassegnazione degli spazi di viale Campania.
La ragione sta nei debiti – circa 160mila euro – accumulati dalla fondazione con l’Amministrazione comunale, senza il saldo dei quali non è possibile partecipare al bando. Il museo aveva proposto anche di offrire al Comune di Milano 135 tavole originali dei supereroi Marvel per estinguere il debito, ma l’offerta non è stata accettata.
Il caso è anche questione legale perché, osserva ai nostri microfoni Luigi Bona, direttore del museo del fumetto, «noi per anni abbiamo denunciato interventi di cui doveva farsi carico il Comune, come la sistemazione degli spazi, l’aria condizionata, il riscaldamento, gli allagamenti». L’Amministrazione non è mai intervenuta, mentre la beffa è che ora questi problemi vengono riconosciuti nel bando e finanziati, ma i gestori del museo del fumetto non possono parteciparvi.
Il Comune non sembra nemmeno aver riconosciuto il valore espresso in questi anni dal museo stesso, che oltre alle mostre ospitava anche laboratori didattici per grandi e piccini, ma anche una biblioteca e un bookshop.
«Noi continuiamo ad avere costi – sottolinea Bona – e anche per traslocare altrove ci serve liquidità. Non potendo accedere a prestiti bancari perché non potevamo offrire le garanzie che richiede una banca, l’unica possibilità è fare appello agli autori».
E gli autori non si sono tirati indietro, anzi: hanno mostrato la propria solidarietà donando opere per l’asta benefica. Tra le opere più attese figurano una tavola di Lupo Alberto firmata da Silver, un omaggio a Tex realizzato da Pasquale Del Vecchio e una tavola di Enciclopaedia Calcarea di Zerocalcare.
«Questa solidarietà ci ha commosso – aggiunge il direttore del museo – ma ci persuade che la gente e gli autori hanno fiducia in noi, quindi siamo obbligati a continuare».
Il materiale accumulato durante l’attività è piuttosto ingente. Si parla di un archivio di oltre 500mila pezzi tra tavole, libri, periodici, rodovetri, manifesti e documenti rari.
La certezza è che questo patrimonio dovrà sloggiare da viale Campania e, probabilmente, la destinazione sarà fuori Milano.
«Abbiamo già ricevuto offerte di altre città – fa sapere Bona – e probabilmente entro un mese o un mese e mezzo saremo in grado di dare anche notizie».
Intanto servono soldi per salvare il museo e permettergli di traslocare e l’auspicio è che l’asta di domani vada bene.
ASCOLTA L’INTERVISTA A LUIGI BONA:







