La comunità islamica si dice amareggiata e perplessa dal dibattito riesploso in città sull’ipotesi di costruire una moschea e fa sapere di non averla mai chiesta. “Non abbiamo presentato alcun progetto, non è la priorità”. I musulmani a Bologna sono circa 25mila e si ritrovano in 13 sale preghiera sparse per la città.

In questi giorni è riapparso nel dibattito cittadino il tema della costruzione di una moschea a Bologna. Complice anche il clima pre-elettorale, non sono mancati gli scontri tra posizioni diverse: da una parte la destra, spesso contraria e intransigente, a cui fa da contraltare l’inedita posizione assunta dall’arcivescovo Zuppi, che si è detto favorevole all’idea. “Penso sia il tempo di avere una moschea nella propria città, non ho nessun timore se viene costruita, anzi penso che bisognerebbe avere paura del fatto che non ci sia”, ha affermato il numero uno della Curia bolognese.

La questione è stata sollevata dal sindaco Virginio Merola che si è espresso sostenendo che il tema della moschea “c’è ed è sul tappeto” anche a Bologna. “Come in tutte le città italiane degne di questo nome – ha insistito il sindaco – si dovrà costruire prima o poi. Fa bene però il presidente della comunità a dire che vogliono innanzitutto aumentare la conoscenza dell’Islam e della fede vera nell’Islam, soprattutto in questo periodo, e aumentare l’integrazione”.

Merola ha però aggiunto che il tema verrà affrontato concretamente dopo le elezioni amministrative dei prossimi mesi, consapevole che non è uno dei temi più appetibili quando ci si avvicina al voto perchè polarizza molto il dibattito.
Anche la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini tenta di procrastinare la discussione: “non è una priorità in agenda”.

Il dibattito e le polemiche, però, lasciano “perplessi e amereggiati” i diretti interessati. In una nota, la Comunità Islamica Bolognese sottolinea l’assurdità della discussione, dal momento che quella moschea non l’ha mai chiesta.
“Non abbiamo presentato nessun progetto, però vediamo che tutti si stanno esprimendo su una cosa che non è all’ordine del giorno – spiega ai nostri microfoni Yassine Lafram, presidente della Comunità – Noi che siamo i primi interessati non abbiamo mosso alcuna richiesta né al Comune, né ad altri enti pubblici o privati. Secondo noi la moschea non è una priorità in questo momento”.

I cittadini di fede musulmana in città si aggirano attorno ai 25mila, fa sapere il presidente della Comunità Islamica, e attualmente si riuniscono in 13 sale preghiera in giro per la città.
“Come comunità stiamo cercando di creare un percorso di conoscenza, di dialogo e di incontro con la città”, ribadisce Lafram, nella speranza di porre fine alle polemiche di questi giorni e per spiegare qual è l’obiettivo della Comunità.

Alessia Caizzone

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