Il 18 aprile in piazza Duomo a Milano si terrà una manifestazione di stampo razzista e xenofobo chiamata dalla Lega, caratterizzata dalle parole d’ordine di sicurezza e contrasto all’immigrazione clandestina.
«Il tema della remigrazione sia per partiti politici di destra, come la Lega e il nuovo movimento di Vannacci, ma soprattutto per tutte le formazioni di estrema destra neofasciste, è il tema centrale di questi mesi – ha spiegato ai nostri microfoni Walter Boscarello, esponente di Memoria Antifascista – noi stiamo da tempo cercando di contrastare questa proposta, perché riteniamo che il concetto di remigrazione sia un modo elegante per parlare di deportazione».
Remigration Summit, il dibattito e le contromanifestazioni a Milano
Il tema è stato oggetto di polemica in consiglio comunale: la presidente dell’aula, Elena Buscemi, ha presentato un ordine del giorno per impegnare il sindaco e la giunta a prendere le distanze dall’evento, mentre la vicesegretaria nazionale della Lega, Silvia Sardone, sostiene che il rimpatrio interesserà «solo chi non ha diritto di stare nel nostro paese» e accusa una «deriva antidemocratica della sinistra».
Il sindaco ha espresso la sua contrarietà già nei mesi scorsi: «Ogni formula che parla di remigrazione non mi trova d’accordo», e ha ribadito le sue posizioni anche dopo lo scontro in aula. Nonostante il suo parere contrario, Sala ha comunicato il via alla manifestazione da parte della questura e della prefettura, secondo le quali non ci sono gli estremi per vietarla.
La questione ha creato delle spaccature anche all’interno del centrodestra, con Amir Atrous, responsabile del dipartimento cittadino Immigrazione di Forza Italia, che denuncia il clima di razzismo che caratterizza l’evento e annuncia una mobilitazione alternativa incentrata sulle seconde generazioni.
«Ricordiamo a Forza Italia che da tempo è stampella delle destre radicali sovraniste: se davvero ne vogliono contrastare i deliri, facciano cadere Fontana e il governo», attacca il segretario cittadino del Pd Alessandro Capelli, mentre M5s in regine annuncia una mozione urgente per chiedere al presidente e alla giunta lombarda di dissociarsi.
Le iniziative contro l’evento della Lega hanno il titolo “Milano è migrante” e partiranno già da questa domenica in piazza Duca D’Aosta, con una giornata di sport popolare. Sabato 18 invece ci saranno due manifestazioni, coese e unitarie, una della Rete No Cpr e una dei centri sociali: la partenza del corteo sarà da Largo Cairoli, le due manifestazioni confluiranno nello stesso spezzoni che si concluderà all’Università Statale.
«Noi cercheremo, circondando piazza Duomo, di far sentire la nostra voce – conclude Boscarello – per dire che Milano è migrante e che non è la Milano che vuole Matteo Salvini».
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