Il calciomercato non si racconta più soltanto con i nomi in prima pagina. Nella Serie A 2025/2026, a fare notizia sono soprattutto i numeri: stipendi, investimenti, saldo tra acquisti e cessioni e, sullo sfondo, il valore “di mercato” delle rose che si muove anche a stagione iniziata.
È una fotografia molto interessante, perché mette insieme due piani che spesso vengono separati: da una parte la spesa ricorrente, cioè il monte ingaggi, dall’altra l’impatto delle operazioni di mercato sul valore complessivo delle squadre e sul conto economico. Ma è proprio da qui che si capisce perché alcune società possono permettersi un progetto “lungo”, mentre altre devono ottenere risultati immediati per tenere in equilibrio i conti.
Leggendo tra le principali notizie di calciomercato, per capire come potrebbe evolvere la stagione dopo la sosta invernale, bisogna partire da tre insiemi di dati: gli stipendi lordi annui dei club, la spesa/ricavi della sessione estiva e come cambiano i valori delle rose dopo la chiusura del mercato. Ecco qualche riflessione.
Monte ingaggi: Inter davanti, Juventus e Napoli inseguono
Il punto di partenza è il monte ingaggi lordo: secondo i dati aggiornati Capology, è stato stimato che nella stagione 25/26 il totale complessivo della Serie A abbia raggiunto 1,17 miliardi di euro.
In testa alla classifica c’è l’Inter, con circa 139,7 milioni lordi annui, seguita dalla Juventus con 126,19 milioni e dal Napoli con 110,86 milioni. Roma (109,09) e Milan (94,7) completano la parte alta, mentre la fascia centrale vede Lazio (77,28), Fiorentina (65,47) e Atalanta (58,64) come riferimenti di spesa “alta ma controllata” rispetto alle big.
Il dato che aiuta a leggere la strategia, però, non è solo “quanto” si spende, ma “dove” lo si spende: nella ripartizione per reparto emerge, ad esempio, che la Juventus concentra una quota molto rilevante sugli attaccanti, mentre l’Inter pesa di più su centrocampo e difesa.
Un giro d’affari enorme, ma non sempre sinonimo di “spesa netta”
Un’altra metrica da tenere d’occhio è il volume delle operazioni. Dai dati Transfermarkt, si legge di 578 calciatori movimentati nella sessione estiva 2025/2026, con un giro d’affari complessivo indicato in 9,3 miliardi e una quota di stranieri tra i trasferiti pari al 67,8%.
Nel confronto tra club, il Milan emerge come primo per investimenti sugli acquisti (164 milioni), davanti alla Juventus (137,3) e all’Atalanta (125,8), con Napoli (115) e Como (107,4) nella top five.
Il dettaglio più interessante, in ottica finanziaria, è che l’“attività” non coincide sempre con il rosso di bilancio: nello stesso pezzo si evidenziano saldi positivi per Genoa (+52), Parma (+40,85), Bologna (+29), Udinese (+27,6) e Torino (+21,9).
Variazioni post-mercato
Resta infine la terza lente, quella che spesso viene usata per “misurare” il progetto anche fuori dal campo: la variazione del valore delle rose dopo la chiusura del mercato. Secondo le tabelle di Transfermarkt, a inizio ottobre le valutazioni possono cambiare anche di poche settimane, tra rendimento, minutaggio e percezione complessiva della squadra.
In quel periodo l’Inter restava prima per valore con circa 691 milioni, davanti alla Juventus a 603, poi Napoli a 503 e Milan a 472, mentre il Como risultava la società con l’aumento più imponente rispetto alla fine del mercato.
Letti insieme, questi numeri aiutano a capire perché gennaio non sia solo un mese di acquisti, ma di correzioni. Chi ha ingaggi elevati deve intervenire con precisione, chi ha saldi positivi può scegliere se rinforzarsi o consolidare, mentre per tutti l’obiettivo resta lo stesso: aumentare qualità e competitività.







