Fino al 17 maggio 2026, le sale di Palazzo Reale a Milano ospitano “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, una grande retrospettiva dedicata a uno dei fotografi più originali, raffinati e controversi del Novecento. La mostra propone un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche, potenti e audaci dell’artista statunitense, offrendo al pubblico un’occasione rara per attraversare l’intero arco della sua ricerca.
Milano, a Palazzo Reale la mostra “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”
L’esposizione rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e rappresenta il secondo capitolo di una trilogia curatoriale avviata a Venezia, presso Le Stanze della Fotografia, e destinata a proseguire a Roma. Ogni tappa del progetto è concepita come un approfondimento tematico su un diverso aspetto della figura e dell’opera di Mapplethorpe.
Curata da Denis Curti, la mostra milanese si concentra in particolare sulla dimensione estetica della sua produzione. Al centro del percorso espositivo vi sono i celebri nudi maschili, immagini che colpiscono per la loro perfezione formale e per una tensione fisica che rimanda a una mimesi greca, quasi olimpica. Il corpo diventa qui soggetto assoluto: scolpito dalla luce, esaltato dai contrasti netti del bianco e nero, è il luogo in cui Mapplethorpe sublima la propria indagine artistica, trasformando il desiderio in forma.
Nato a New York nel 1946 e scomparso prematuramente a Boston nel 1989, a soli 42 anni, Robert Mapplethorpe è stato uno degli interpreti più radicali della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta. In un’epoca in cui la creatività si fa gesto politico, la sua fotografia attraversa i territori dell’identità, della sessualità e della libertà espressiva, suscitando dibattiti e polemiche che ancora oggi ne testimoniano la forza dirompente.
Ad accompagnare e approfondire il progetto espositivo, un ricco apparato editoriale e multimediale. Dal 21 ottobre è disponibile sulle principali piattaforme il podcast Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, mentre il catalogo edito da Marsilio Arte raccoglie 257 opere, offrendo uno sguardo ampio e articolato sull’evoluzione del linguaggio visivo dell’artista.
La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York. Un appuntamento che conferma Milano come uno dei principali poli culturali internazionali e restituisce, attraverso lo sguardo di Mapplethorpe, una riflessione ancora attualissima sul corpo, sul desiderio e sul potere delle immagini.







