Fischi durante l’inno, dissenso pubblico e un iniziale diniego a patrocinare l’evento da parte del Comune di Udine. Così è avvenuto per l’ultimo incontro a ottobre 2024 tra le due compagini, Italia-Israele, valevole stavolta per le qualificazioni al Mondiale 2026 porta di nuovo con sé un’ondata di polemiche nazionali, persino più grande rispetto alla precedente.
«Far giocare la partita significa realizzare un condono verso il genocidio in Palestina e un sostegno culturale diretto alle politiche israeliane», attacca Francesca, esponente del Comitato per la Palestina di Udine. A poco è servito il tentativo da parte della città friulana di alleggerire gli animi, proponendo di devolvere in beneficenza il ricavo della partita.
Partita Italia-Israele, il Comitato per la Palestina contro il “condono” a Israele
Francesca riprende le parole del suo Comitato: «Il punto non è raccogliere denaro da donare, ma fermare immediatamente lo sterminio in atto a Gaza. Abbiamo chiesto alla Figc di sospendere la partita e soprattutto sospendere la nazionale israeliana da tutte le competizioni».
«Un procedimento che sarebbe in linea con i regolamenti della Fifa, com’è successo con la Russia, ma che Israele non ha ancora subito. Naturalmente, questa discrepanza ha radici politiche – sostiene Francesca – come succede con la mancanza di sanzioni significative ai danni di Israele da parte di Stati Uniti e Unione Europea». Per questo, il Comitato per la Palestina di Udine sta organizzando una manifestazione poco prima di Italia-Israele insieme ad altri enti affini, che ha già raccolto duecento adesioni. Il punto d’incontro sarà a Piazza della Repubblica, alle 17:30 del 14 ottobre.
Il sindaco di Udine spinge per il rinvio della partita
Esita, così come dodici mesi fa, Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine: «Non è il caso di fomentare le polemiche», premette, prima di proporre il rinvio della partita a causa di eventuali problemi di ordine pubblico, come anticipato dal Messaggero Veneto.
Pesano anche le 20mila firme raccolte da una petizione online da Possibile per chiedere lo stop al match.
«Israele non è stato escluso dalle competizioni sportive internazionali, ma di fronte a un dramma che non ha eguali negli ultimi ottant’anni, davanti a tanta sofferenza, giocare adesso sarebbe inopportuno», spiega De Toni. Da qui, la proposta del rinvio: «Lo stadio è gestito dall’Udinese, la decisione di ospitare i match della nazionale è della Figc e la partita è organizzata dall’Uefa. Quindi, come Comune siamo al terzo livello, siamo chiamati a occuparci di ordine pubblico con il coordinamento della Prefettura», conclude il sindaco.
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