Newsletter di presentazione delle trasmissioni radiofoniche Intersezioni e Inediti live e di segnalazione di appuntamenti e materiali musicali, culturali e politici indipendenti.

12-13 giugno andiamo a votare sì ai 4 referendum:

Contro la costruzione delle centrali Nucleari – la Privatizzazione dell’Acqua pubblica ed il Legittimo Impedimento

Musiche di e con: Ake Parmerud, Sinfonietta & computer Kammarensemble N diretti da Jonas Dominique.

a Intersezioni

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI NEI QUARTIERI, NELLE RADIO E DA NESSUNA ALTRA PARTE, NESSUN OPPORTUNISMO

Cari amici e compagni,

 

nell’ultimo mese di trasmissioni, prima della pausa estiva, apriamo una finestra sulla musica elettroacustica iniziando con l’assai stimato compositore svedese Ake Parmerud.

Ake Parmerud – Osynlig musik – Sinfonietta & computer Kammarensemble N diretto da Jonas Dominique -Phono Suecia

http://www.mic.stim.se/avd/mic/prod/micv5eng.nsf/AllDocuments/9981D6C4407E2640C125722700376699

http://www.mic.stim.se/avd/mic/prod/micv5eng.nsf/AllDocuments/D853AFCF0BE223A7C1257268003469E7

Vi suggeriamo l’ascolto della trasmissione 451frammentisonori

Trasmissione radiofonica d’indagine (?!) sulle musiche di confine ed oltre.
A cura di Eliseo Scarpa e Max Macchia

La trasmissione è in diretta ogni Domenica alle 23,30 su Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna.

http://www.facebook.com/pages/451frammentisonori/112263195476345

http://radio.rcdc.it/programmi/451-frammenti-sonori/

Siti critico-informativi-musicali consigliati :

http://hibou-anemone-bear.blogspot.com/

http://www.cloudsandclocks.net

http://www.altremusiche.it/

http://italia.allaboutjazz.com

http://www.paristransatlantic.com/

Come ascoltare la Radio , Intersezioni e Inediti live

Prendete Nota, ogni LUNEDI’ va in onda Intersezioni, esperienze musicali più o meno contemporanee, dalle 20.00 alle 21.00

e il 2° e l’ultimo lunedì di ogni mese, dall’ 1.15 in avanti, il notturno Inediti Live, concerti mai pubblicati ,con registrazioni integrali da Festivals e rassegne di musiche trasversali. di proposte irregolari, non convenzionali,di ricerca, rock, jazz,contemporanee,etniche.

I concerti saranno ascoltabili in FM sui 103,100 di Bologna, Modena e province
in diretta streaming dal sito http://radiocittafujiko.it/home scaricabili per una settimana dall’archivio della Radio.

Non abiti a Bologna o non ti trovi a Bologna? Hai
perso una trasmissione che volevi assolutamente
sentire? Niente paura, la programmazione dei 103.100
della banda di modulazione di frequenza continua su
Internet.

Basta avere un lettore di file audio (FreeAmp, Winamp,
Windows Media) e la diretta parte automaticamente.

Riguardo all’archivio, cercate il file che volete (di
mezz’ora in mezz’ora) sul vostro desktop. La qualità
in certi passaggi è da radiolina a transistor, ma ogni
mp3 di mezz’ora di trasmissione pesa come una canzone.

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Archivio ultima settimana

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giorni dell’ultima settimana.

Radio Città Fujiko di Bologna
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PIERANTONIO PEZZINGA
VIA MASCARELLA 77/3
40126 BOLOGNA

http://radiocittafujiko.it/home/onair

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in Mp3 of half an hour each.

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PIERANTONIO PEZZINGA
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40126 BOLOGNA Italy

L’invio delle Playlists continua ad essere ben accetto come
informazioni, programmi e contributi da far circolare.

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APPUNTAMENTI/SEGNALAZIONI

APPOINTMENTS/RECOMMENDATIONS

IVAN ILLICH di Bologna 2010-2011

La SPM “Ivan Illich” è in Via Giuriolo 7 e si può raggiungere facilmente con l’autobus (linea 27, fermata “Caserme Rosse”). Ampio parcheggio nelle immediate adiacenze. Per informazioni la segreteria è aperta dalle 17.30 alle 20.00 (tel. 051.357753).

Per donare il tuo 5 x 1000 alla SPMII:

92041250371

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Sabato 4 giugno dalle ore 15.00

Festa per ricordare

Roberto “Sacco” Secchi

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lunedì su Radio Città Fujiko (Bologna)

LA SCUOLA POPOLARE DI MUSICA IVAN ILLICH A RADIO CITTA’ FUJIKO

Alcuni concerti dell’archivio della Scuola Popolare di Musica Ivan Ilich vengono trasmessi integralmente l’ultimo Lunedì di ogni mese all’1.15 di notte, da Radio Città Fujiko di Bologna, nel programma ” Inediti live”, in onda il 2° e l’ultimo lunedì di ogni mese, con registrazioni da Festivals e rassegne non convenzionali, curato da Pierantonio Pezzinga:

Ascoltabili in FM sui 103,100 di Bologna, Modena e province
in diretta streaming dal sito http://radiocittafujiko.it/home

e scaricabili per una settimana dall’archivio della Radio.

Sempre il Lunedì dalle 20.00 alle 21.00 potrete ascoltare l’altro programma condotto da Pierantonio Pezzinga, “Intersezioni, esperienze musicali contemporanee anticipato nella newsletter settimanale richiedibile a Pierantonio1@yahoo.it

L’ultimo lunedì del mese potrete ascoltare alcuni concerti dell’Ivan Illich che sono stati registrati durante le stagioni della Scuola e verranno trasmessi per radio nei seguenti giorni:

Lunedì 27 Giugno 2011 Alessio Pisani,Mirio Cosottini e gli allievi del GRIM – Nel segno di Cardew

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12-13 giugno andiamo a votare sì ai 4 referendum:

Contro la costruzione delle centrali Nucleari – la Privatizzazione dell’Acqua pubblica ed il Legittimo Impedimento

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Sabato 4 Giugno 2011 ore 21:30
Il Cantiere – Via G. Modena 92, Roma

iato presenta

trio
Edoardo Ricci sassofoni,trombone,electronics
Luca Tilli violoncello
Filippo Monico batteria

duo
Mat Pogo voce
Ignaz Schick giradischi, oggetti, motori

ingresso sottoscrizione 7 euro
iatoconcerti.wordpress.com

Edoardo Ricci
Nel 1973 -con Stefano Bartolini, Guglielmo Lattanzi, Marco Giovannoni e altri- fonda a Firenze il N.E.E.M. (Nuove Esperienze Eretico Musicali) un gruppo che mescolava svariati tipi di musica e testi recitati e che sarà destinato a molte metamorfosi e ad una lunga avventura lungi da concludersi ancora ai giorni nostri. Trasferitosi a Milano suona nei gruppi di Guido Mazzon e nell’orchestra di Gaetano Liguori. Nel 1977 fonda il Muzik Circo con il batterista Filippo Monico e il contrabbassista Roberto Bellatalla. Conosce Riccardo Lai, Sandro Satta e Antonello Salis.

Nel 1979 il N.E.E.M, nella sua incarnazione come N.E.E.M Teatrazz, rinforzato da Riccardo Fassi, Filippo Monico e Roberto Del Piano, registra Come eravamo brutti da piccini per MaSo records.Con Filippo Monico, Stefano Bartolini e Guido Bresaola forma un gruppo di musica improvvisata con alcuni danzatori. In questo periodo conosce Tristan Honsinger suonando con lui per le strade di Firenze. Nel 1982 suona con una formazione comprendente Tristan Honsinger al violoncello, Sean Bergin ai sassofoni, Stefano Bartolini al sassofono tenore e baritono e Filippo Monico alla batteria. Nel 1985 si unisce al riformato Gruppo Contemporaneo di Guido Mazzon con Filippo Monico, Roberto Del Piano, Massimo Falascone, Stefano Bartolini e Angelo Contini e viene registrato il disco Aspettando i dinosauri per …. Edoardo Ricci ne disegna anche la copertina.

Nel 1987, con Eugenio Sanna alla chitarra, Riccardo Lai al contrabbasso e Filippo Monico e Stefano Rapicavoli alle batterie fonda Padouk e viene registrato un disco omonimo per Splasc(h) records. E’ l’inizio di una lunghissima serie di registrazioni.

Nel 1996 si unisce a WJ Meatball e Mat Pogo nella formazione polimorfa Jealousy Party che con questo trio stabilisce il suo nucleo centrale.

Vengono registrati diversi lavori, tra partecipazioni a dischi collettivi e cassette includendo nella formazione Jacopo Andreini, Nicotina, Stefano Bartolini, Steve Rozz, Roy Paci, Renato Cordovani e Jimmy Gelli tra gli altri. Nel 1998 Edoardo Ricci diventa membro dell’associazione italiana di musica improvvisata , A BAO A Q, fondata dal poeta –sassofonista, Vittorino Curci e da Mario Schiano.

Filippo Monico
Attivo dai primi anni 70, ha collaborato assiduamente con Guido Mazzon, Gaetano Liguori, Giorgio Gaslini, Massimo Urbani, Danilo Terenzi, Paolino Della Porta, e numerosi altri musicisti partecipando a concerti e registrazioni tra gli altri con Enrico Rava, Paul Rutherford, Lester Bowie, Don Cherry, Steve Lacy, Evan Parker. Poi è nel “Muzic Circo” di Roberto Bellatalla con Daniele Cavallanti ed Edoardo Ricci.

Lavora in Olanda e Inghilterra con Tristan Honsinger, Sean Bergin, Antonello Salis e Sandro Satta. Partecipa a una serie di concerti in Russia con la cantante Sainko Namtchylak. Fonda il gruppo “Takla Makan” con Giancarlo Locatelli e Massimo Falascone; tra gli ospiti: Fabrizio Spera, Tito Mangialajo, Barre Phillips, Wolfgang Fuchs. Ha realizzato una ventina di pubblicazioni registrate con diverse formazioni musicali.

Collabora a spettacoli di Teatro Danza con le coreografe Susanna Beltrami e Adriana Borriello e di Teatro con i registi Elio De Capitani, Renzo Martinelli, Giorgio Barberio Corsetti e con il Teatro Filodrammatici di Milano. Negli ultimi anni si sta dedicando all’improvvisazione sia radicale che jazzistica spesso in dialogo con Danza, Pittura, Poesia, Teatro e Video.

Ad esempio con il “Paolo Botti Quintet”, con “Hilarity Workshop” di Steve Piccolo, con il gruppo “Unit” di Biggie Vinkeloe, e soprattutto in performances con i danzatori Julyen Hamilton, Giorgio Rossi e Alessandro Certini con Peter Kowald, Elliot Sharp, Wilbert De Joode. Guida il “Takla Jazz” (per il quale compone gli spunti tematici) e il gruppo multietnico “N.E.S.O.”(4 percussionisti provenienti da Europa, Asia, Africa, America). Viene invitato dal poeta Giancarlo Majorino ad un incontro con la poesia di Biagio Cepollaro e Andrea Inglese intitolato “Solitudine e Comunanza”.

Si occupa con Cristina Negro dell’Associazione “TAKLA IMPROVISING” nata nel 1998 per la diffusione dell’arte dell’improvvisazione e attiva nell’organizzazione di seminari, riflessioni, concerti, rassegne e festival per adulti, giovani e bambini.

Luca Tilli studia violoncello con il maestro Michele Chiapperino (Conservatorio L.Perosi), l’attività concertistica e di studio all’interno della musica contemporanea e dell’improvvisazione lo porta a collaborare con il violoncellista olandese Tristan Honsinger. Dal 2005 la sua attività concertistica si è concentrata nell’ambito della musica d’avanguardia collaborando stabilmente in trio con Luca Venitucci e Fabrizio Spera e con Sebi Tramontana, Paul Lytton, John Edwards, Micheal Zerang, Massimo Pupillo, Ig Henneman, Jack Wright Eugenio Sanna. Nel 2007 suona nell’ ensemble B for Bang di Katia Labéque…

Assistente del compositore Josef Anton Riedl, il berlinese Ignaz Schick realizza set elettroacustici dal vivo con i gruppi Phospor e Perlonex, formazione che ha accolto più volte Charlemagne Palestine come ospite a sorpresa. Il suo dispositivo è incentrato su un giradischi nel quale il piatto agisce come cassa di risonanza, amplificando i diversi oggetti che vi vengono depositati.

Altro adepto della deframmentazione ansiosa, il cantante-performer Mat Pogo ha sviluppato un intero vocabolario di onomatopee e di urla, una sorta di flusso ininterrotto di suoni, tanto umoristico quanto insolito.

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Nuove uscite disponibili per AltrOck!

AltrOck:

www.altrock.it

OCTOBER EQUUS “Saturnal” ( Spain )

http://production.altrock.it/prod2.asp?lang=ita_&id=160&id2=161

THE NERVE INSTITUTE “Architects of Flesh-Density” ( USA )

http://production.altrock.it/prod2.asp?lang=ita_&id=159&id2=162

Fading:

SKE “1000 Autunni” (Italia)

http://production.altrock.it/prod2.asp?lang=ita_&id=125&id2=163

ABRETE GANDUL “Enjambre Sismico” (Chile)

http://production.altrock.it/prod2.asp?lang=ita_&id=125&id2=164

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SAN FEDELE MUSICA – Milano

L’ULTIMO BEETHOVEN e RISONANZE

Recital pianistico di Maria Grazia Bellocchio

Lunedì 6 giugno, alle ore 20.30

Auditorium San Fedele, Via Hoepli 3/b, entrata libera

Musiche di Beethoven e creazioni di Carlo Ciceri, Pasquale Corrado, Antonio Covello, Aurélien Dumont, Mirtru Escalona, Vittorio Montalti, Manuel Rodriguez, Evis Sammoutis, Antonin Servière, Franco Venturini, Roberto Vetrano, Vito Zuraj

Concerto inedito della pianista Maria Grazia Bellocchio che propone, a conclusione del primo anno del Premio San Fedele 2010-2013, un programma originale. Il recital prevede due parti con due capolavori dell’ultimo Beethoven, le Bagattelle dell’op. 119 e dell’op. 126. Le due raccolte di Beethoven saranno tuttavia presentate in una veste nuova. Senza soluzione di continuità, ciascun ciclo di Bagattelle nel suo ordine originario alternerà i brevi brani scritti quest’anno dai compositori del Premio San Fedele. A riguardo, il regolamento del Premio richiedeva opere pianistiche di massimo 3 minuti, da pensare in riferimento alle Bagatelle di Beethoven, in modo da potersi inserire tra i brani del maestro di Bonn.

Tra gennaio e aprile 2011, i 25 giovani compositori del primo anno del Premio, provenienti dall’Italia e 11 dall’estero, hanno scritto le loro opere. Una Giuria internazionale ha scelto 12 finalisti le cui opere saranno presentate nel concerto del lunedì 6 giugno alle 20.30 presso l’Auditorium San Fedele ad entrata libera.

Le 13 opere non selezionate verranno invece presentate in un work-shop aperto al pubblico, sempre con Maria Grazia Bellocchio, martedì 7 giugno alle ore 18.00 nell’Auditorium di San Fedele. Infine il 12 giugno verrà registrato un DVD del programma realizzato dal regista Francesco Leprino con la direzione artistica di Ernesto Esposito.

PROGRAMMA
PRIMA PARTE

LUDWIG VAN BEETHOVEN (Bonn 1770 – Vienna 1827)
Undici Bagattelle Op. 119 (1820-1822)
1 Allegretto Sol min 2’15
2 Andante con moto Do mag 1’

Vittorio Montalti Bagatella

Beethoven op. 119
3 A l’Allemande Re mag 1’45

Antonio Covello Umlaut

Beethoven op. 119
4 Andante cantabile La mag 1’30
5 Risoluto Do min 1’10

Mirtru Escalona-Mijares “…entre…”

Beethoven op. 119
6 Andante — Allegretto Sol mag 1’50

Antonin Servière Bagatelle sans altérité

Franco Venturini Innen

Beethoven op. 119
7 Allegro, ma non troppo Do mag 1’10
8 Moderato cantabile Do mag 2’

Roberto Vetrano …quarto divagare

Beethoven op. 119
9 Vivace moderato La min 40’’
10 Allegramente La mag 17’’

Manuel Rodriguez Valenzuela Ungebetenes Spiel

Beethoven op. 119
11 Andante, ma non troppo Sib mag 2’

SECONDA PARTE

LUDWIG VAN BEETHOVEN
6 Bagatellen op. 126 (1825)
1 Andante con moto, cantabile e compiacevole Sol maggiore 2,40

Pasquale Corrado Intermezzo

Beethoven op. 126
2 Allegro Sol minore 2,45

Carlo Ciceri Discrizione

Beethoven op. 126
3 Andante, cantabile grazioso Mib maggiore

Evis Sammoutis Interpunct

Beethoven op. 126
4 Presto, Si minore

Vito Zuraj Čmrlj

Beethoven op. 126
5 Quasi allegretto, Sol maggiore

Aurélien Dumont outre-pages

Beethoven op. 126
6 Presto – andante amabile e con moto – Tempo I, Mib maggiore

Maria Grazia Belloccio

Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio G. Verdi di Milano con Antonio Beltrami e Chiaralberta Pastorelli, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, e ha proseguito gli studi alla Hochschule di Berna con Karl Engel e a Milano con Franco Gei. Nelle sue prime apparizioni in pubblico ha eseguito il concerto di Scriabin con l’ Orchestra della RAI di Milano e il primo concerto di Beethoven con l’Orchestra del Conservatorio di Milano e l’ Orchestra Sinfonica Siciliana, e Les Noces di Strawinsky al Teatro Comunale di Bologna.

Suona regolarmente per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e straniere. Il suo repertorio spazia da Bach ai giovani compositori contemporanei. Collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli regolarmente presente nei maggiori festival italiani ed europei. Ha inciso CD per Ricordi e Stradivarius con opere di Bruno Maderna, Mauro Cardi, Giulio Castagnoli, Sandro Gorli, Franco Donatoni, Matteo Franceschini, Stefano Gervasoni.

Insegna pianoforte presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Donizetti” di Bergamo e tiene regolarmente corsi di perfezionamento pianistico dedicati al repertorio classico e contemporaneo.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Antonio Pileggi s.j.
responsabile settore musica
Fondazione Culturale San Fedele
Piazza San Fedele, 4 20121 Milano

apileggisj@gmail.com
www.centrosanfedele.net

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Infoaut dedica una rubrica alla storia delle lotte e dei movimenti.

http://www.infoaut.org/home

Da: La STORIA DI CLASSE, giorno per giorno
http://www.infoaut.org/blog/storia-di-classe

Storia di Classe è un’agenda che mette per iscritto quel filo rosso che lega la lotta di classe di tutti i tempi ai giorni nostri; un modo non solo per non dimenticare, ma per riappropriarsi di elementi storici celati dalla storiografia ufficiale, condizionata fortemente dai vincitori di molti conflitti, che nel tempo, l’hanno riscritta a proprio piacimento.

Se come sosteneva Marx: “La lotta tra le classi è il motore della storia”, Storia di Classe sarà un appuntamento quasi quotidiano con la memoria, proiettato verso il futuro.

8 maggio 1978: l’uccisione di Peppino Impastato

Nella notte tra l’otto e il nove maggio 1978, il corpo di Peppino Impastato, posto sulla linea ferroviaria Palermo – Trapani, è dilaniato da una carica di tritolo. Il suo funerale, partecipato da centinaia di giovani provenienti da tutta la Sicilia , viene aperto da uno striscione con la scritta “Con le idee e il coraggio di Peppino, noi continuiamo”.

E proprio dalle idee che lo spinsero a schierarsi apertamente contro la “borghesia mafiosa” della provincia palermitana è bene cominciare, per comprendere a pieno il profilo di un compagno per lungo tempo dimenticato e attualmente riciclato in uno dei tanti santini dell’antimafia da salotto.

Giuseppe Impastato nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato, quest’ultimo ben inserito nel contesto mafioso della provincia di Palermo (era stato inviato al confino durante il periodo fascista, mentre una delle sorelle aveva sposato il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963). Ancora ragazzo, Peppino rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e comincia a dedicarsi all’attività politica: nel 1965 fonda il giornale “L’Idea socialista” e aderisce al Psiup.

Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti ecc.) e al cui interno trovano particolare spazio il “Collettivo Femminista” e il “Collettivo Antinucleare”

Lui stesso descrive questa intensa fase con le seguenti parole :”Arrivai alla politica nel lontano novembre del ’65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile. Mio padre, capo del piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. E’ riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività”.

Nell’estate del 1973 aderisce a Lotta Continua e conosce Mauro Rostagno, di cui apprezza in particolar modo le posizioni libertarie.

Nel 1976 fonda Radio Aut, emittente privata e autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Il programma più ascoltato è “Onda pazza”, trasmissione condotta da Peppino stesso, durante la quale denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo primario nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto.

Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali, e viene eletto nel Consiglio comunale di Cinisi appena pochi giorni dopo essere stato assassinato.

Fin da subito, stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, di un suicidio “eclatante”.

Il 9 maggio del 1979 il Centro siciliano di documentazione (nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Giuseppe Impastato) organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese.

Dopo diverse archiviazioni, depistaggi e ostruzioni da parte della polizia, il caso dell’omicidio viene riaperto nel 1996 grazie alle forza e alla determinazione dei compagni e della madre di Peppino e del Centro di documentazione Impastato; il 5 marzo 2001 la Corte d’Assise ha riconosciuto come colpevoli dell’omicidio Gaetano Badalamenti nel ruolo di mandante e Vito Palazzolo in quello di esecutore.

Della figura di Peppino a noi interessa però sottolineare l’importanza della sua antimafia sociale, contro un sistema di relazioni in cui sono strettamente intrecciate mafie, politica, amministrazione, finanza.

Come ha scritto Giovanni Russo Spena, “L’antimafia sociale contro la borghesia mafiosa, contro processi di accumulazione mafiosa che sono veri e propri percorsi di valorizzazione del capitale globale (…) Noi ci impegniamo a ricostruire, pur dentro alle difficoltà del presente, partecipazione, protagonismo, autorganizzazione, intorno ad una antimafia, come quella che Peppino ha incarnato, non ipocrita, non di facciata, ma viva, vera, sociale; lottare contro le mafie è, per tanti giovani e tante ragazze, anche lotta contro la precarietà, per il salario sociale, il reddito di cittadinanza.

Per questo Peppino è parte fondativa del nostro vissuto politico. Per questo rifiutiamo interpretazioni edulcorate e centriste: Peppino fu uomo del ’68, non va dimenticato. Fu militante anticapitalista che organizzava conflitti sociali, dagli studenti ai braccianti, ai contadini poveri. E fu precursore, anche come organizzatore culturale, di un’intensa e moderna criticità come rovesciamento e senso comune di massa. Radio Aut fu la struttura comunicativa più moderna del Mezzogiorno, negli anni Settanta, esempio straordinario di inchiesta e controinformazione. La metafora, il sarcasmo, la desacralizzazione dei capi mafiosi diventarono, con Peppino, strumento di lotta politica”.

Perciò fa strano vedere la figura di Peppino innalzata a fredda icona di tanti professionisti dell’antimafia, come l’associazione Libera e l’universo legalitario che le gravita attorno (per non parlare del Movimento 5 Stelle, del partito di Repubblica, di Travaglio e compagnia cantante).

E’ utile ricordare inoltre la recente diffida del Centro di documentazione Impastato nei confronti di Roberto Saviano, reo di aver inventato di sana pianta che fu il film “I cento passi” e non i compagni, i familiari e il Centro stesso a far riaprire le indagini sul caso di Peppino, quasi a voler cancellare le lotte, le idee e il ricordo del compagno che meglio ha incarnato lo slogan “nè con la mafia nè con lo Stato”.

Al contrario, bisogna legare l’antimafia alla lotta per l’uso razionale delle risorse sottraendole ai reticoli clientelari, per la difesa del territorio e contro il nucleare, per la partecipazione non intesa soltanto come liturgia delle elezioni e delle primarie.

L’antimafia che attualmente cerca di coniugare la difesa delle istituzioni ( la Costituzione , i magistrati impegnati, la legislazione antimafia) con la decriminalizzazione del potere, dimentica completamente la portata fondamentale della lotta sociale che Peppino Impastato ha combattuto nelle piazze e nel Movimento.

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NEW RELEASE on cdbaby.com

Carlo Actis Dato _ Enzo Rocco

Domestic Rehearsals

Some old pieces the duo likes playing during the gigs. Home-made recording, December 2010.

Jazz and irony, world music and amusement, dance and improvisation: the music of the duet is a mix of contemporary jazz, free improvisation and folk music from all around the world always dressed with that generous amount of humour and of sense of theatre that make so tasty the show of the two musicians.

Available (digital download and phisical cd) at cdbaby.com and on iTunes, Amazon, Rhapsody, eMusic and many more on-line retailers as well.

Carlo Actis Dato
(baritone sax/bass clarinet) &

Enzo Rocco (guitar)

Jazz and irony, world music and amusement, dance and improvisation: the music of the duet is a mix of contemporary jazz, free improvisation and folk music from all around the world always dressed with that generous amount of humour and of sense of theatre that make so tasty the show of the two musicians.

After the success of “Pasodoble” and “Paella & Norimaki”, both very well reviewed in Europe, Usa and Japan and presented in concert in Italy, France, Germany, Belgium, Netherlands, Ireland, England, Scotland, Sweden, Denmark, Lithuania and Japan, the duet is more and more funny, crazy, explosive !!!

CARLO ACTIS DATO began his musical activity in 1975 and his name is always present at the top in the critics referendums of “Musica Jazz”, “Cadence” and “Down Beat”. He has taken part in about seventy records, very well reviewed by jazz magazines all over the world. He is at the head of his own Quartet and is a member of the “Italian Instabile Orchestra” and of the Pino Minafra’s “Sud Ensemble”.

He has played in the five continents and has attended almost all the major international festivals, working side by side with artists such as G.Gaslini, G.Trovesi, G.Schiaffini, E.Colombo, R.Ottaviano, E.Rava, P.Fresu, M.Schiano, A.Salis, B.Tommaso, T.Oxley, G.Sommer, B.Philips, C.Zingaro, F.Koglmann, A.Vapirov, L.Jenkins, Kazutoki Umezu, Masahiko Satoh, S. Fujii, T.Kondo, L.Bowie, W.Horvitz, K.Vandermark , J.McPhee, C.Taylor.

The 2002 Down Beat’s critics pool has appointed him one of the best baritone-saxophone players in the world.

ENZO ROCCO as a guitar player and composer has taken part in various Italian jazz groups and has often attended contemporary music, music for theatre and ballet, folk music, happenings and improvisations with poets and with painters. He has taken part in some Butch Morris’ conductions and in some concerts of Peter Kowald in Italy .

As a leader of his own groups he has recorded many CDs and has performed in festival and clubs in Italy, France, Spain, Switzerland, Belgium, Netherlands, Germany, Great Britain, Ireland, Scandinavia, Romania, Poland, Lithuania, Russia, Ukraine, Japan, Indonesia, Argentina, Brasil, Chile, Uruguay.

At the moment, closed the experience of the “Tubatrio”, his own group with Giancarlo Schiaffini on trombone/tuba and Ettore Fioravanti on drums, he leads a trio with the French Frédéric Monino and Bruno Tocanne.

With the drummer Tom Bancroft he also runs a duo born in 2004 by an idea of the Edinburgh Jazz Festival. Responsible for the Italian Song Project (group purchased by the Italian Cultural Institute in Buenos Aires ) he is also a partner of some of the most important English improvisers like Veryan Weston and Lol Coxhill and has performed with a lot of musicians all around the world.

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Program Readings Live -Art Action Poetry

by Nicola Frangione

www.nicolafrangione.it

13 Giugno 2011 ore 21

Performance-reading di poesia – “ La Voce in Movimento”

XVII Festival Internazionale Poesia di Genova

Cortile Maggiore di Palazzo Ducale

Piazza Matteotti – GENOVA.

14 Giugno 2011 ore 18

Performance-reading di poesia – “ La Voce in Movimento”

VIII Rassegna Poesiarte Milano “SCONCERTI”

Spazio Quintocortile – Viale Bligny 42 – MILANO

18 Giugno 2011 ore 18

“ la Voce per sette movimenti sonori” – Concerto di Musica e Poesia con:

Vincenzo Zitello – Arpa Celtica e Arpa Bardica

Nicola Frangione – Testi – Video – Voce

Al Serrone – della Villa Reale di MONZA.

21 Giugno 2011 ore 21

Performance-reading di poesia – “ La Voce in Movimento”

Galleria Peccolo

Piazza della Repubblica, 12 – LIVORNO.

24 Giugno 2011 ore 21

Performance-reading di poesia – “ La Voce in Movimento”

Spazio – Società Operaia – Piazzetta S.Stefano 2

Trezzo Sull’Adda – (MI).

22-30 Luglio 2011 ore 21

Performance-reading di poesia – “ La Voce in Movimento”

Le Festival de poésie “VOIX VIVES”

de Méditerranée en Méditerranée”

Sète – FRANCIA.

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altremusiche.it e Sincronie sono fieri di annunciare la nascita di una nuova collana discografica su vinile.

www.altremusiche.it

“am001->” si rivolge alle più interessanti proposte musicali contemporanee che potranno essere ascoltate secondo dinamiche opposte rispetto alla bulimia del download selvaggio.

Il primo numero di questa serie di 33 giri contiene due preziose registrazioni di un eccezionale gruppo, l’ICTUS ENSEMBLE, che esegue DRONES 1.2 e THIRTEEN 13X8@terror generating deity di RICCARDO NOVA.

Autore di una musica capace dei sintetizzare in modo assolutamente efficace la modernità, intesa come punto di incontro tra culture diverse (alte e basse, moderne e passate, occidentali e orientali),

RICCARDO NOVA è il compositore che meglio incarna lo spirito del superamento delle anacronistiche impostazioni accademiche, ma anche il rifiuto di facili ammiccamenti. Una musica, la sua, forte, vibrante, emozionale, ma estremamente curata nei dettagli.

Questo ci è sembrato il modo migliore per muovere i primi passi in questa nuova avventura. Cominciando dalla musica e dalla sua preziosa interpretazione, abbiamo condiviso insieme la voglia di costruire artigianalmente un’opera editorial/discografica che proprio sui dettagli vuole soffermarsi.

L’immagine, la grafica, la cura nella masterizzazione che ha permesso una larghezza di banda che, per le alte frequenze, arriva fino a 40 kHz (due volte più del limite di un CD audio) sono state pensate per esaltare tutte le potenzialità del supporto in vinile. Non per creare un’operazione nostalgica, ma per mettere in risalto i diversi aspetti e potenzialità del supporto. Un’utopia che guarda a un modo diverso di produrre e di ascoltare: moderna come le tecnologie del futuro, antica come una fucina di un’arte senza tempo.

A breve altre novità riguardanti la partnership tra altremusiche.it e Sincronie: altro vinile ma non solo…
am001 è DISPONIBILE su SHOP di altremusiche.it

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L’Associazione Farm, con il patrocinio del Comune di Bologna

ed in collaborazione con Flashmusica, Parco della Montagnola e Fratto9 under the sky records

è lieta di invitarvi a:

SPORE 2011

festa delle musiche

23.24.25.26 giugno 2011

Parco della Montagnola – Bologna

concerti, incontri, seminari

banchetti espositivi

INVITO UFFICIALE

A COLLETTIVI, PRODUZIONI, OPERATORI

DI MUSICHE INDIPENDENTI

Creare, diffondere, trasmettere, documentare: che vuol dire?

I temi delle giornate:

GIOVEDI’ 23: formazione e didattica

VENERDI’ 24: diritto e diritti

SABATO 25: produzione

DOMENICA 26: promozione e organizzazione

Ogni giorno: 4 concerti, 1 tavola rotonda, 1 seminario, 1 workshop.

Quattro giorni di meeting sulle produzioni musicali indipendenti a Bologna.

Dopo la prima edizione con circa 20 realtà editoriali (presso “il Porto Ritrovato” – 8.9.10/7/2010), dopo gli incontri con le label (Farm, Bartleby – inverno 2011), SPORE approda al Parco della Montagnola, con quattro giorni di musica e incontri.

SCADENZA PARTECIPAZIONE 23 MAGGIO

BANCHETTO ESPOSITIVO GRATUITO

Spore: un discorso sulla musica indipendente e di ricerca, sulle prospettive e sulle opportunità del fare musica.

Spore: sono in grado di disperdersi nell’ambiente per resistere a condizioni avverse e, successivamente, generare (o rigenerare) un individuo vitale, in habitat più adatti alle loro condizioni di vita.


– Per Maggiori informazioni –

Associazione Culturale Farm
Via Pier De Crescenzi, 14/A
Via Lodovico Berti 2/9 (ingresso concerti)
40100 Bologna

Web | www.associazionefarm.org
www.myspace.com/associazionefarm
www.youtube.com/user/broadfarmchannel
www.facebook.com/profile.php?ref=profile&id=1793081361

Mail | associazionefarm@gmail.com

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Teresa Rampazzi è stata la prima donna in Italia ad occuparsi di musica elettroacustica e di computer music.

Una bad girl degli anni Cinquanta, anticonvenzionale e proiettata verso il futuro, amica di Cage, Maderna, Bussotti, Donatoni che frequentavano regolarmente il suo salotto.

Con il suo lavoro ha formato e influenzato gli odierni protagonisti della scena musicale italiana.

Nei 10 anni dalla sua scomparsa l’Università di Padova e il Conservatorio la ricordano il 21 giugno 2011, con una giornata di testimonianze, interventi a carattere scientifico, ascolti e proiezioni inedite.

A PADOVA L’OMAGGIO A TERESA RAMPAZZI, PIONIERA DELLA MUSICA ELETTROACUSTICA ITALIANA

Il 21 giugno 2011 un’intera giornata di testimonianze e ascolti di opere musicali dedicata alla compositrice veneta, nel decennale della scomparsa.

Padova, giugno 2011 – «Teresa Rampazzi e la musica ben calcolata», questo il titolo della giornata dedicata alla pianista, compositrice e didatta veneta, pioniera in Italia della musica elettronica, che avrà luogo martedì 21 giugno 2011 a partire dalle 9.15 presso l’Auditorium del Conservatorio di Musica “C. Pollini” di Padova.

Il convegno è organizzato dall’Università degli Studi di Padova – in particolare dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI), dal Centro di Sonologia Computazionale (CSC), dal Dipartimento di Storia delle arti visive e della musica, dal Comitato Pari Opportunità in collaborazione con la Delegata del Rettore per la cultura e gli studi di genere – e dal laboratorio SaMPL del Conservatorio “C.Pollini”.

Una giornata di lavori che, attraverso interventi a carattere scientifico, testimonianze e ascolti di opere musicali – molte delle quali inedite – composte da Teresa Rampazzi, intende rendere omaggio nel decennale della scomparsa ad una figura di primo piano dell’avanguardia musicale italiana del secondo dopo guerra, prima donna a impegnarsi con passione alla ricerca, alla sperimentazione e alla divulgazione della musica elettroacustica e alla computer music. Il convegno si svolge con il patrocinio dell’Università di Padova.

L’ingresso è libero, per informazioni tel. 049 8750648.

La giornata-convegno inizierà con un intervento di Sergio Durante (docente del Dipartimento di Storia delle arti visive e della musica) volto a dipingere un ritratto di Teresa Rampazzi come musicista, mentre Nicola Bernardini, responsabile di SaMPL (laboratorio integrato per la didattica, la ricerca e la sperimentazione dedicate al Sound and Music Computing), ne contestualizzerà l’attività didattica nell’ambito del Conservatorio “C. Pollini”.

Sempre nella sessione mattutina, Silvana Badaloni (docente del DEI e responsabile del gruppo “Donne e Scienza” dell’Università di Padova), che ha conosciuto la compositrice nei primi anni Ottanta, coordinerà l’incontro “Creatività. Donne e scienza” con interventi di Claudia Attimonelli (Il genere della musica elettronica: compositrici, esecutrici, performer e dj) e di Laura Zattra (Una donna vista dagli uomini. La musica elettroacustica di Teresa Rampazzi), che da oltre dieci anni si occupa degli aspetti musicologici relativi a Teresa Rampazzi.

La sessione pomeridiana, con inizio alle 14.15, vedrà alternare testimonianze di artisti, scienziati, musicisti e amici che hanno avuto contatti diretti con Teresa Rampazzi.

A presiedere l’incontro sarà Laura Zattra insieme a Gianni Di Capua, di cui verrà proiettata un’inedita conversazione video con Teresa Rampazzi realizzata nel 1995. Concluderanno la giornata gli interventi di Sergio Canazza (docente del DEI) e Antonio Rodà (Università di Udine) che, coordinati da Giovanni Marchesini (già Rettore dell’Università di Padova), affronteranno l’annosa questione tecnico-scientifica della conservazione dei documenti sonori e delle apparecchiature elettrofone.

Nel corso della giornata verranno proposti due momenti musicali con opere inedite di Teresa Rampazzi; verrà inoltre presentata una selezione del ciclo di trasmissioni “Teresa Rampazzi, fino all’ultimo suono” realizzate nel 1993 da Gianni Di Capua per la rubrica radiofonica Scatola Sonora di RAI-RadioTre.

Teresa Rampazzi nasce a Vicenza il 31 ottobre del 1914. Diplomata al Conservatorio di Milano in pianoforte e composizione, è stata interprete e divulgatrice del pensiero musicale avanguardistico spingendosi al radicalismo estremo degli anni Sessanta. Il suo interesse per l’elettroacustica e successivamente per la computer music la consacra come esponente di spicco nella sperimentazione musicale in Italia, in particolare nel Veneto dove, a partire dagli anni Settanta, contribuisce alla nascita di una scuola musicale che saprà affermarsi in campo internazionale.

Fortemente attratta da tutto ciò che rappresentava innovazione, sempre in prima linea nel promuovere la ricerca, lo sviluppo e la diffusione della musica d’avanguardia, Teresa Rampazzi sin dagli anni Cinquanta è stata in stretto contatto con esponenti dell’avanguardia musicale dell’epoca.

La sua abitazione di Verona prima e quella di Padova poi divennero “cenacoli” in cui convenivano personalità di genio tra cui Bruno Maderna (di cui Teresa Rampazzi fu grande amica), Franco Donatoni (che le dedicò la “Composizione in 4 movimenti” per pianoforte), Renè Leibowitz, Severino Gazzelloni, Heinz-Klaus Metzger, Silvano Bussotti, Camillo Togni.

A Padova Teresa Rampazzi entra a far parte del Trio Bartók con il quale esegue per prima le partiture degli amici compositori, mentre nello storico Circolo Pozzetto la sua infaticabile attività di promotrice della contemporaneità ha fatto conoscere al pubblico brani di Stockhausen, Nono e Castiglioni fino ad ospitare, in un soggiorno italiano divenuto celebre, John Cage.

Dopo l’interesse per il dodecafonismo ed il serialismo integrale, maturato sulla scia della frequentazione dei Ferienkurse di Darmstadt, per Teresa Rampazzi si apre il periodo più radicale della sua esperienza di musicista e sperimentatrice.

L’incontro con John Cage, avvenuto nel 1959, e l’ascolto a Darmstadt dei suoni del generatore di Eimert, scatenano in lei la svolta elettroacustica, che sfocia sei anni dopo nella costituzione, insieme al designer Ennio Chiggio, del Gruppo N.P.S. (Nuove Proposte Sonore). Il gruppo padovano inizia a sperimentare inediti percorsi di percezione musicale mediante la spazializzazione del suono e, con audaci incursioni nella teoria della Gestalt, definisce innovative e suggestive ipotesi di ripensamento della forma e della notazione musicale.

Da esso, tuttavia, Teresa Rampazzi si allontana nel 1972, dedicandosi sempre più alla didattica, affiancata nella ricerca musicale da Alvise Vidolin e Giovanni De Poli che da allievi diventano suoi stretti collaboratori e amici. Nello stesso anno si batte a lungo e ottiene che anche a Padova, dopo Firenze e Torino, venga istituita la cattedra di musica elettronica al Conservatorio “Pollini”, a lei affidata.

Questo creò i presupposti per la nascita del CSC, il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova, promosso da Giovanni Battista Debiasi e diventato negli anni tra i più prolifici e prestigiosi centri di eccellenza per la ricerca e la produzione della computer music. Teresa Rampazzi realizza al CSC la quasi totalità delle sue opere per calcolatore, ottenendo vari riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 1984, dopo la morte del marito, si trasferisce per un breve periodo ad Assisi sperimentando la propria ricerca musicale sulla musicoterapia.

Alla fine degli anni Ottanta sceglie di stabilirsi in un pensionato di Bassano (VI), dove, instancabile, continua l’attività di divulgatrice e compositrice fino al giorno della sua morte, avvenuta a Bassano del Grappa, il 16 dicembre del 2001.