Irruzione in Consiglio comunale degli addetti della sosta di Atc contro la liquidazione dell’azienda. I lavoratori sono contrari alla gara d’appalto. Si teme per 160 posti.

I dipendenti di Atc Sosta e tutte le sigle sindacali hanno deciso di intervenire, interrompendo la seduta, per ricordare che il 19 luglio era stato già firmato un accordo che doveva rendere obbligatorio il rispetto delle condizioni contrattuali e il mantenimento delle retribuzioni di secondo livello per i lavoratori. Il Comune, invece, oggi liquida l’azienda e ha intenzione di procedere ad una gara. I lavoratori, però, trovano una sponda nella maggioranza di Palazzo D’Accursio. Come sottolinea Pasquale Caviano dell’Idv “non stiamo difendendo dei privilegi, ma la professionalità di personale selezionato e qualificato”. Pertanto il partito richiede un posticipo del voto, scatenando le ire del Partito Democratico.

Gli accertatori della Sosta spiegano che la loro società fornisce gran parte dei proventi per le casse comunali e potrebbe essere affidata direttamente a Tper, che invece con questa delibera sarà eliminata dalla partecipazione (oltre ad Atc).
Ma le conseguenze, sostengono i lavoratori, riguardano anche i cittadini che subiranno i rincari dovuti al peggioramento di una situazione già ingiustificatamente “tripolare” (costituita da Atc, Tper e Polizia Municipale per l’applicazione delle sanzioni).
“Più persone andranno a svolgere le stesse funzioni prima svolte da un minor numero di dipendenti, con un inevitabile aumento di costi che graverà sulle casse comunali e sugli utenti”, conclude Marco Piazza del M5S, che ha proposto due emendamenti alla delibera.

Alice Pelucchi

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