Dopo l’incendio di un anno fa nello stabilimento di Reggio Emilia, il rischio di perdere il posto. È questo il rischio che corrono 164 lavoratori di Inalca, azienda leader nel settore delle carni bovine, secondo quanto comunicato dalla società ai sindacati nei giorni scorsi.
La prospettiva degli esuberi sarebbe la conseguenza del calo della domanda di carni bovine sul mercato e dalla riduzione delle commesse di Coop Alleanza, che negli ultimi mesi si sarebbe rivolta anche a altri produttori.

La vicenda di Inalca e il rischio di licenziamenti

Nella serata di lunedì 12 gennaio si è svolta un’assemblea straordinaria presso il circolo Arci Pigàl di Reggio Emilia dei lavoratori di Inalca, convocata dalle organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, per aggiornare i dipendenti sui contenuti dell’incontro tenutosi lo scorso 8 gennaio tra le rappresentanze dei lavoratori e la direzione aziendale e per confrontarsi sul durissimo scenario che ne scaturisce, a un mese dalla scadenza della cassa integrazione straordinaria prevista per il 10 febbraio 2026.

Nel corso dell’incontro l’azienda ha annunciato un esubero di personale prossimo alla totalità dei dipendenti occupati nell’ex sito produttivo di Reggio Emilia distrutto a seguito dell’incendio del 10/11 febbraio 2025. «Tale situazione sarebbe riconducibile ad una riduzione dei volumi complessivamente lavorati per Coop Alleanza 3.0 che avrebbe ridotto di oltre il 40% le sue richieste verso Inalca puntando su altri fornitori e da altre cause di natura congiunturale che determinerebbero un rilevante calo sul mercato delle carni bovine», spiega ai nostri microfoni Valerio Bondi, segretario della Flai Cgil dell’Emilia-Romagna. Da queste dinamiche deriverebbe l’impossibilità di assorbimento dei dipendenti presso gli altri stabilimenti Inalca, «contrariamente a quanto sempre affermato dall’azienda in questi mesi», spiegano in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

La discussione che si è sviluppata in questi mesi con l’azienda non ha mai preso in considerazione il rischio di licenziamenti di massa, ma si è concentrata sulle condizioni economiche da garantire ai lavoratori che avrebbero accettato di ricollocarsi presso altri stabilimenti del gruppo: per le rappresentanze sindacali questa è una grande novità che cambia il quadro generale della crisi, e hanno quindi richiesto la convocazione immediato del tavolo di crisi presso la Regione Emilia Romagna, incontro che si terrà il prossimo venerdì 16 gennaio.

L’obiettivo dei sindacati è quello di estendere la cassa integrazione straordinaria per altri sei mesi, fino ad agosto, per avere più tempo per trattare con l’azienda, e ribadiranno la necessità di di costruire percorsi di ricollocazione dei lavoratori tesi a ridurre significativamente il numero degli esuberi prospettati e di implementare tutti gli strumenti utili a una gestione non traumatica e non unilaterale degli stessi.
Ad oggi non sono stati annunciati né scioperi né lo stato di agitazione: l’intenzione dei sindacati è quella di aspettare l’esito dell’incontro di venerdì, ma se l’azienda continuerà su questa linea non escluderanno nessuna azione.

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