Con la posa della prima palancola, avvenuta lunedì 12 gennaio, prendono ufficialmente il via i lavori di palancolatura lungo il Canale dei Navicelli di Pisa, un intervento considerato strategico dall’Amministrazione comunale per il futuro della nautica pisana.
L’opera, finanziata con uno stanziamento governativo di 30 milioni di euro, punta a migliorare la navigabilità del canale, aumentando il pescaggio e consentendo il transito di imbarcazioni di maggiori dimensioni. Ma al finanziamento ha partecipato anche un’agenzia collegata alla Nato, ragion per cui l’opposizione di sinistra in città si domanda se verrà realizzata un’infrastruttura di utilità pubblica o un tassello di un hub di guerra.

Canale dei Navicelli, un’opera per rendere Pisa un’hub militare?

I lavori sul Canale dei Navicelli a Pisa prevedono un investimento distribuito su tre anni: 10 milioni nel 2024, relativi ai lavori avviati ora, e ulteriori 10 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026.
«Oggi segniamo l’avvio concreto di un intervento strutturale fondamentale per un’infrastruttura strategica – ha dichiarato il sindaco di Pisa Michele Conti – Questo progetto migliorerà in modo significativo la navigabilità del canale, riducendo criticità operative e rafforzando un settore, quello della nautica, che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio». Per il primo cittadino, la posa della prima palancola «non è solo l’inizio di un cantiere, ma la conferma di una visione che punta su lavoro, infrastrutture e competitività».

Sulla stessa linea il viceministro Edoardo Rixi, che ha sottolineato il valore nazionale dell’intervento: «Con questo investimento garantiamo sicurezza, piena operatività e sviluppo a una via d’acqua essenziale per un distretto produttivo di eccellenza unico nel Paese. Le opere di consolidamento e il nuovo ponte a campata mobile rafforzeranno l’integrazione tra porto, canale e accesso al mare, inserendosi nella più ampia strategia del Governo di sostegno a un settore in cui l’Italia è leader mondiale».

Le retoriche sull’economia, però, non convincono l’opposizione di sinistra. Il movimento Diritti in Comune contesta la narrazione dello sviluppo economico e solleva dubbi sulla reale finalità dell’opera, parlando apertamente di rischio di militarizzazione del territorio. «Infrastruttura pubblica o hub di guerra?» è la domanda che accompagna una presa di posizione dura contro quello che viene definito un “velo di propaganda”.
Secondo Diritti in Comune, l’intervento sui Navicelli si inserirebbe nella strategia europea di “Military Mobility”, finalizzata a rendere il territorio funzionale al rapido spostamento di mezzi e armamenti. Nel mirino finiscono in particolare il coinvolgimento della NATO Support and Procurement Agency (NSPA) in alcuni lavori di ripalancolatura e il ruolo della base statunitense di Camp Darby, elementi che indicherebbero una progressiva perdita di sovranità su un’infrastruttura formalmente civile.

«Più che un sospetto è una certezza – spiega ai nostri microfoni Fausto Pascali di Una Città in Comune – Il presidente di Port Authority la primavera scorsa ha detto con molta nonchalance che sono frequenti i transiti di chiatte militari con materiale bellico non esplicitato, ma il Comune di Pisa, attraverso l’authority, non ne ha il controllo».
L’opposizione denuncia inoltre una carenza di trasparenza sul transito di materiali potenzialmente pericolosi lungo il canale, sottolineando come l’area attraversi la Tenuta del Tombolo, nel Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. «Non sappiamo cosa passi sotto i nostri ponti – affermano – né quali autorizzazioni siano state rilasciate per il trasporto di materiali infiammabili o esplodenti».

Infine, Diritti in Comune collega il finanziamento dei Navicelli al più ampio quadro delle grandi opere e delle infrastrutture a uso duale, ricordando che lo stanziamento è stato inserito nel DL Infrastrutture 89 del 2024 in continuità con norme che finanziano nuovi insediamenti militari nell’area pisana. Una scelta che sottrae risorse a settori come sanità, scuola e politiche abitative.
«Se guardiamo gli investimenti complessivi – osserva Pascali – come un miliardo di euro sulla Darsena Europa, ora il progetto del Canale dei Navicelli e sappiamo che c’è un investimento anche sulla base militare di Camp Darby. Quindi il nodo pisano diventerà sempre più un luogo di attraversamento di armi e mezzi militari».

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