Lo ha introdotto ieri, durante la consueta puntata di Fujiko Factory, la nostra Lucri, ed oggi ci dedichiamo doverosamente un articolo: sono stati selezionati i 10 brani che concorreranno al premio Amnesty International Italia, sezione big. Il Premio nasce nel 2003 dalla volontà della Sezione Italiana di Amnesty International e del concorso “Voci per la Libertà” con lo scopo di coinvolgere artisti già affermati a livello nazionale che abbiano pubblicato una canzone il cui testo possa contribuire alla sensibilizzazione sulla difesa dei Diritti Umani. Per l’edizione 2021 sono stati selezionati brani di diversi generi e generazioni musicali. Ecco la lista completa:

Eugenio Bennato con “W chi non conta niente” (Bennato)

Samuele Bersani con “Le Abbagnale” (Bersani)

Coma_Cose feat. Stabber con “La rabbia” (Mesiano / Zanardelli / Tartaglini)

Fulminacci con “Un fatto tuo personale” (Uttinacci / Dezi / Mungai / Uttinacci)

J-Ax feat. Paola Turci con “Siamesi” (Aleotti/Anania/Del Pace/Turci/Bonomo/Chiaravalli/Garifo)

Levante con “Tikibombom” (Lagona)

Francesca Michielin e Måneskin con “Stato di natura” (Michielin / Levy / Michielin )

NegramaroDalle mie parti” (Sangiorgi)

Chadia Rodriguez feat. Federica Carta con “Bella così” (Crdarnakh / Ettorre / Gianclaudio / Fracchiolla / Dagani)

Yo Yo Mundi con “Il silenzio che si sente” (Archetti Maestri)

Dove si svolgerà l’evento di Amnesty International Italia

Durante la prossima edizione, la ventiquattresima, di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, verrà premiato il vincitore. L’evento è in programma dal 23 al 25 luglio a Rosolina Mare (Rovigo). Michele Lionello, direttore artistico dell’evento, ha dichiarato: “la decina di nomination del premio di quest’anno ritraggono davvero un bello spaccato della musica italiana più attenta ai diritti umani, dieci proposte artistiche molto diverse che rappresentano mondi musicali contemporanei. Le dieci canzoni trattano temi molto diversi: dalla promozione di un mondo senza barriere e razzismi al no alla violenza fisica e verbale contro le donne, dalla diversità di genere e orientamento sessuale all’immigrazione, dal cyber bullismo al body shaming. Gli artisti con la loro musica possono veramente essere degli ambasciatori dei diritti umani a tutti gli effetti”.

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