Sabato 28 marzo (dalle h 16.00) Afternoon Tunes avrà come ospiti in studio Francesca Bono e Vittoria Burattini, due leggende della “musica altra”. Fresche di uscita con “Ora sono un lago” (loro seconda fatica) per l’etichetta Maple Death Records, non potevamo farci scappare due chiacchiere tra una traccia e l’altra. Sarà un’occasione per entrare dentro il nuovo album in attesa del listening party che si terrà all’ex Casa del Custode della Montagnola (Bologna) mercoledì 1 aprile (h 18.30) per l’uscita del vinile.
Dal comunicato stampa
Come la torbida luminosità smeraldina che affiora dalla foto di copertina, il nuovo album di Bono / Burattini, ‘Ora Sono Un Lago’, trascende gli elementi, una raccolta risoluta e meditabonda che testimonia la crescita del duo e la capacità spettrale di immergersi in paesaggi kosmische, elettronica essenziale e psichedelia oscillatoria per riemergere con brani costruiti minuziosamente, densi e spietati, pieni di trame sapientemente intrecciate e cori ultraterreni risonanti nel vuoto. Qualcuno potrebbe chiamarlo misticismo confessionale.
‘Ora Sono Un Lago’ è stato registrato e prodotto in modo impeccabile dall’ingegnere del suono vincitore di un Grammy Francesco Donadello (Hildur Gudnadottir, Johann Johannsson, Modeselektor & Thom Yorke, David Sylvian, Ben Frost, Nils Frahm) offrendo a Francesca Bono (vocalist, performer, fondatrice degli Ofeliadorme e membro del collettivo Donnacirco) e Vittoria Burattini (percussionista, batterista eclettica e membro della storica band avant-rock italiana Massimo Volume) la libertà di esplorare davvero nuove direzioni compositive dopo l’acclamato debutto Suono In Un Tempo Trasfigurato.
La palette è ampia, dalla straordinaria title-track, dove complesse sequenze scintillanti lasciano spazio a un synth ipnotico, alla minacciosa ‘Prove d’esistenza/Il gesto’ guidata da una batteria funked-out alla robocop o la sua gemella cattiva ‘Acrobata’, tutta eliche sospese e nichilismo alla Carpenter. Minimalismo pastorale e eleganza spirituale prendono il sopravvento in ‘Fragili danze’, traccia magnetica che fonde il coinvolgimento emotivo tipico delle composizioni di Laurie Spiegel con una costante ricerca di tessuto umano. È un elemento che trova pieno compimento nella magistrale sequenza finale dell’album ‘Oltre le palpebre’ e ‘Lonely blue star’ dove le strumentazioni acustiche mettono a fuoco le setose stratificazioni di Bono / Burattini creando una sensazione di spazio tridimensionale e una dolce propulsione. Un impasto misterioso che sfiora i fremiti oscuri dei pionieri del post-rock britannico come Bark Psychosis/Disco Inferno, pur mantenendo una mano affondata nelle tasche del folclore d’archivio italiano e della tradizione anni ’70. Brani quali ‘Come un riflesso’ ricordano bene come la complessità ritmica del duo guardi chiaramente al metodo di Liebezeit, ma segua un passo tutto proprio, quello di chi viaggia in solitaria lungo un percorso allucinatorio.
‘Ora sono un lago’ è un album di sorprendente profondità, un manifesto puntinista di futurismo contemporaneo e di emozionalità artigianale che prende le mosse da alcune suggestioni poetiche di Sylvia Plath e Patrizia Cavalli. Qui l’ipotesi e la sospensione diventano i pennelli con i quali Bono / Burattini tracciano il loro inconfondibile intreccio di intimità e tensione.
Burattini crafts tense, hollow drum patterns that she pairs with Bono’s alien melodies, komische-influenced soundscapes and sparse, choral-esque vocals that ebb and flow throughout the LP. – Ransom Note
“Italian library music meets Ghost Box meets Morricone ripples and pulses in the synth-laden sound world of Italian duo Francesca Bono and Vittoria Burattini” The Wire
“Nel libro Gleeson cita altre sperimentatrici come Éliane Radigue e Suzanne Ciani, ed è in questa costellazione di artiste che ora appaiono Bono e Burattini” Internazionale







