Un’inchiesta giornalistica, ma anche un racconto personale e politico. Con “La rivolta nella città di plastica – La resistenza alla turistificazione nel Paese Basco”, il giornalista Marco Santopadre propone una lettura critica e documentata delle trasformazioni urbane che stanno ridefinendo il volto di Donostia-San Sebastián. Pubblicato da Red Star Press, il volume si inserisce nel dibattito sempre più acceso sulla turistificazione, fenomeno globale che coinvolge molte città europee e non solo.
Il libro sarà presentato a Bologna venerdì 20 marzo alle ore 18.30 presso il Circolo Granma di via Ferrarese.

Turistificazione, il caso dei Paesi Baschi che parla a tutti

Al centro del libro c’è la “doppia anima” di Donostia: da un lato la San Sebastián turistica, elegante e internazionale; dall’altro la città popolare, politicamente attiva e radicata nei movimenti sociali.
Secondo Santopadre, negli ultimi trent’anni questo equilibrio si è progressivamente spezzato, fino a lasciare spazio a una città sempre più “anonima” e “finta”, definita provocatoriamente una “città di plastica”.

Il saggio smonta la narrazione dominante secondo cui il turismo rappresenterebbe un motore neutro di sviluppo economico. Al contrario, la turistificazione viene descritta come un processo complesso che produce espulsione degli abitanti dai centri urbani, alimenta la speculazione immobiliare e favorisce forme di lavoro sempre più precarie e stagionali. A tutto questo si aggiunge una progressiva perdita di identità culturale, che trasforma i luoghi in spazi pensati più per essere consumati che vissuti.
Secondo l’autore, non si tratta di una deriva inevitabile, ma del risultato di scelte politiche ed economiche precise, legate a strategie di branding urbano e a modelli di sviluppo che privilegiano la rendita turistica rispetto alla qualità della vita dei residenti.

Il lavoro di Santopadre si basa su anni di osservazione diretta, interviste ad attivisti e abitanti, e su un confronto con il dibattito accademico. Il risultato è un testo che unisce giornalismo d’inchiesta, analisi sociale e impegno politico, con l’obiettivo di rendere accessibili temi complessi anche a un pubblico non specialistico.
Particolare attenzione è dedicata agli ultimi quindici anni, segnati da una forte accelerazione del fenomeno: dalla fine del conflitto armato legato a Euskadi Ta Askatasuna fino alla nomina della città a Capitale europea della cultura nel 2016, passando per l’espansione delle piattaforme di affitti brevi come Airbnb.

Accanto alla denuncia, il libro dà spazio alle esperienze di resistenza urbana. A Donostia, infatti, comitati, associazioni e movimenti sociali continuano a mobilitarsi contro un modello di sviluppo basato sul turismo di massa e sull’“elitizzazione” dei visitatori.
Queste realtà, pur in un contesto profondamente cambiato rispetto al passato, hanno contribuito a mantenere aperto un dibattito pubblico critico e a ottenere – seppur in forma ancora limitata – alcune misure di contenimento.

Il libro è anche un percorso personale. Santopadre racconta il suo primo viaggio nei Paesi Baschi negli anni Novanta e il legame costruito nel tempo con il territorio, tra ricerca antropologica e partecipazione ai movimenti sociali.
Proprio questo sguardo “interno” permette all’autore di restituire la profondità dei cambiamenti: dalla città viva e conflittuale di trent’anni fa a quella attuale, sempre più orientata al consumo turistico.

Pur concentrandosi su un caso specifico, il volume parla a molte altre città. La trasformazione di Donostia diventa infatti un paradigma di processi che riguardano metropoli e centri urbani in tutta Europa. Santopadre contesta anche il concetto di “overtourism”, perché non si tratta solamente di una questione di quantità, quanto di un vero e proprio modello sbagliato.
Il messaggio è chiaro: la turistificazione non è solo una questione economica, ma politica e sociale, che mette in discussione il diritto alla città, inteso come diritto ad abitare, lavorare e vivere gli spazi urbani.

Nonostante il quadro critico, il libro lascia spazio alla possibilità di cambiamento. Le mobilitazioni raccontate mostrano che alternative sono possibili, a partire da modelli basati su giustizia abitativa, lavoro dignitoso e riduzione della dipendenza dal turismo.
Come ricorda un proverbio basco citato nel volume, “ezina ekinez egina”: l’impossibile si realizza agendo.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARCO SANTOPADRE: