Radio Città Fujiko lancia una call pubblica intitolata “La guerra e noi”. Si tratta di uno spazio che vogliamo mettere a disposizione della comunità per condividere stati d’animo, pensieri, riflessioni ed emozioni che proviamo nel misurarci con un presente sempre più connotato da guerra e atrocità.
Al tempo stesso vuole essere un’occasione anche per ascoltarci e riconoscerci, in modo da sentirci meno soli e alienati e capire che margini ci sono per reagire collettivamente a questa situazione.

La call “La guerra e noi”

Diciamoci la verità: ad alcuni capi di stato, di governo e ministri, anche tra quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti, non interessa nulla di come stiamo, cosa pensiamo, quali fatiche affrontiamo.
La barbarie del presente, il genocidio a Gaza, la guerra in Iran, in Sudan e in altri Paesi, ci dimostrano che i diritti umani, il diritto internazionale, le vite delle persone non hanno più alcun valore per chi tiene le redini del mondo. Per quale motivo allora dovrebbero avere a cuore come ci sentiamo di fronte a tanto orrore e quali conseguenze provoca sulle nostre vite questo mondo di guerra?

Può sembrare retorica qualunquista, invece è cruda realtà: in questi anni è stato deliberatamente ignorato il volere della maggioranza dei cittadini su temi come la guerra, l’export di armi, il riarmo europeo e la condotta da tenere verso quei Paesi che si sono resi responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità.
Le nostre stesse istituzioni hanno aggirato leggi, convenzioni e trattati rendendosi complici di azioni efferate e brutali.
Al tempo stesso, hanno esposto le loro stesse popolazioni alla speculazione energetica, al carovita, alla riduzione di sanità, scuola e altri servizi per finanziare invece l’industria bellica.

Se a loro non importa nulla di noi, a Radio Città Fujiko invece interessa come stanno le persone, come stanno i membri di una comunità, perché sono le stesse comunità a realizzare il progetto di Radio Città Fujiko.
Ecco perché abbiamo pensato di lanciare una call pubblica intitolata “La guerra e noi”. Vogliamo sapere come stiamo, perché la sensazione è quella che ci stiamo vivendo preoccupazioni, angosce, difficoltà, arrabbiature e speranze in uno stato di atomizzazione ed abbandono.
Crediamo invece che sia importante raccontarcele a vicenda, anzitutto per non sentirci isolati.

Come funziona “La guerra e noi”

Il meccanismo è quello che abbiamo utilizzato anche in altre occasioni. Vi chiediamo di registrare un breve audio da inviarci su WhatsApp o Telegram in cui condividete i vostri pensieri, i vostri stati d’animo, le esperienze che avete vissuto, quello che più vi colpisce, i modi in cui avete tentato di reagire e i bisogni che esprimete in relazione al presente fatto di guerra e barbarie. Potete farlo con parole vostre o prendendo a prestito parole, poesie, musiche di altri.
La durata massima di ciascuna nota vocale è fissata a 3 minuti e il numero a cui inviarla è il 333-1809494. Vi chiediamo di aggiungere anche la dicitura scritta “La guerra e noi” per renderci più facile individuare i messaggi che partecipano alla call.
Il termine per inviarci i vostri contributi è il 31 marzo alle ore 12.00.

Una volta che avremo raccolto tutti i contributi, realizzeremo uno speciale radiofonico in cui li proporremo all’ascolto condiviso. Lo speciale andrà in onda domenica 5 aprile e sarà successivamente disponibile in podcast.
Sarà una sorta di microfono aperto in differita in cui riappropriarci tutte e tutti dello spazio di parola che sempre più spesso ci viene tolto.