Secondo fonti dell’intelligence statunitense, riportate dalla Cnn, Israele starebbe preparando attacchi imminenti contro le centrali iraniane. Quello del governo Netanyahu sarebbe un messaggio lanciato direttamente a Washington, in particolare all’Amministrazione Trump che sta tentando di raggiungere un accordo con Teheran.
«È sempre più evidente che gli interessi di Israele e quelli di Trump divergono – spiega ai nostri microfoni Giuseppe Acconcia, docente di Geopolitica del Medio-Oriente all’Università di Padova – Netanyahu vorrebbe la guerra permanente nella regione, mentre Trump vorrebbe portare a casa qualche risultato in politica estera per rimediare al calo di consensi».

Secondo l’intelligence americana Israele vorrebbe attaccare le centrali iraniane

È lo stesso Acconcia a ricordare che l’interruzione dei colloqui sul nucleare iraniano fu proprio una scelta di Donald Trump, quando nel 2018 uscì unilateralmente dall’accordo. Nel suo secondo mandato, invece, il presidente statunitense ha annunciato un po’ a sorpresa la ripresa dei colloqui e lo ha fatto quando il presidente israeliano Benjamin Netanyahu era in visita negli Usa, dopo aver svolto la prima visita in Medio Oriente senza essere passato da Israele.
Una distanza di interessi tra Trump e Netanyahu che sembra destinata ad acuirsi proprio attorno al dossier iraniano. Nei prossimi giorni, in particolare, ci sarà il quinto round negoziale e, anche se i colloqui sembrano essere ad un punto di empasse, come spiega lo stesso Acconcia, i possibili raid israeliani contro le centrali iraniane si inseriscono in questa dinamica.

Un possibile accordo con l’Iran sul nucleare per Trump rappresenterebbe un risultato importante e meno difficile rispetto alla pace tra Ucraina e Russia. Per quanto il presidente statunitense, in particolare coi deliranti piani su Gaza, manifesti comunque una vicinanza storica con Israele, la distanza sul Medio Oriente rispetto alle intenzioni di Netanyahu si allarga sempre più.
«Trump non sembra seguire il piano di guerra permanente di Israele – sottolinea il docente – che vorrebbe fare una guerra su tutti i fronti e ne ha aperti sei, cioè Yemen, Siria, Libano, Palestina, Iraq e lo stesso Iran». Al contrario, l’Amministrazione statunitense è consapevole che una guerra con l’Iran è molto pericolosa per la regione e a non volerla non anche altri partner degli Stati Uniti, come l’Arabia Saudita o gli Emirati Arabi Uniti.

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