Ci sono strumenti che si riconoscono fin dalle prime note. La tromba di Fabrizio Bosso è uno di questi: potente e brillante, ma anche capace di sorprendente delicatezza, passa con naturalezza dall’energia dello swing a momenti di intensa liricità.
Venerdì 16 ottobre, alle 21.15, Bosso sarà in concerto all’Unipol Auditorium di Bologna con il suo quartetto, nell’ambito del Bologna Jazz Festival ’26. Con lui Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Una formazione che da oltre dieci anni condivide un percorso artistico fondato sull’ascolto reciproco, sulla complicità e sulla ricerca sonora.
Bologna Jazz Festival, il 16 ottobre Fabrizio Bosso in concerto
Nato a Torino nel 1973, Fabrizio Bosso si avvicina alla tromba a soli cinque anni e si diploma al Conservatorio della sua città a quindici. Fin da giovanissimo rivela un talento fuori dal comune, che negli anni si traduce in una tecnica impeccabile e in una spiccata sensibilità melodica. Il suo linguaggio affonda le radici nella tradizione afroamericana, dal bop al hard bop, ma si distingue per una personalità espressiva che rende immediatamente riconoscibile ogni sua interpretazione.
La sua carriera è segnata da incontri significativi, dentro e fuori dal mondo del jazz. Ha collaborato con musicisti come Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Enrico Rava e Aldo Romano, ma anche con protagonisti della scena musicale italiana come Claudio Baglioni, Zucchero e Mario Biondi.
Anche il Festival di Sanremo ha avuto un ruolo nel suo percorso artistico. Bosso è salito sul palco dell’Ariston al fianco di Sergio Cammariere, Simona Molinari, Nina Zilli e Raphael Gualazzi. Nel 2011 ha accompagnato Gualazzi in “Follia d’amore”, il brano con cui il cantautore ha vinto nella categoria Giovani. Nel 2008, inoltre, Bosso ha ricevuto una nomination agli Italian Jazz Awards e ha vinto il premio Luca Flores nella categoria Best Jazz Act.
Nel 2011 ha partecipato, insieme al compositore e direttore d’orchestra Stefano Fonzi, al progetto “Enchantement”, realizzato con la London Symphony Orchestra e dedicato alle musiche di Nino Rota. Un’esperienza che mette in luce la versatilità del trombettista, capace di muoversi tra l’improvvisazione jazzistica e la dimensione della scrittura orchestrale.
Il concerto bolognese sarà anche l’occasione per scoprire “Routes”, il nuovo album del Fabrizio Bosso Quartet, pubblicato nel giugno 2026 da Warner Italy. Il titolo, traducibile come “rotte” o “percorsi”, ne suggerisce lo spirito: esplorare nuove direzioni musicali mantenendo saldo il legame con la tradizione. Il disco comprende dieci brani, nuove composizioni originali e una rilettura di “Love Dance” di Ivan Lins.
La struttura coinvolge tutti i componenti del quartetto e dà forma a un progetto corale, nel quale le singole idee si sviluppano attraverso il dialogo tra tromba, pianoforte, contrabbasso e batteria.
Un dialogo che trova nel concerto dal vivo il suo spazio naturale: quello in cui la solidità della formazione incontra l’imprevedibilità dell’improvvisazione.







