Schedato da Israele perché manifesta contro il genocidio in Palestina e la violazione dei diritti umani. È la vicenda che ha investito l’attivista reggiano Cosimo Pederzoli, che ha denunciato di essere stato inserito nominativamente all’interno dell’ultimo documento di monitoraggio stilato dal Ministero degli Affari della Diaspora e per la Lotta all’Antisemitismo del governo israeliano. Nel dossier diffuso dall’autorità estera, Pederzoli e altri manifestanti italiani vengono classificati come soggetti a media pericolosità e associati a iniziative ritenute di matrice antisemita.

La vicenda di Cosimo Pederzoli e le polemiche a Reggio Emilia sulla dichiarazione chiesta alle scuole ebraiche

L’attivista respinge con fermezza ogni accusa, sottolineando come la propria condotta si sia sempre mantenuta nell’alveo della mobilitazione pacifica e del rispetto di ogni fede e comunità ebraica.
´«Io ospito annualmente degli attivisti israeliani di fede ebraica, obiettori di coscienza, per cui la questione non è mai stata religiosa – osserva l’attivista ai nostri microfoni – la questione è il sionismo, quindi è una questione culturale e politica. Su quello mi sento invece orgogliosamente antisionista».
A Reggio Emilia, in particolare, Pederzoli è attivo nelle campagne per chiedere la fine dei rapporti economici con realtà coinvolte nel genocidio e con il governo israeliano.

La vicenda rientrerebbe nella polemica scoppiata a Reggio Emilia attorno al percorso di formazione sul celebre modello pedagogico Reggio Approach presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi. La bufera è esplosa perché ai rappresentanti di scuole ebraiche statunitensi è stato chiesto di firmare un documento di presa di distanza dai crimini di guerra compiuti dall’Idf e ordinati dal governo di Benjamin Netanyahu. Tra queste scuole, infatti, ve ne erano alcune che intrattegono legami con la propaganda o le forze militari israeliane.

La vicenda ha innescato polemiche a livello nazionale, con il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi – protagonista nei giorni scorsi dell’accusa a Pierfrancesco Majorino, il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, di «essere sempre stato contro gli ebrei» – che ha accusato il Comune Reggio Emilia di discriminazione e chiesto le dimissioni del sindaco Marco Massari.
A gettare benzina sul fuoco è stato il senatore di Italia Viva ed esponente di Sinistra per Israele Ivan Scalfarotto, secondo cui «chiedere a degli ebrei, in quanto ebrei, di dissociarsi dalle politiche del governo di Israele è antisemitismo».

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