“Stesso bar, stesso fumo, stessa noia. Sono lì, fermi dentro agli anni Cinquanta, con gli stessi vitelloni felliniani ma un po’ più vecchi. Le frasi svilenti sulle donne, per niente bonarie, fioccano a cascata e il machismo da caserma impregna ancora tutta la cultura italiana. È il potere dello stereotipo: da un lato le brave ragazze dalle gonne lunghe dichiarate spose ideali da Tajani; dall’altro le donne piccanti senza gonna, preferite dal guascone Vannacci. 

Chi la spara più grossa?

Cara ministro e caro generale, vorrei raccontarvi qualcosa che è successo mentre eravate distratti”.

Riportiamo ampi stralci dell’articolo che Manuela Gandini, scrittrice, performer e critica d’arte indipendente, docente alla Naba di Milano, ha pubblicato su Il Manifesto all’indomani del brillante confronto fra il Ministro degli Esteri Tajani e il parlamentare europeo Roberto Vannacci in merito alla lunghezza raccomandabile della gonna di una donna. Ricordando le performance di tre artiste sfrontate e provocatorie, Gandini ribadisce magnificamente l’inadeguatezza del pensiero maschile quando si avventura a elucubrare di donne.

Valie Export

“Siamo nel 1969, le poltroncine di velluto liso e macchiato, di un cinema a luci rosse di Monaco, sono occupate da uno sparuto numero di persone di sesso maschile. Sul grande schermo c’è un film porno. All’improvviso, secondo quanto tramandato dalla storia dell’arte, irrompe una donna dai capelli leonini, giubbotto nero di pelle, jeans aderenti e uno sbrego all’altezza del pube che mostra il sesso. È Valie Export, artista austriaca, che compie una performance intitolata Genitalpanik. La giovane cammina tra le file con un mitra sotto il braccio e invita gli spettatori a confrontarsi con una «donna reale» non di celluloide guardandola negli occhi. Il panico si diffonde tra gli astanti che se ne vanno in fretta, magari riallacciandosi la patta”.

Yoko Ono

“Sul palco di Kyoto, Tokyo o New York negli anni Sessanta, Ono ha portato la performance Cut Piece: seduta immobile in teatro, chiese alle persone del pubblico di salire sul palco, uno ad uno, afferrare le forbici accanto a lei, e tagliare parti del suo vestito: golfino nero, body bianco e gonna al ginocchio.Il pubblico entrava in scena come co-protagonista, mettendosi in gioco di fronte al corpo dell’artista e a tutti gli altri”. 

Ana Mendieta

“Nel 1973, dopo un efferato stupro e omicidio, la cui vittima era una studentessa della sua stessa università a Iowa City, l’artista invita alcuni amici del campus per un party nel suo appartamento. La porta è socchiusa e, quando arrivano gli ospiti, si trovano davanti una scena sconvolgente. Ana è riversa sul tavolo, nuda dalla vita in giù, imbrattata di rosso. Per lunghi minuti rimane immobile. Il «pubblico» è potenzialmente testimone di un crimine. Si trova di fronte alla rappresentazione di una violenza dalla quale non può distogliere lo sguardo. Nessuno è materialmente colpevole, ma tutti ne diventano consapevoli. Il delitto è il frutto velenoso di un pensiero comune, di quell’odioso sguardo maschile di potere sul corpo delle donne”.

LE ALTRE NOTIZIE CULTURALI

Le altre notizie culturali che abbiamo commentato e che vi invitiamo ad approfondire sono:

“Il corpo al centro: perché tutto è diventato somatico” di Lucia Antista su Marie Claire.

“L’attualità di Mozart. Ecco perché nelle nozze di Figaro ci sono riflessioni valide ancora oggi” di Paolo Cuccia su Artribune.

“Effetto Hormuz: in calo nel 2026 le emissioni globali da combustibili fossili” di Erminia Voccia su Rinnovabili.

MUSICA

Cult News è un’agenda settimanale non solo culturale ma anche musicale: oltre ai brani in continuità con le tematiche che tocchiamo, nella seconda parte della diretta vi proponiamo l’ascolto di album in uscita e vi ricordiamo interessanti concerti, rassegne e festival a cui partecipare.

Ecco le notizie musicali che abbiamo selezionato per la diretta:

“Stavo cercando di scrivere, ma mi sentivo come se stessi facendo sempre le stesse cose, e mi stavo stancando del mio solito bagaglio di trucchi. Dopotutto, ascolto soprattutto cantanti e voci, quindi ho pensato di provare a immergermi nel mondo della scrittura di canzoni e vedere cosa sarebbe successo, come una sfida. (…) ho sentito di voler provare qualcosa di nuovo. È lì che ho trovato l’ispirazione — si trova quando si fanno cose nuove, uscendo da quello che hai già fatto.(…)”. Intervista ad Ana Roxane, statunitense di origini filippine, che venerdì 25 ottobre ha portato a Palazzo Re Enzo, per il Robot Festival, il suo secondo album Poem 1.

“Siamo di fronte a un musicista, Luca Cavina, che è sì bassista, ma in contesti in cui il suo apporto è sempre maggiore della mera esecuzione. Sia la musica di Zeus!, sia quella di Calibro 35 hanno infatti una scrittura precisa alle spalle, in cui l’esecuzione è una delle possibili conseguenze che di volta in volta prende corpo. Di questa esperienza, Cavina si porta con sé molto – soprattutto il rapporto con un aspetto cinematografico e narrativo della musica – ma sceglie una strada più personale, provando con successo a mescolare una certa fruibilità e accessibilità a un approccio da compositore contemporaneo”. Recensione dell’album di Luca Cavina, Camera oscura deformata, di Marco M. Boscolo su Sentireascoltare.

“Dopo quattro anni dal loro quarto disco No Rules Sandy, e 12 anni dal loro debutto con l’album omonimo, il duo artistico di Durham (North Carolina) Amelia Meath e Nick Sanborn escono con Ow ∞, scritto in quattro anni nei boschi di Chapel Hill, e costruito per la prima volta su un progetto che ora controllano in ogni sua parte, nel loro studio, con le persone che scelgono, attraverso la loro etichetta. Finalmente il duo ha il pieno controllo su ciò che Sylvan Esso può essere”. Recensione del nuovo IP dei Sylvan Esso, di Francesco Postiglione su Freakout Magazine.

“Il 26 agosto SoundCloud ha lanciato in beta “Direct Music Purchases”, una nuova funzione che permette agli artisti di vendere direttamente dai propri profili singole tracce in formato MP3 e WAV, stabilendone autonomamente il prezzo. Insomma, la piattaforma di streaming nota per la sua inclinazione verso l’ambiente indie, nata sulle spalle del remix e posizionata sul fronte dello user centric per ciò che riguarda la ripartizione dei compensi agli artisti, prova a reintrodurre i download. Il test è partito con circa 200 musicisti statunitensi, tutti abbonati al piano Artist Pro. SoundCloud non tratterrà una percentuale sulle vendite: una volta detratti costi di pagamento e tasse, il 100% dei ricavi resterà agli artisti”. Articolo di Giampiero di Carlo su Musicbiz.

INFO UTILI:

🎶 Per riascoltare la playlist della puntata, vai sulla pagina Tidal di Cult News.

 

🎧 Per riascoltare la puntata della diretta di venerdì 25 settembre vai sulla pagina Spreaker di Cult News.

Cult news è l’agenda culturale e musicale ideata da Flavia Montecchi e condotta con Anna Cesari, in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.

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