L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato ieri pomeriggio la nuova legge regionale sul microcredito, uno strumento ideato per rispondere all’aumento del carovita e supportare i nuclei familiari che si trovano ad affrontare spese improvvise e impreviste. Nonostante l’Emilia-Romagna si confermi una regione dal forte tessuto produttivo e con tassi di povertà tra i più bassi del Paese, le dinamiche economiche attuali mostrano una crescente ampiezza delle fasce di popolazione in difficoltà. Secondo i dati più recenti, relativi al 2024, nel territorio regionale si contano 132mila famiglie in condizione di povertà relativa, mentre il 14,4% dei nuclei dichiara di non riuscire a far fronte a uscite economiche inattese.
Cosa prevede la legge della Regione Emilia-Romagna sul microcredito
La misura, presentata questa mattina dall’assessora regionale con delega al contrasto alla povertà Elena Mazzoni, mette a disposizione finanziamenti fino a 10mila euro destinati a coprire eventi improvvisi capaci di incrinare il bilancio familiare, come una separazione coniugale, un trasloco urgente o interventi di manutenzione straordinaria e non rimandabili sulla propria abitazione.
La Regione interviene stanziando un fondo iniziale di 3 milioni di euro con la duplice funzione di prestare garanzia e di abbattere i tassi di interesse, permettendo così l’accesso al credito a condizioni fortemente agevolate. Trattandosi di un fondo rotativo, le somme restituite dai beneficiari rientreranno nella disponibilità dell’ente per finanziare successivi prestiti, garantendo continuità alla misura nel tempo.
L’iniziativa non si limita all’erogazione economica, ma prevede un percorso strutturato di accompagnamento ed educazione finanziaria gestito in collaborazione con l’Ente Nazionale per il Microcredito. Dopo una prima fase di presentazione delle domande tramite un’apposita piattaforma digitale e il controllo dei requisiti di residenza e Isee da parte della Regione, l’Ente prenderà in carico la verifica della sostenibilità economica e affiancherà le famiglie per l’intera durata del piano di rientro, con l’obiettivo di preservarne l’autonomia e la dignità. L’apertura operativa delle domande è prevista per l’inizio del prossimo anno.
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha sottolineato l’importanza strategica di questo intervento all’interno del piano regionale di contrasto alle nuove forme di povertà. Pur confermando la centralità delle storiche politiche di protezione sociale a bassa soglia gestite in sinergia con i Comuni e il terzo settore, il Presidente ha evidenziato come l’alto costo della vita esponga anche ceti medi o famiglie precedentemente stabili al rischio di repentini scivolamenti nella fragilità. Tali momenti critici, se non intercettati per tempo, rischiano infatti di spingere i cittadini verso circuiti illegali come l’usura o verso fenomeni patologici come il gioco d’azzardo.
La nuova legge va così a integrarsi con la rete di servizi già attivi sul territorio, tra cui gli sportelli di educazione finanziaria e i presidi per la prevenzione del sovraindebitamento. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni regionali, sostenute anche dalle iniziative locali avviate parallelamente dal Comune di Bologna, resta quello di garantire inclusione sociale e risposte concrete, assicurando che nessun cittadino venga lasciato solo ad affrontare i momenti di emergenza.
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