Ci sono personalità note in città, come l’ex segretario della Cgil Danilo Gruppi e il docente universitario Pier Giorgio Ardeni, nella nuova lista presentata questa mattina a Bologna in vista delle elezioni comunali del 2027. “L’Altra Bologna” è il nome dell’iniziativa che, però, lancia subito un appello a quanti, fin qui, si propongono come alternativa al sindaco Matteo Lepore: «Facciamo una coalizione». I soggetti a cui si rivolgono sono anzitutto Uniti per Bologna di Giovanni Favia, ma anche Prospettiva Comune di Andrea De Pasquale e Bologna Respira, i verdi “ribelli”. Poi anche ai comitati, anzitutto ambientali, che in questi anni hanno fatto opposizione sociale alla giunta.

La lista L’Altra Bologna e l’appello per una coalizione che punti al ballottaggio

«Siamo antifascisti, contro la guerra e il riarmo, contro il militarismo della NATO, contro il colonialismo genocidario israeliano, contro un’Europa impostata sui dogmi del liberismo, del rigorismo, dei tagli alla spesa sociale. Siamo per un intervento pubblico in economia e per il potenziamento dello stato sociale, per una tassazione più equa, per ridurre le disuguaglianze di reddito e di opportunità». È quello che scrive in un comunicato l’Altra Bologna, una nuova lista che si presenterà alle elezioni comunali del 2027 in opposizione alle destre e alla Giunta di centrosinistra.

Le ragioni della creazione della nuova lista sono le emergenze ambientali e sociali che affliggono Bologna: l’emergenza sociale è caratterizzata da uno stato di precarietà sempre più diffuso e dalla diminuzione del potere d’acquisto delle classi popolari, che stanno abbandonando sempre di più la città. L’emergenza ambientale da una gestione inadeguata degli spazi urbani, con un grande consumo di suolo vergine e deforestazione, che hanno portato alla formazione di isole di calore.

Le proposte dell’Altra Bologna vogliono affrontare queste emergenze tramite la lotta al lavoro precario in tutti i servizi a livello comunale. Il rilancio dell’edilizia popolare, compresi gli studentati pubblici, nonché modulando la tassazione degli immobili a favore dei canoni concordati e a scapito degli alloggi sfitti e degli affitti brevi. Potenziando i servizi per l’infanzia rendendoli accessibili a costi ridotti per ampie fasce di popolazione, ed eliminando qualsiasi contributo comunale alle scuole private di ogni ordine e grado.
Al centro del programma c’è anche il miglioramento del trasporto pubblico, per renderlo più efficiente e più accessibile, contemplando la ri-municipalizzazione dell’azienda dei trasporti pubblici. Questo insieme all’incremento delle aree pedonali permanenti e la riduzione del costo della sosta.

Per quanto riguarda il verde e l’assetto urbano, l’Altra Bologna vuole l’assoluto divieto di nuovo consumo di suolo: ogni opera di riqualificazione urbana deve partire dal patrimonio edilizio già esistente, con l’obiettivo di preservare il patrimonio naturale e di riutilizzare le aree produttive dismesse.
Per contrastare l’aumento delle temperature, la proposta è quella di bloccare totalmente l’allargamento del passante autostradale e avviare uno studio di fattibilità del suo internamento.
Nel programma c’è anche la sicurezza e la prevenzione al disagio sociale, diffuso soprattutto tra i ceti popolari e nelle periferie, con servizi di assistenza e centri di aggregazione che fingano da presidio qualitativo sul territorio.

L’Altra Bologna, però, fa anche un appello all’unità: il 13 ottobre presso il centro Costa si terrà un’assemblea pubblica rivolta ai cittadini scontenti della giunta e alle forze politiche che si oppongono alle destre e al centrosinistra, con l’obiettivo di costruire una coalizione per portare Lepore al ballottaggio. «L’obiettivo è ambiziosetto – ammette Gruppi – ma non impossibile».
Per raggiungerlo, l’invito è rivolto a quanti finora sono già scesi in campo proponendosi come un’alternativa all’attuale primo cittadino, da Giovanni Favia ad Andrea De Pasquale, da Bologna Respira ad altri soggetti ancora.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DANILO GRUPPI: