Tensioni all’alba di questa mattina a Reggio Emilia, dove un’operazione delle forze dell’ordine ha scortato l’ingresso dei mezzi di cantiere nell’area verde di Bosco Ospizio. L’intervento, giunto a sorpresa per proteggere le operazioni di abbattimento degli alberi necessarie alla realizzazione di un nuovo superstore Conad, ha portato allo sgombero del presidio permanente che gli ambientalisti mantenevano attivo dallo scorso 3 agosto.
Lo sgombero del presidio di Bosco Ospizio per difendere il bosco spontaneo
All’arrivo della Polizia e dei reparti antisommossa, i manifestanti presenti all’interno dell’area hanno opposto una resistenza passiva per impedire l’avvio della deforestazione. Contemporaneamente, un folto gruppo di solidali si è radunato lungo i margini della zona, estesa per circa 45mila metri quadrati e caratterizzata da una ricca vegetazione spontanea e dalla presenza di fauna locale. L’azione di protesta si è rapidamente spostata anche sulla vicina via Emilia, dove gli attivisti dell’Assemblea di Bosco Ospizio hanno bloccato a intermittenza il traffico in direzione Modena mostrando striscioni in corrispondenza dei semafori, con inevitabili ripercussioni sulla viabilità locale.
Nel corso della mattinata, alcuni manifestanti sono riusciti a penetrare all’interno del cantiere per posizionarsi davanti alle ruspe, costringendo gli operatori a sospendere temporaneamente i tagli e a spostarsi in un’altra porzione del terreno. Le forze dell’ordine sono dovute intervenire per rimuovere fisicamente i manifestanti dall’area di lavoro, prelevando di peso almeno uno di loro per consentire la ripresa delle operazioni di pulizia del sottobosco.
La decisione di avviare i lavori proprio in queste ore ha sollevato forti polemiche tra le associazioni ecologiste, che denunciano il tempismo dell’operazione. L’abbattimento della vegetazione ha preso infatti il via a una sola settimana dall’udienza del Consiglio di Stato, chiamato a esprimersi sul ricorso presentato dagli ambientalisti dopo il rigetto della sospensiva da parte del Tar, che non aveva riconosciuto al sito i requisiti legali per essere considerato un bosco a tutti gli effetti.
Per ribaltare quella pronuncia, il comitato ha presentato una nuova perizia agronomica che attesterebbe la reale corrispondenza dell’area ai criteri normativi previsti per i boschi urbani. Gli attivisti si ritroveranno in assemblea nella serata di oggi per stabilire le prossime tappe della mobilitazione.
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