A Bologna la bellezza della diversità

C’è un confine che può diventare una barriera, ma anche uno spazio da attraversare. È attorno a questa idea di “margine” che si sviluppa la XV edizione di “PerformAzioni – International Performing Arts Festival (PIPAF)”, il festival curato dall’Associazione Culturale PanicArte che dal 9 al 13 settembre porta a Bologna cinque giornate dedicate alle arti performative contemporanee. Dopo la prima parte dell’edizione, andata in scena tra luglio e agosto nei paesaggi dell’Appennino bolognese e modenese, il festival arriva nel cuore della città con una seconda parte che attraversa teatro, danza, performance, nouveau cirque, pratiche partecipative e installazioni immersive. Il filo conduttore di questa edizione è “Beauty in Diversity”: la diversità intesa non soltanto come pluralità culturale, ma anche come differenza dei corpi, delle poetiche, dei linguaggi e dei modi di stare in scena.

PerformAzioni: il programma della settimana

Ad aprire la rassegna, mercoledì 9 settembre alle 20.30 all’Oratorio di San Filippo Neri, sarà “The Borders”, della polacca Monika Wachowicz, realizzato con la collaborazione di Jarosław Fret e del Grotowski Institute di Wrocław. La performance nasce dalla storia di Antonina Romanova, artista non-binary che, prima dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, lavorava in teatro e che oggi combatte al fronte. La sua assenza diventa il centro dell’opera: attraverso corpo, memoria, immagini e rito, la performance prova a rendere presente chi non può esserlo fisicamente. Lo spettacolo, vincitore del “Fringe First Award” all’Edinburgh Fringe Festival 2024, arriva a Bologna in prima nazionale.

Giovedì 10 settembre alle 20.30, ad Atelier Sì, sarà la volta di “Rosaria”, progetto della Scuola Elementare del Teatro diretto da Davide Iodice. Lo spettacolo è il primo capitolo di “Esclusi”, un’antologia scenica dedicata a esistenze marginali e a figure socialmente “sconsacrate”. Al centro c’è Rosaria, una donna senza fissa dimora e con problemi di alcol, presenza conosciuta nei decumani napoletani e morta senza un riconoscimento pubblico.

Il corpo sarà uno dei grandi protagonisti dei cinque giorni bolognesi. Venerdì 11 settembre, dalle 15 alle 18 ad Atelier Sì, Sofiane Chalal condurrà il workshop “Ogni corpo è una storia”, aperto a danzatori e non danzatori dai 13 anni. La masterclass parte da una domanda apparentemente semplice: che cosa racconta il nostro corpo? Tracce, memorie, fragilità, desideri e rapporto con lo sguardo degli altri diventano materia di ricerca attraverso movimento, parola, silenzio e gesto. Non è richiesta una formazione precedente nella danza.

Venerdì 11 settembre alle 20.30, all’Oratorio di San Filippo Neri, gli Instabili Vaganti presentano in prima nazionale “Made in Ilva 7.1”, nuova versione di uno dei lavori più rappresentativi della compagnia. Lo spettacolo, diretto da Anna Dora Dorno e interpretato da Nicola Pianzola, prende le mosse dalle testimonianze degli operai dell’ex ILVA di Taranto e dalle poesie di Luigi Di Ruscio. La nuova versione aggiunge una dimensione fortemente immersiva, con un video mapping progettato per gli spazi dell’Oratorio e una nuova spazializzazione sonora in 7.1. “Made in Ilva” è stato presentato in oltre venti Paesi e tradotto in tre lingue.

Sempre dall’11 al 13 settembre, il Museo Civico Medievale ospiterà “Dante Listening Rooms”, installazione immersiva e site-specific firmata da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, con composizioni originali e cura del suono di Riccardo Nanni. Il pubblico, munito di cuffie, viene invitato a entrare in uno spazio di ascolto in cui parola, suono e immagine si intrecciano. Il progetto nasce dalla web serie “VideoDante” di Instabili Vaganti e riunisce materiali sonori e vocali provenienti da un processo creativo internazionale che ha coinvolto artisti di India, Indonesia e Cile. Tradizioni musicali, canti, elettronica, lingue differenti e voce recitante si incontrano così intorno alla figura di Dante.

PerformAzioni: il programma del weekend

Sabato 12 settembre alle 20.30, ancora all’Oratorio di San Filippo Neri, arriva in prima nazionale “Bigger”, sempre di Sofiane Chalal. Il lavoro parte dall’esperienza di un corpo percepito come “troppo” e affronta il tema della grassofobia, mettendo in discussione lo sguardo sociale, le etichette e i modelli di corpo considerati accettabili. La scena diventa così uno spazio nel quale il corpo smette di essere oggetto dello sguardo altrui e torna a essere soggetto, presenza e identità.

Il programma del fine settimana si completa con “DansCirque”, in scena ad Atelier Sì il 12 e 13 settembre alle 18.30. Il progetto di blucinQue, diretto da Caterina Mochi Sismondi, mette in dialogo danza, circo e musica dal vivo attraverso tre movimenti tratti da differenti spettacoli. “Solo Due”, “Coppelia Project” e “Why Solo” costruiscono una sequenza nella quale corpo, musica, voce e movimento si confrontano con identità, fragilità e limite.

La domenica mattina il festival torna all’Oratorio di San Filippo Neri con “Enciclopedia delle emozioni”, workshop di teatro contemporaneo diretto da Davide Iodice, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.

Il programma completo della manifestazione, i biglietti e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito dell’Associazione Culturale PanicArte (https://www.panicarte.com/pipaf-2026/).

Jamal Essamlali

Ascolta l’intervista a Nicola Pianzola di Instabili Vaganti