Ci sono simboli dell’antico Egitto che, a distanza di migliaia di anni, continuano ad affascinare tanto quanto ai tempi dei faraoni: piramidi, geroglifici, scarabei sacri e soprattutto la figura del dio Sole, venerato come la più antica e potente divinità del pantheon egizio. Non stupisce che questo immaginario sia diventato negli anni un terreno fertile per tantissimi prodotti di intrattenimento, dai documentari ai film, fino ai giochi digitali che ne hanno fatto la propria ambientazione principale.
Un’estetica che continua a funzionare
L’immaginario dell’antico Egitto ha ispirato per decenni prodotti di intrattenimento di ogni tipo. Al cinema, saghe come La mummia hanno costruito intere trilogie attorno a tombe maledette e divinità risvegliate, mentre nel mondo dei videogiochi titoli come Assassin’s Creed Origins hanno ricostruito interi scenari storici, dalle piramidi di Giza ai templi di Karnak, permettendo ai giocatori di esplorare virtualmente l’Egitto dei faraoni. Anche la letteratura per ragazzi ha attinto a piene mani da questo repertorio, basti pensare al successo di serie come Kane Chronicles, costruite proprio attorno alle divinità egizie.
Lo stesso immaginario ha trovato spazio anche nei giochi digitali da intrattenimento, tra cui Book of Ra, uno dei titoli Novomatic che negli anni ha mantenuto una nicchia di pubblico fedele. Anche in questo caso la fortuna del prodotto si deve in gran parte alla capacità di trasformare simboli storici – il libro sacro, lo scarabeo, la maschera dorata – in un’estetica immediatamente riconoscibile, capace di comunicare mistero e scoperta anche a chi non conosce nel dettaglio la mitologia da cui prende ispirazione.
Perché l’immaginario egizio funziona ancora oggi
Il motivo per cui l’antico Egitto resta un tema così ricorrente nell’intrattenimento non è casuale: si tratta di una delle civiltà più studiate e rappresentate della storia, con un apparato simbolico ricchissimo – divinità, riti funerari, architetture monumentali – che si presta perfettamente a essere trasformato in narrazione. Il dio Ra, in particolare, occupa un posto centrale in questo immaginario: veniva considerato il creatore dell’universo e il sovrano supremo del cielo, al punto che i faraoni stessi rivendicavano una discendenza diretta da lui.
Dal mito all’intrattenimento digitale
Quello che rende interessante questo fenomeno, dal punto di vista culturale, è la capacità dei prodotti di intrattenimento moderni di riprendere elementi autentici della storia antica e restituirli in una forma accessibile a un pubblico molto più ampio di quello che normalmente si avvicinerebbe all’egittologia. È lo stesso meccanismo che ha reso celebri saghe cinematografiche e videoludiche ambientate nell’antico Egitto: un mix di curiosità storica e desiderio di esplorazione che continua a funzionare a prescindere dal medium scelto per raccontarlo.







