Il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il governatore dell’Emilia Romagna Michele De Pascale sono tornati a parlare del futuro della ex caserma Sani, proponendo nuovi alloggi per il Tecnopolo, mettendo in discussione l’accordo del 2021 con Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria dell’area. Il progetto prevedeva la realizzazione di spazi residenziali, tra cui una quota di edilizia sociale, negozi e servizi, con l’abbattimento di 390 alberi.
A contestare le parole dei due esponenti istituzionali sono sia Potere al Popolo, che chiede un’istruttoria pubblica sul destino delle ex aree militari, sia Resistenze Spaziali, che da tempo sta elaborando un piano dal basso per l’ex caserma Sani.

La storia dell’ex caserma Sani tra occupazioni e abbandono


La caserma Sani sorge tra la zona fieristica e la Bolognina, venne destinata all’uso militare alla fine dell’800: fu particolarmente attiva durante la prima e la seconda guerra mondiale come centro di produzione di generi alimentari per l’esercito. A partire dagli anni ‘70 la sua attività cominciò a ridursi, per poi essere definitivamente abbandonata alla fine degli anni ‘90.
Al suo interno, dopo alcune demolizioni avvenute nel 2014, rimangono 15 edifici, dichiarati di interesse storico-artistico in base al codice dei beni culturali e del paesaggio. L’area verde è molto estesa e pregiata, in cui si ha la possibilità di ammirare una grande varietà di specie e habitat insediativi, inusuale visto il contesto urbano fortemente edificato in cui il comparto si trova.

Dopo lo sgombero dalla sede storica di via Fioravanti avvenuta durante l’estate del 2019, il collettivo XM24 ha occupato l’area militare nel novembre dello stesso anno, animandola con nuove attività culturali e rimessa in vita dei luoghi abbandonati, attraverso laboratori di urbanistica partecipata. L’occupazione durò fino a metà gennaio del 2020: una volta sgomberati gli attivisti di XM24, la caserma è tornata ad essere un luogo abbandonato.
Da un anno a questa parte Resistenze Spaziali, attraverso incontri, assemblee pubbliche e iniziative, sta portando avanti un percorso di pianificazione urbana dal basso, basato sulle necessità dei cittadini.

La risposta di Resistenze Spaziali e Potere al Popolo al nuovo progetto


Il nuovo progetto di “rigenerazione” prevederebbe la creazione di nuovi alloggi per i ricercatori: il sindaco ha confermato che sarà necessario riprendere il dialogo con Cassa depositi e prestiti, perché l’accordo precedente non teneva in considerazione il Tecnopolo e il suo sviluppo.
«Questa segmentazione dei bisogni è veramente discutibile – ha detto ai nostri microfoni Mauro Boarelli di Resistenze Spaziali – perché il diritto alla casa è un diritto universale, che va soddisfatto in base ai bisogni oggettivi, e non in base al lavoro che uno fa: Lepore e De Pascale ci dovrebbero spiegare perché queste categorie di lavoratori sono più meritevoli di altre. Questa classifica che viene fatta non va ad affrontare il tema delle disuguaglianze, semmai le alimenta».

Sulla questione si è espressa contrariamente anche Potere al Popolo, sostenendo che il progetto presentato dal sindaco e dal governatore conferma una visione della città piegata alle esigenze della valorizzazione immobiliare e dall’attrazione di investimenti, proponendo come alternativa un’istruttoria pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche di Bologna per evitare ulteriori possibili speculazioni: «Pensiamo che un processo di istruttoria pubblica serva per mettere veramente in discussione i progetti che questa amministrazione sta portando avanti – ha detto ai nostri microfoni Paolo Rizzi di Potere al Popolo – perché se li lasciamo alla volontà di Lepore e De Pascale vediamo che o non si discute o si discute solamente verso interessi molto ristretti, come la questione della Sani sta dimostrando in maniera plateale».

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