Mentre i riflettori erano puntati su ciò che accadeva in Parlamento, con il governo che è andato sotto nella votazione a scrutinio segreto su un emendamento alla legge elettorale, il Consiglio dei ministri licenziava un nuovo pacchetto sicurezza che estende una norma contenuta nel precedente e che già era a forte dubbio di costituzionalità: il fermo preventivo. A poter essere trattenuti, secondo il nuovo testo, ora saranno anche i minori e ad attuare il fermo potrà essere anche la polizia locale.
La spirale repressiva di Meloni e soci sembra non avere fine.
L’estensione del fermo preventivo ai minori: le norme “anti-maranza”
Secondo quanto illustrato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la nuova disciplina consente di applicare il fermo di prevenzione anche ai minori durante le operazioni di polizia volte a prevenire reati che possano turbare l’ordine pubblico in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. La misura scatta in presenza di un fondato motivo di ritenere che i soggetti stiano ponendo in essere condotte pericolose per la sicurezza pubblica.
La procedura prevede la facoltà per le forze dell’ordine, inclusa la polizia locale, di accompagnare i soggetti ritenuti pericolosi presso i propri uffici a fini di identificazione. Questo trattenimento temporaneo può estendersi fino a un massimo di dodici ore, configurando una procedura di controllo amministrativo e di pubblica sicurezza che interviene prima della commissione di reati specifici.
«L’estensione è sia anagrafica sia di circostanze – spiega ai nostri microfoni Giansandro Merli, giornalista del Manifesto – perché il fermo potrà essere applicato non solo per le manifestazioni di piazza, ma anche per la movida».
La misura è stata mediaticamente presentata come “anti-maranza”, indicando il fenomeno di giovanissimi di seconda generazione, spesso provenienti dalle periferie, che hanno fatto parlare di sè per alcune proteste, come quelle seguite alla morte di Ramy Elgaml a Milano dopo un inseguimento dei carabinieri o come le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza. Presentando in questo modo il provvedimento, il governo Meloni continua nel solco razziale, creando un nuovo nemico spendibile in campagna elettorale. Presentando in questo modo il provvedimento, il governo Meloni continua nel solco razziale, creando un nuovo nemico spendibile in campagna elettorale.
Il testo legislativo introduce anche modifiche al codice antimafia attraverso l’inserimento di un nuovo comma riguardante il divieto di aggregazione. La norma attribuisce al questore il potere di emettere un avviso orale volto a disporre tale divieto nei confronti di individui valutati come potenzialmente responsabili di atti di vandalismo e violenza.
L’intervento si focalizza sulle aggregazioni giovanili ritenute idonee a generare situazioni di degrado urbano o minacce per l’ordine pubblico. La rimodulazione di queste tutele sposta l’asse dei controlli verso una maggiore discrezionalità preventiva da parte delle autorità di pubblica sicurezza, ridefinendo i confini del diritto di riunione nei contesti urbani.
Per contrastare gli episodi di vandalismo, molestia e danneggiamento nei luoghi pubblici, il disegno di legge introduce nuove circostanze aggravate per il reato di danneggiamento, con un correlato inasprimento delle sanzioni pecuniarie e detentive. Viene inoltre estesa a tale fattispecie la possibilità di procedere all’arresto differito in flagranza nel caso in cui il reato sia stato commesso da più persone riunite.
Il ddl contiene inoltre disposizioni restrittive in materia civile e penale. Si prevede l’esclusione del risarcimento del danno qualora la parte lesa sia l’autore di determinati reati gravi, tra cui la violenza sessuale, gli atti sessuali con minorenni, il furto, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione. Sul fronte delle tutele per il personale di sicurezza, viene disposta la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali cagionate a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’adempimento delle proprie funzioni.
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