Alle 11.35 di lunedì 22 giugno il capo di Gabinetto del Comune di Bologna Sergio Lo Giudice ha diramato un appello rivolto alle due realtà contrapposte che hanno organizzato manifestazioni in piazza Verdi oggi pomeriggio. Dopo la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, Palazzo D’Accursio teme l’esplodere di tensioni e violenze e invita invece «a ragionare con la testa e non con i muscoli».
Le preoccupazioni nascono dalla zuffa registrata la settimana scorsa tra Loris Folegatti, esponente di destra e dei comitati dei residenti di piazza Verdi, e il Collettivo Universitario Autonomo.

Le tensioni su piazza Verdi a Bologna, dove destra e collettivi universitari si fronteggiano

Al centro della contesa c’è la celebre piazza universitaria bolognese, da tempo tema di discussione tra le diverse componenti sociali che attraversano quello spazio. Piazza Verdi, ad esempio, è stata spesso oggetto di campagne contro la “movida” da parte dei residenti, che pretendono silenzio nel cuore della zona universitaria.
La movida in questo caso non c’entra. Il tema oggi è il destino della piazza, dal momento che da molti mesi è di fatto limitata la sua frequentazione a causa del cantiere per la ristrutturazione del prospicente Teatro Comunale di Bologna.

Nelle settimane scorse ha sollevato critiche l’installazione di vasi con piante all’interno del progetto Piazza Verdi Urban Co-Lab, che restringe ulteriormente gli spazi a disposizione. Contestualmente, l’allestimento esterno di tavolini da parte del locale presente in piazza, Le Scuderie, ha spinto il collettivo studentesco a temere che nella piazza universitaria fosse in atto un processo di “tavolinizzazione”, cioè una sottrazione di spazi pubblici in favore di esercizi commerciali privati dove la frequentazione è vincolata al consumo.
È stata letto in questa chiave anche l’incontro promosso da esercenti e residenti all’inizio della settimana scorsa, dopo che era stata fissata a febbraio 2027 la riapertura della piazza.

È in quell’incontro che si è registrata la zuffa. Mentre i comitati di residenti ed esercenti stavano cominciando a riunirsi in piazza, attiviste e attivisti del Cua sono intervenuti per dire la loro. Ne è nato un diverbio tra alcune attiviste e Folegatti, il quale ha mollato uno schiaffo ad un’attivista, ricevendone in cambio un pugno che gli ha ferito il sopracciglio.
Successivamente, Folegatti ha affermato di aver dato lo schiaffo alla ragazza perché gli esponenti del Cua volevano impedirgli di riprendere la scena e avrebbero tentato di strappargli di mano il cellulare, ma dalle immagini registrate da altri telefonini non è possibile affermare con certezza che la dinamica sia stata questa.

In ogni caso, la solidarietà espressa immediatamente a Folegatti da parte del Comune di Bologna, in particolare dall’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid, si è rivelata piuttosto improvvida, dal momento non era ancora stata accertata la reale dinamica dell’episodio, che successivamente vedrà proprio in Folegatti il primo ad aver alzato le mani.
Ora Palazzo D’Accursio appare più cauto e, di fronte alla prospettiva di nuove tensioni, fa appello ad entrambe le parti in causa. Per questo pomeriggio, infatti, sono previste sia una manifestazione del Cua che una manifestazione di Fratelli d’Italia, cioè i due fronti contrapposti.

IL VIDEO DEL CUA:

Dalla sua il Cua sottolinea che da tempo ha lanciato un’assemblea aperta per decidere collettivamente il futuro di piazza Verdi e spiega di essere intervenuto la settimana scorsa proprio perché «fascisti e speculatori» decidessero “privatamente” il destino di uno spazio attraversato da studentesse e studenti universitari senza nemmeno sentire il loro parere.
Nei reel diffusi dopo l’episodio della settimana scorsa, inoltre, le attiviste del Cua rivendicano di non voler porgere l’altra guancia a chi mette le mani addosso alle studentesse.