Sabato 20 giugno alle 15.30 Làbas ospiterà l’iniziativa “Donne e agricoltura”, durante la quale verranno esplorate le relazioni tra giustizia alimentare e giustizia di genere, parlando di lavoro agricolo, diritti, agricoltura comunitaria, filiere etiche e lotta al caporalato. La giornata fa parte dell’avviso Coltiva le tue idee ed è promossa da WeWorld nell’ambito del programma europeo Rebooting the Food System.
A seguire, è previsto un aperitivo gratuito offerto da Ex Aequo, con prodotti biologici, equi e solidali.
Le voci delle donne nel mondo dell’agricoltura. Un’occasione di ascolto di diverse esperienze
Margherita Romanelli di WeWorld, Marta Fracasso di Altromercato, Silvia Pattuelli di CSA Terrestra, Chiara Magrone di La Ràkene CSA ed Elena Ingaldson di Arvaia parleranno della fondamentale presenza delle donne nell’agricoltura, in quanto protagoniste di pratiche di cura della terra, di innovazione sociale e di modelli agricoli più giusti e sostenibili: le loro voci continuano ad essere silenziate nonostante il lavoro svolto nel settore, per cui sarà un’occasione di ascolto di esperienze provenienti da diversi territori per riflettere sul contributo delle donne alla trasformazione del sistema alimentare.
L’iniziativa analizza le caratteristiche dello sfruttamento al femminile, che ha le stesse caratteristiche dello sfruttamento maschile nell’ambito del rispetto dei diritti sociali – quindi mancanza di tutele contrattuali, salari sotto il minimo previsto o orari di lavoro oltre il limite – ma con alcune specificità legate alla maggiore fragilità della componente femminile, a partire dal gap salariale fino a un maggiore sfruttamento delle donne con figli perché più disposte ad accettare le mansioni peggiori, passando per le molestie nei luoghi di lavoro.
«Il taglio della giornata ci permette di recuperare una componente spesso invisibilizzata – ha detto ai nostri microfoni Margherita Romanelli di WeWorld – sarà un confronto che porterà anche delle esperienze molto concrete di persone che si occupano di questi temi. C’è bisogno di mettere insieme idee, percezioni e competenze per aumentare la consapevolezza e la sensibilità da questo punto di vista, per restituire un protagonismo alla componente femminile e renderla visibile: la donna non è solamente vittima, ha anche una propria capacità di trovare delle risposte e di gestire degli elementi e di fare delle scelte».
ASCOLTA L’INTERVISTA A MARGHERITA ROMANELLI:







