Sport, diritti, musica e partecipazione. Dal 19 al 21 giugno 2026 il campo sportivo Bonori di Bologna ospiterà una nuova edizione dei Giochi Antirazzisti, l’evento che da anni promuove inclusione, solidarietà e lotta alle discriminazioni attraverso lo sport e la cultura.
Per tre giorni Bologna diventerà un laboratorio di convivenza e partecipazione, con tornei sportivi, incontri, testimonianze, attività culturali e musica dal vivo. Uno scenario che appare simbolicamente e concretamente opposto a quello dei mondiali Fifa che stanno per cominciare negli Stati Uniti, in Messico e Canada.
L’edizione 2026 dei Giochi Antirazzisti
Il programma sportivo dei Giochi Antirazzisti prevede competizioni miste di calcio a 7, pallavolo su prato, basket 4 contro 4, touch rugby, ping pong, ultimate frisbee e sitting volley. Non mancheranno gli sport da tavoliere e le esibizioni di boxe popolare, muay thai popolare e wrestling antirazzista e antisessista.
«Sono 140 le squadre iscritte – sottolinea l’organizzatore Carlo Balestri – che si misureranno in modo non competitivo per favorire l’inclusione».
L’apertura del festival è prevista venerdì 19 giugno con l’accoglienza delle squadre e la cerimonia inaugurale. In serata spazio alla danza e alla musica con l’esibizione del gruppo L’Africa e i concerti di Ritmo con Segni e Anafem.
Sabato 20 giugno sarà invece la giornata più intensa dal punto di vista culturale e musicale. Alle 19.30 è prevista la testimonianza di Zahra Sultani, giovane ciclista afghana costretta a lasciare il proprio Paese dopo il ritorno al potere dei talebani. A seguire salirà sul palco Cisco, storico volto della musica folk e d’autore italiana, protagonista del concerto serale in programma dalle 22 a mezzanotte. La sua partecipazione rappresenta uno degli eventi di punta dell’intera manifestazione.
Domenica 21 giugno saranno invece protagoniste le finali dei tornei e le premiazioni conclusive.
Per tutta la durata dell’evento sarà attivo il Corner dei diritti, promosso da Amnesty International, Mediterranea Saving Humans e Città Visibili, uno spazio dedicato a testimonianze, campagne di sensibilizzazione e iniziative a tutela della dignità e dei diritti delle persone.
I Giochi Antirazzisti si inseriscono nel progetto “Strade Antirazziste”, promosso da Arca di Noè, che coinvolge persone migranti ospiti nei centri di accoglienza del territorio bolognese con l’obiettivo di favorire inclusione, cittadinanza attiva e partecipazione alla vita della comunità.
Dopo l’appuntamento bolognese, il festival farà tappa anche a Riace, dove una seconda edizione è prevista dal 9 al 12 luglio 2026.
Inclusione e antirazzismo: il contrario dei mondiali dell’era Trump
«Qui è dove la cultura della pace si pratica davvero, non c’è spazio per il premio dato da Infantino a Trump», sottolinea Balestri.
Per questo i Giochi Antirazzisti assegneranno un premio a chi ha realmente lavorato per costruire la pace. Alla vigilia dell’inizio dei mondiali, invece, dagli Stati Uniti arrivano notizie di restrizioni ai visti di alcuni Paesi del mondo e addirittura il respingimento alla frontiera di un arbitro somalo.
La competizione della Fifa, quindi, si trasforma in un palcoscenico per il presidente statunitense Donald Trump per alimentare la propaganda e le sue politiche razziste.
ASCOLTA L’INTERVISTA A CARLO BALESTRI:







