Dal Falstaff di Emilio Solfrizzi all’Ulisse di Stefano Accorsi, passando per Stefano Massini, Lodo Guenzi, Paolo Rossi, Salvo Ficarra e Claudio “Greg” Gregory. Ma anche Shakespeare, Goldoni, Machiavelli, Eduardo De Filippo, Agatha Christie e Dario Fo riletti attraverso sensibilità e linguaggi contemporanei. È una stagione costruita sull’incontro tra tradizione e presente quella che il Teatro Duse di Bologna ha presentato per il cartellone di prosa 2026/2027.
Quattordici titoli in abbonamento compongono un percorso che attraversa archetipi universali, grandi classici e storie profondamente radicate nell’attualità, confermando una linea artistica che punta a coinvolgere pubblici diversi senza rinunciare alla qualità della proposta. La nuova stagione arriva dopo un anno particolarmente positivo per il teatro bolognese. I numeri della programmazione 2025/2026 raccontano infatti una realtà in ottima salute: 152 mila presenze complessive, oltre un terzo delle quali under 30, una media di 830 spettatori a sera, 2.400 abbonati e un gradimento dichiarato del 98 per cento. Dati che confermano il Duse come una delle realtà teatrali più frequentate e riconoscibili del panorama nazionale.
«Vorrei mantenere gli stessi numeri», ha dichiarato il presidente Walter Mramor a margine della presentazione. «È importante che un teatro sia frequentato. Centocinquantamila presenze sono un fatto importantissimo e dimostrano che il pubblico apprezza una programmazione varia e di qualità».
Da Falstaff a Putin, tra archetipi e storia contemporanea
La stagione si aprirà proponendo dal 13 al 15 novembre Falstaff, interpretato da Emilio Solfrizzi e diretto da Davide Sacco. Lo spettacolo fonde Shakespeare e Molière per costruire una figura sospesa tra seduzione, vanità e autoinganno.
Pochi giorni dopo arriverà uno degli appuntamenti più attesi: “Lo Zar” di e con Stefano Massini, dedicato alla figura di Vladimir Putin. Dopo aver raccontato Anna Politkovskaja, l’autore torna a confrontarsi con la Russia contemporanea attraverso un lavoro che ripercorre l’ascesa del leader del Cremlino, dall’adolescenza fino alla conquista del potere.
A cento anni dalla nascita di Dario Fo, il Duse ospiterà poi Morte accidentale di un anarchico, con Lodo Guenzi protagonista e la regia di Giorgio Gallione. Un testo che conserva intatta la propria forza satirica e politica, tornando a interrogare il pubblico sul rapporto tra potere, verità e giustizia.
Accanto ai grandi temi della storia e della politica troveranno spazio anche vicende più intime e personali. È il caso di Madre per sempre, interpretato da Marisa Laurito e Giorgia Würth, che affronta il tema della maternità e dei legami affettivi attraverso l’incontro tra due donne accomunate da differenti forme di solitudine.
I classici riletti con gli occhi del presente
Una delle linee più evidenti del cartellone è la rilettura contemporanea dei classici.
La Mandragola di Machiavelli, diretta da Guglielmo Ferro, trasferisce la satira rinascimentale in una moderna metropoli dominata da finanza, potere e relazioni trasformate in transazioni economiche. Anche Gli innamorati di Goldoni abbandona ogni dimensione museale per riportare al centro la vitalità e le contraddizioni di una storia d’amore che continua a parlare al presente. Particolarmente atteso è poi Nessuno – Le avventure di Ulisse, con Stefano Accorsi diretto da Daniele Finzi Pasca. Lo spettacolo rilegge il mito dell’eroe omerico mettendone in luce fragilità, dubbi e ricerca identitaria, in una prospettiva profondamente umana.
La stessa operazione di attualizzazione caratterizza Romeo e Giulietta, affidato alla regia di Paolo Valerio. Pur restando fedele al testo shakespeariano, lo spettacolo colloca la vicenda in un contesto che richiama le guerre contemporanee e le tensioni nazionalistiche che attraversano l’Europa. Per gli appassionati del giallo arriverà invece Assassinio sull’Orient Express, con Claudio “Greg” Gregory nei panni di Hercule Poirot, mentre Paolo Rossi e Bebo Storti torneranno insieme in L’opera del delinquente, spettacolo che mescola musica, memoria e improvvisazione. Non mancherà un omaggio alla tradizione napoletana con Non ti pago di Eduardo De Filippo, interpretato da Salvo Ficarra, Carolina Rosi e Nicola Di Pinto, mentre la stagione si concluderà con l’adattamento teatrale di Notte prima degli esami, firmato dallo stesso Fausto Brizzi.
Un teatro sempre più centrale nella vita culturale della città
Durante la presentazione della stagione è emersa con forza anche la dimensione pubblica del Duse all’interno del sistema culturale cittadino. L’assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo ha sottolineato come il teatro rappresenti ormai una componente strutturale dell’ecosistema culturale bolognese, capace non solo di attrarre pubblico ma anche di contribuire alla crescita complessiva della partecipazione culturale. «Il Duse ha un pubblico suo, costruito negli anni, che arricchisce la curiosità verso il teatro e fa bene a tutto il sistema teatrale cittadino» ha osservato Dal Pozzo. Particolarmente significativa sarà inoltre la collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna. Durante il periodo che precederà il ritorno del Comunale nella sede storica di Piazza Verdi, previsto nel febbraio 2027, il Duse ospiterà alcuni appuntamenti della programmazione straordinaria, tra cui Opera Guccini. «È una casa che il Duse offre a un teatro che sta cercando casa», ha sintetizzato l’assessore.
Accanto al cartellone in abbonamento, il Duse proporrà anche una ricca programmazione fuori abbonamento. Torneranno Ambra Angiolini con un testo di Stefano Benni, Alessandro Bergonzoni, Federico Buffa, Marco Goldin, Anna Della Rosa con “Accabadora” di Michela Murgia, gli Oblivion e il celebre Slava’s Snowshow, spettacolo che da anni richiama pubblico da tutta la regione. Ampio spazio sarà dedicato anche alla musica, con concerti di Max Gazzè, Malika Ayane, Vinicio Capossela, Sergio Caputo, Fabio Concato e Orchestra Senzaspine, oltre alle collaborazioni con Fondazione Musica Insieme, Bologna Jazz Festival e Teatro Comunale.
Una proposta ampia e trasversale che conferma la vocazione del Duse a essere non soltanto un luogo di spettacolo, ma uno spazio di incontro tra linguaggi, generazioni e sensibilità differenti. Una funzione che, alla luce dei risultati ottenuti e delle prospettive annunciate, sembra destinata a rafforzarsi ulteriormente nella stagione che sta per aprirsi. La campagna abbonamenti è già aperta e propone varie formule.
Il Teatro Duse rinnova la convenzione dedicata agli/alle abbonati/e della Card Cultura del Comune di Bologna e del TAG – Teatro a Granarolo. L’elenco completo delle agevolazioni e scontistiche sono consultabili sul sito del Teatro.
ASCOLTA L’INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO WALTER MRAMOR:
ASCOLTA LE PAROLE DELL’ASSESSORE ALLA CULTURA DANIELE DEL POZZO:







