Dal 6 febbraio al 28 giugno 2026 Fondazione Golinelli presenta la mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, il secondo atto del percorso di studio, ricerca ed esposizione pluriennale dedicato alla Collezione Marino Golinelli (presso il Centro Arti e Scienze Golinelli [via Paolo Nanni Costa 14], Bologna).
Un’esposizione di oltre 50 opere d’arti firmate da 43 artisti di fama internazionale
L’esposizione riunisce oltre 50 opere d’arte contemporanea – la maggior parte delle quali esposte per la prima volta – tra dipinti, installazioni, arazzi, sculture, disegni, fotografie e video, provenienti dalla Collezione Privata dell’imprenditore e filantropo bolognese Marino Golinelli. L’attuale corpus principale della collezione, composto da circa 850 opere, è il frutto di numerosissimi viaggi, incontri e ricerche che Marino Golinelli, vissuto fino a quasi 102 anni, ha condiviso con la moglie Paola Pavirani Golinelli. I capolavori esposti, firmati da 43 artisti di fama internazionale, restituiscono un affresco multiculturale della società, ancora oggi straordinariamente attuale per la sua capacità di far emergere le tensioni e le speranze della contemporaneità.
«Il progetto espositivo riflette con chiarezza l’approccio olistico alla cultura, capace di intrecciare arte, scienza e tecnologia. Lo sguardo aperto alle molteplici culture del mondo e ai cambiamenti epocali che l’umanità sta attraversando qui rappresentato, rispecchia la profonda fiducia che Marino Golinelli nutriva nel futuro e nella capacità dell’essere umano di reinventarsi» commenta Andrea Zanotti, presidente di Fondazione Golinelli.
Le quattro tappe del viaggio
Intrecciando visioni globali e prospettive intime, Opus Mundi offre ai visitatori un viaggio intorno al mondo in quattro tappe – Africa, Nord e Sud America, Asia ed Europa – attraversando le geografie e le sensibilità che hanno nutrito lo sguardo di Marino Golinelli.
La sezione “Africa – La materia come memoria” esplora la capacità dell’arte africana di sublimare il dolore in bellezza, trasformando la storia e le eredità coloniali in opere di reinvenzione culturale. La narrazione poggia sulle opere di cinque interpreti specifici: Gonçalo Mabunda modella sculture e maschere nate dal recupero di armi dismesse della guerra civile in Mozambico; Abdoulaye Konaté realizza visioni tessili ancorate alla tradizione del Mali che agiscono come archivi simbolici delle tensioni geopolitiche locali; Ifeoma U. Anyaeji e Moffat Takadiwa affrontano la transizione ecologica creando processi scultorei con plastica, tappi e scarti del consumismo globale; infine, William Kentridge chiude il cerchio indagando la responsabilità dello sguardo e il rapporto tra storia e memoria attraverso i suoi celebri lavori.
La sezione dedicata alle Americhe indaga le contraddizioni sociali ed ecologiche di un continente immenso, segnato da conflitti, migrazioni e accelerazioni tecnologiche. Il percorso espositivo si snoda attraverso le opere di interpreti specifici che aprono nuove prospettive sull’essere umano: Sara Rahbar ricorre a materiali tradizionali e simboli militari e religiosi per indagare il tema dello sradicamento e mettere in crisi i concetti di potere e patriottismo; Alejandro Santiago Ramírez si concentra sul fenomeno della migrazione attraverso opere scaturite dall’esperienza diretta dello spopolamento vissuto nei villaggi della regione messicana di Oaxaca; il duo composto da Lucy e Jorge Orta affronta la biodiversità e la tutela dell’ambiente presentando progetti volti a promuovere l’attivismo sociale; Angelo Venosa e Charles Ross firmano opere che approfondiscono la relazione geometrica e spirituale tra uomo e natura; a concludere il percorso, l’argentino Tomás Saraceno con alcune opere che interrogano luce e aria per immaginare nuove forme di coabitazione futura sul pianeta.
La sezione asiatica delinea un universo simbolico dove accelerazione e permanenza negoziano continuamente, evidenziando le metamorfosi geopolitiche e storiche del territorio attraverso le opere di cinque specifici interpreti. Reena Saini Kallat impiega reti e dispositivi di connessione per evocare le dolorose fratture della Partizione dell’India, mutando le barriere di confine in veri spazi di memoria; Archana Hande disegna invece mappe alternative della globalizzazione esplorando le secolari rotte commerciali e gli scambi culturali tra oriente e occidente; il corpo fisico diventa poi il primario spazio di resistenza e coraggioso strumento di espressione politica per Aung Ko, volto a denunciare l’instabilità e la repressione vissute in Myanmar; Nguyễn Thái Tuấn affronta l’eredità della guerra in Vietnam catturando in pittura immagini sospese e architetture silenziose in cui la memoria affiora attraverso ciò che resta in ombra; infine, la coppia artistica Rosfer & Shaokun mescola pittura e fotografia in un’indagine sull’identità nell’era post-digitale, contestando attivamente i meccanismi di visibilità e censura operati dal potere.
La sezione europea mette alla prova i modelli culturali tradizionali attraverso i linguaggi di diversi interpreti. Arcangelo Sassolino usa meccanismi industriali e forti pressioni per saggiare i limiti della materia e mostrare la fragilità tecnologica; il collettivo Atelier Van Lieshout costruisce prototipi e modelli funzionali per analizzare l’autosufficienza e il controllo biopolitico; Fabrizio Dusi impiega figure stilizzate e immediate per denunciare la crisi del dialogo e della comunicazione collettiva; il duo Antonello Ghezzi firma l’opera interattiva Premere per cambiare il mondo, un invito a costruire il cambiamento attraverso piccoli gesti quotidiani e condivisi; alla fine del viaggio, il pioniere Fabrizio Plessi chiude la riflessione con Due gocce d’acqua nel mare dei cristalli liquidi, un’opera dedicata ai coniugi Golinelli che unisce la fluidità naturale ai monitor elettronici.
I progetti che arricchiscono il palinsesto della mostra
Il percorso espositivo si arricchisce di importanti eventi collaterali che mettono in dialogo l’arte con il movimento e l’indagine scientifica.
Il progetto An Echo, a Frame è una performance itinerante di danza dal vivo della durata di venti minuti concepita appositamente per interagire con lo spazio espositivo e attivare i contenuti della mostra attraverso il linguaggio del corpo. La performance è firmata da Philippe Kratz, con sound design di Tommaso Michelini e costumi di Nuvia Valestri, con modifiche e adattamenti di Agglomerati. I danzatori sono Alessia Giacomelli e Kiran Gezels per la versione dal vivo, e Federica Lamonaca e Giovanni Leone per la versione VR. Sviluppo tecnologico, user experience design, riprese, montaggio ed editing a cura di Impersive.
L’altro grande protagonista dell’esposizione è Opus Mundi: sguardi sul presente, un ciclo di quattro dialoghi di arte e scienza organizzato dalla fondazione per far confrontare artisti di livello internazionale con tematiche urgenti e concrete del nostro tempo, tra cui l’ecologia, l’identità nell’era delle piattaforme digitali e le trasformazioni sociali, stimolando una riflessione profonda sul futuro dell’umanità. Protagonisti degli incontri sono artisti e artiste di fama internazionale: Sissi (Daniela Olivieri), Marcello Maloberti e Ruggero Rosfer. Mettendo in relazione arte contemporanea, scienza e attualità, affrontano alcuni temi cruciali del nostro tempo: dal corpo, inteso come mappa emotiva e linguaggio, alle identità modellate — o limitate — dalla rivoluzione digitale.
Il calendario dei prossimi incontri della rassegna
I progetti della mostra si dividono tra attività laboratoriali sui continenti e incontri artistico-performativi. Nel mese di maggio l’esplorazione si concentra sull’Europa con laboratori che fondono movimento, luce e sonorità: il 9 e 17 maggio si terranno gli spettacoli immersivi nel Planetario per i bambini, seguiti il 23 maggio da un’attività per la fascia undici-tredici anni incentrata sull’interazione con installazioni luminose e il 30 maggio dalle letture animate per i piccolissimi. A giugno il calendario non introduce nuove tappe geografiche, ma propone nelle date del 6, 13 e 20 le repliche dei laboratori più amati registrati nei mesi precedenti su Africa, America e Asia, per poi arrivare al finissage del 28 giugno che chiuderà definitivamente il percorso espositivo con speciali visite guidate.
Accanto ai laboratori si sviluppano le esibizioni dal vivo e i momenti di approfondimento teorico. La rassegna performativa An Echo, a Frame propone un’azione coreografica itinerante di danza per attivare i contenuti della mostra attraverso il corpo dei danzatori, i quali interagiranno con le opere esposte nelle giornate del 22 e 24 maggio, oltre a un’ultima data a giugno ancora in via di definizione. Infine, il ciclo di dialoghi di arte e scienza intitolato Opus Mundi: sguardi sul presente vedrà protagonisti gli artisti stessi della mostra per riflettere sulle grandi trasformazioni del nostro tempo: l’incontro del 26 maggio ospiterà Marcello Maloberti sul tema dell’immaginario collettivo, mentre l’appuntamento conclusivo dell’11 giugno vedrà Ruggero Rosfer discutere l’identità personale e la censura nell’era post-digitale.
Quote di adesione e agevolazioni
L’accesso alla mostra e la partecipazione alle attività collaterali prevedono diverse soluzioni studiate per favorire la massima partecipazione del pubblico. La visita all’esposizione principale presso il Centro Arti e Scienze Golinelli è completamente gratuita per tutti i visitatori durante l’intero periodo di apertura. Per quanto riguarda invece i laboratori didattici dedicati ai bambini e alle famiglie, il costo del biglietto standard è di 10 euro, ma si riduce a 8 euro per tutti i possessori della Card Cultura. La stessa scontistica viene applicata anche per l’accesso alle future performance dal vivo con visita guidata, che mantengono il prezzo standard di 10 euro e la tariffa ridotta a 8 euro. La fondazione offre inoltre un’opportunità totalmente gratuita per il prossimo evento del 23 maggio. Rimane infine gratuito l’intero percorso formativo legato alla realizzazione degli exhibit scientifici del progetto dedicato alle stelle, ferma restando per ogni singola attività la prenotazione obbligatoria online.
Per il calendario completo: https://www.ipreferitidimarino.it/eventi/
Per altre informazioni: mostra@fondazionegolinelli.it
Marco Improta







