«Una battaglia dopo l’altra» è il titolo scelto dalla Regione Emilia-Romagna per la campagna comunicativa dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Realizzata dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta regionale, consiste in un manifesto e 4 video, che saranno diffusi sui canali social della Regione.
Il manifesto verrà affisso in tutti i comuni della regione con più di 15mila abitanti. Contiene un QR code che rimanda a una pagina web dedicata a dati, notizie e iniziative sulla parità di genere, oltre alle politiche adottate dalla Regione in materia.
I video, invece, raccontano la storia di 4 donne dell’Emilia-Romagna e le loro battaglie, vinte e ancora in corso. Tra di loro Elsa Antonioni, socia fondatrice della Casa delle Donne, che ha dedicato e continua a dedicare la sua vita alle donne vittime di violenza. Un altro video vede protagonista Stella Joncoux Pisi, studentessa 15enne che attraverso una raccolta firme ha ottenuto la distribuzione gratuita di assorbenti nelle scuole medie e superiori di Reggio Emilia.
L’intitolazione di 3 sale: Nilde Iotti, Irma Bandiera e Grazia Cherchi
La Regione Emilia-Romagna intitola tre sale di viale Aldo Moro, a Bologna, a tre donne nate in questo territorio e protagoniste della storia del nostro Paese.
«I gesti simbolici restano impressi, fanno nascere curiosità, tengono viva la memoria come nel caso della scelta di intitolare a tre grandi donne dell’Emilia-Romagna questi spazi istituzionali», spiega il presidente di Regione Michele de Pascale. «Per questo 8 marzo, abbiamo voluto accendere i riflettori su storie di donne di ieri e di oggi, unite dallo slancio per l’affermazione dei diritti, dalla libertà di essere se stesse, dalle battaglie personali che si fanno collettive».
La sala polifunzionale prende ora il nome di Nilde Iotti, politica e partigiana, prima donna a diventare Presidente della Camera dei Deputati nel 1979. Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, ricorda la sua «eleganza d’animo e della sua politica, colta e popolare allo stesso tempo».
L’Aula Magna omaggia poi Irma Bandiera, anche lei partigiana, torturata e fucilata dai nazifascisti. Anna Cocchi, presidente dell’Anpi provinciale di Bologna, sottolinea il nostro compito di «rivalutare l’impegno delle donne antifasciste e restituire quello che abbiamo ricevuto», ovvero «dignità e valori che oggi rischiano di essere sottovalutati».
Infine, la sala stampa porta ora il nome di Grazia Cherchi, giornalista, scrittrice e curatrice editoriale, figura chiave per l’editoria e la letteratura italiana del Novecento. Ha fondato la rivista “I Quaderni Piacentini” e collaborato con importanti case editrici e scrittori, tra cui Stefano Benni e Alessandro Baricco. La nipote trasferirà l’archivio di Grazia Cherchi proprio al Palazzo della Regione.
«Il contributo del nome e dei luoghi è importante per raccontare la storia e in Italia è molto sbilanciato verso gli uomini» così il Presidente della Regione evidenzia l’importanza della toponomastica per una narrazione che veda le donne protagoniste. «Con questa iniziativa abbiamo voluto raccontare la storia di battaglie, di conquiste e di ingiustizie, ma partendo anche da storie di successo», come quella di Stella.
ASCOLTA L’INTERVISTA A MICHELE DE PASCALE:
I numeri dell’occupazione femminile
«La nuova campagna ci ricorda che in questi anni, grazie in particolare alla lotta e alle battaglie delle donne, molti passi avanti sono stati fatti, ma che non dobbiamo fermarci», spiega l’assessora regionale a Cultura e Pari opportunità Gessica Allegni.
In Emilia-Romagna nella fascia 20-67 anni il tasso di occupazione femminile è del 68,7%, inferiore a quello maschile di 16 punti. Si tratta di un quadro migliore della media nazionale che vede un gap di quasi 20 punti tra uomini e donne, ma c’è ancora molto da fare. «Le donne sono ancora sovrarappresentate nel part-time involontario e nei contratti precari, e troppo spesso la scelta di lavorare meno ore nasconde un obbligo, non una libertà».
Anche nella retribuzione permangono differenze sostanziali: nel privato la retribuzione media annua delle donne è di circa 9.500 euro inferiore a quella dei colleghi uomini.
In occasione dell’8 marzo, fa sapere l’assessora, uscirà il Bilancio di Genere della Regione, per la prima volta pubblicato online.
ASCOLTA L’INTERVISTA A GESSICA ALLEGNI:







