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Il crowdfunding per l'azienda bio terremotata che dà lavoro agli svantaggiati

La campagna per aiutare una azienda a rialzare la testa dopo il terremoto.


di redazione
Categorie: Ambiente
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Il Bio che non trema è la campagna di crowdfounding lanciata da Mercato Bio Mezza Campagna per aiutare l’azienda agricola biologica Marchese Marino a riprendere la produzione. Ce ne parla Paola Carraro, proprietaria dell'impresa insieme a suo marito Marino.

Sono soprattutto le piccole aziende da essere state danneggiate dai terremoti che hanno colpito l’Italia centrale negli ultimi mesi. Tra queste c'è l'azienda biologica "Marchese Marino", situata ai piedi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Marchese Marino fa parte del Mercato Bio Mezzacampagna e, con l'aiuto di questo, ha deciso di lanciare una campagna di crowdfounding per riprendere a pieno ritmo la produzione.  
“Si tratta di una azienda sia agricola che zootecnica, per cui si occupa di produzione vegetale ed animale e trasforma il latte prodotto dalle pecore in vari prodotti - spiega Paola Carraro, proprietaria dell'azienda - L’azienda dà lavoro a persone con vari tipi di disagi e attualmente sono tre la famiglie che dipendono economicamente da essa”.
 
Dopo il terremoto del 24 che ha reso inagibile un fabbricato Paola e Marino sono stati costretti a chiudere il caseificio. È qui che è nata l'idea di una raccolta fondi mediante donazioni, ma anche tramite vendita di oggetti come sacchetti della spesa in tela, grembiuli da cucina e visite all'azienda con tanto di soggiorno di una notte, colazione e pranzo.
Con le scosse del 26 e 30 ottobre, però, la situazione si è aggravata. Anche la casa è stata dichiarata inagibile. Paola e Marino ora dormono nel caseificio insieme ad altre dieci persone e stanno aspettando l’arrivo di container in cui passare l’inverno, in attesa di poter ricostruire e riprendere la loro attività che per ora resta sospesa.

La loro non è una situazione isolata, ma coinvolge molte aziende agricole del circondario. “Alcuni - racconta Paola - si sono trasferiti in paese e fanno su e giù da lì all’azienda, altri hanno lasciato l’attività e pensano di cambiare totalmente settore. Ma noi non intendiamo far morire queste zone già dichiarate svantaggiate”.
I media, lamenta Paola, si sono concentrati sulla situazione di Norcia o Amatrice e non hanno parlato dei piccoli paesi, nonostante questi ultimi abbiano subito gravissimi danni.
 
Per aiutare Paola e Marino a riprendere l’attività basta andare sul sito della campagna.

Martina Tamburini


Ascolta l'intervista a Paola Carraro

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