Si chiude con 16.000 visitatori e 350 buyer internazionali la seconda edizione congiunta di Slow Wine Fair e SANA Food, andata in scena a BolognaFiere. Un risultato che consolida un percorso comune tra vino “buono e giusto” e alimentazione biologica, sempre più intrecciati sul piano culturale ed economico.

Oltre 2.000 gli incontri B2B tra operatori e le più di 1.100 cantine presenti (oltre il 60% bio o biodinamiche), affiancate da 300 aziende di SANA Food. Numeri che raccontano non solo un’affluenza in crescita (+6% rispetto al 2025), ma una filiera che prova a ripensarsi in chiave sostenibile.

Giustizia sociale e sostenibilità agricola e ambientale

Il tema guida di Slow Wine Fair 2026 è stato la giustizia sociale: tutela del lavoro agricolo, inclusione, parità di genere. Un confronto che ha ribadito la necessità di politiche pubbliche in grado di accompagnare la transizione verso un sistema alimentare che tenga insieme qualità, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Per Slow Food Italia, rappresentata dalla presidente Barbara Nappini, la sfida non è più soltanto organolettica: il valore di un vino si misura anche nella sua capacità di rigenerare territori e comunità. Sulla stessa linea Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition, secondo cui la sostenibilità è ormai un prerequisito, e la vera partita si gioca sul rapporto tra cantina e comunità locale.

Il peso crescente del biologico, motore del cambiamento

Se il vino guarda alla giustizia sociale, SANA Food ha messo al centro il biologico come modello culturale ed economico. Durante “Rivoluzione Bio – Stati Generali del Biologico”, promossi insieme a FederBio e AssoBio, i dati presentati da Nomisma hanno evidenziato la centralità del canale fuori casa (ristorazione commerciale e collettiva) per la crescita del settore.

Il biologico italiano sfiora oggi i 7 miliardi di euro di vendite, configurandosi come asset strategico dell’agroalimentare nazionale. Per la presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, investire nella transizione agroecologica significa coniugare sostenibilità economica, ambientale e sociale, anche in vista dell’introduzione del Marchio del biologico italiano.

Due fiere, una visione comune

L’alleanza tra le due manifestazioni punta a diventare una piattaforma stabile per il comparto: formazione, networking, business matching internazionale e valorizzazione delle piccole e medie imprese bio e biodinamiche. Tra gli appuntamenti più significativi, il dialogo tra il cardinale Matteo Maria Zuppi e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, con i giovani vignaioli presenti in fiera: un segnale simbolico di quanto il tema del cibo e del vino travalichi la dimensione commerciale per diventare questione culturale e civile.

Alla fine, ciò che resta non sono solo i numeri – pur significativi – ma la sensazione che il vino e il cibo stiano diventando sempre più un terreno politico nel senso più alto del termine: riguardo al lavoro, al territorio, agli equilibri sociali.

E si guarda già all’edizione del prossimo anno: dal 21 al 23 febbraio 2027, ancora a BolognaFiere, per la sesta edizione di Slow Wine Fair e la terza di SANA Food.