Lunedì scorso il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno presentato dalla consigliera Porpora Marcasciano (Coalizione Civica) per intitolare a Marcella Di Folco lo scranno su cui sedette proprio nell’aula di Palazzo D’Accursio.
Marcella Di Folco è stata la prima donna trans al mondo a essere eletta in un Consiglio comunale e, da qui banchi, portò alla costruzione di importanti servizi per l’assistenza e la tutela delle persone trans e lgbtq+.

Marcella Di Folco, la prima donna trans a sedere in un Consiglio comunale, avrà uno scranno intitolato a suo nome

È proprio Marcasciano, che di Marcella Di Folco a Bologna ha raccolto il testimone, a raccontare le ragioni dell’iniziativa. «Da quando sono entrata in Consiglio comunale pensavo a quando Marcella sedeva sugli stessi scranni – racconta la consigliera di Coalizione Civica – Poi diverse consigliere mi hanno detto: “perché non si fa questo passaggio?”. Io sono al primo mandato e sono un po’ inesperta di politica istituzionale, quindi non sapevo come fare».
L’intitolazione dello scranno su cui Di Folco sedette dal 1995 al 1999 è anzitutto «un segno di gratitudine, perché sedendo lì ha costruito, insieme ad altra gente, le strutture Mit (Movimento di Identità Transessuale, ndr) che erano uniche al mondo».

Per Marcasciano, però, il contributo di Di Folco non fu solo per le persone trans e la comunità lgbtq+, ma per tutte le persone fragili, dagli anziani ai malati. «La chiamavano anche di notte e lei correva spontaneamente», ricostruisce la consigliera comunale.
La sua figura iconica è riconosciuta a Bologna, ma non solo. Marcella Di Folco, infatti, fu tra le protagoniste del cinema di Federico Fellini negli anni settanta, ma lavorò anche con Roberto Rossellini, Dino Risi, Alberto Sordi, e Bruno Corbucci.
Scomparsa nel 2010, nel 2021 le era già stato dedicato il piazzale all’interno dei Giardini Cassarini.
Ora ci sarà anche uno scranno a suo nome nell’aula del Consiglio comunale di Bologna. «Intitolare quel posto a Marcella Di Folco significa ricordare che la democrazia è più forte quando sa riconoscere chi ha allargato, con la propria vita, i confini dei diritti per tutte e tutti», commenta Coalizione Civica in una nota.

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