Una storia tragica, nata e consumata online, diventa oggi un progetto cinematografico e educativo contro il cyberbullismo. Si intitola “Vincent” il cortometraggio dedicato a Vincent Plicchi, il 23enne bolognese che si è tolto la vita nel 2023 dopo una violenta campagna di odio sui social.
Il film, promosso da AICS – Associazione Italiana Cyberbullismo e Sexting e prodotto da Fase 3, punta a raccontare gli ultimi giorni del giovane con uno sguardo rispettoso, lontano dalla spettacolarizzazione, e a trasformare la sua vicenda in uno strumento di sensibilizzazione.

La storia di Vincent Plicchi e il crowdfunding per sostenere un cortometraggio educativo

Conosciuto sui social come Inquisitor Ghost, Plicchi era un tatuatore e cosplayer seguito da oltre 300mila persone su TikTok. Le sue dirette erano un punto di riferimento per molti giovani: intrattenimento, dialogo, supporto emotivo.
Nel 2023, però, una campagna diffamatoria costruita su accuse false e contenuti decontestualizzati ha rapidamente trasformato quella stessa community in un luogo ostile. Insulti, minacce e pressioni online si sono moltiplicati in pochi giorni, fino a travolgerlo. Nonostante il sostegno della famiglia e l’emergere di elementi a suo favore, il giovane non ha retto all’ondata di odio e si è tolto la vita durante una diretta.
A oggi, spiegano i promotori del progetto, non è stato possibile individuare responsabilità penali: la Procura ha archiviato gli esposti, evidenziando anche la difficoltà di perseguire condotte provenienti dall’estero.

Diretto da Valerio Lo Muzio e interpretato da Haroun Fall, il cortometraggio nasce con l’obiettivo di andare oltre il racconto dei fatti. «Il cinema può mettere lo spettatore dentro una storia vera», spiegano i promotori, sottolineando come il progetto sia stato sviluppato con il supporto di professionisti della salute mentale per garantire una narrazione responsabile.
«Il film sarà destinato non solo ai festival, ma soprattutto alle scuole, dove verrà utilizzato come strumento educativo per affrontare il tema della violenza digitale», spiega ai nostri microfoni il regista.

Accanto al cortometraggio prende forma “Un Ciak contro il Cyberbullismo”, un percorso che coinvolge direttamente gli studenti nella realizzazione e diffusione del film. Partecipano al progetto il Liceo Laura Bassi di Bologna, il Liceo Toschi di Parma e il Liceo Ballardini Torricelli di Faenza.
L’obiettivo è raggiungere oltre 6mila studenti in più di 30 scuole italiane, con proiezioni seguite da incontri e dibattiti guidati da psicologi ed esperti. Un modo per trasformare una vicenda individuale in occasione di confronto collettivo.
Secondo i dati riportati da AICS, oltre il 22% degli adolescenti italiani tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di cyberbullismo, e quasi uno su cinque tra le vittime ha avuto pensieri suicidari. Numeri che, sottolineano gli organizzatori, rendono la storia di Vincent tutt’altro che isolata.

Il progetto ha già ottenuto il patrocinio del Comune di Bologna e il sostegno della Regione Emilia-Romagna, ma per arrivare al completamento è stata avviata una raccolta fondi: mancano 13mila euro per coprire le fasi finali di produzione. Il crowdfunding è disponibile sulla piattaforma Idea Ginger e scadrà il prossimo 12 giugno.
Le riprese sono previste per settembre 2026, mentre l’anteprima dovrebbe tenersi a dicembre a Bologna.

ASCOLTA L’INTERVISTA A VALERIO LO MUZIO: