Dal 2 al 4 febbraio, a Bologna, torna “Closer – dentro il reportage”, il festival della fotografia sociale organizzato da Witness Journal, Terzo Tropico e QR Photogallery in collaborazione con Arci e Comune. Mostre, incontri e workshop con fotografi professionisti e reportage da tutto il mondo. A Làbas #LiberiTutti e alle Caserme Rosse il racconto per immagini di un anno a Bologna.

Ai tempi del social media l’immagine ha sempre più un ruolo fondamentale, ma le piattaforme attuali, pensate per una fruizione superficiale dell’informazione, mortificano la comunicazione fotografica. A “bilanciare” questa tendenza arriva la seconda edizione di “Closer – dentro il reportage“, la seconda edizione del festival diffuso della fotografia sociale, che si svolgerà a Bologna dal 2 al 4 febbraio.
Ideato e organizzato da Witness Journal, rivista di fotografia indipendente che ormai conta 95 numeri e 800 reportage pubblicati, insieme a Terzo Tropico e QR Photogallery di via Sant’Isaia 90, dove verranno allestite le mostre e si svolgeranno i workshop, con la collaborazione di Arci e Comune di Bologna.

Il festival si apre il 2 febbraio con la presentazione dei lavori vincitori del bando Closer 2018, selezionati attraverso una call internazionale. In mostra le foto di Sulejman Bijedić, Monica Bonacina, Vincenzo Montefinese, Maurizio di Pietro e Mattia Barbata. Cinque reportage molto diversi capaci di raccontare per immagini fenomeni di costume, pratiche di comunità e crisi umanitarie. Dalle scene di quotidianità nelle zone rurali della Bosnia in via di guarigione dalle ventennali ferite della guerra ritratte da Sulejman Bijedić alle atmosfere spirituali di Monica Bonacina in “Anitya”, un viaggio lungo villaggi, monasteri e tradizioni millenarie dello Zanskar, tra la Cina e il Pakistan. Dalle condizioni di vita estreme dei profughi fermi in Serbia, in attesa di proseguire il viaggio verso l’Europa (Vincenzo Montefinese, “Stuck in Serbia”) alle strategie di sopravvivenza in una delle regioni più povere del Kenya raccontate da Maurizio di Pietro in “Turkanas resilience”.

Numerosi i momenti di confronto e formazione, a partire da una sessione di lettura portfolio in programma domenica 4 febbraio dalle 15 alle 18 sempre alla QR Photogallery. Sabato 3 febbraio (ore 18.30) sarà la volta dell’incontro con Fausto Podavini, fotografo di reportage, vincitore della sezione Daily Life del World Press Photo 2013 con un lavoro sull’Alzheimer, “MirelLa”.
Fuori dagli spazi della galleria, due eventi collaterali ospitati al Circolo Arci Caserme Rosse e a Labàs. Nel primo, l’allestimento di “Bologna collettiva”, un lavoro di 26 fotografi che racconta la quotidianità che anima la città. Nel secondo la mostra #LiberiTutti, nata da un’iniziativa della redazione di WJ per esprimere solidarietà ai quattro ragazzi italiani ancora reclusi in Germania dopo il G20 di Amburgo. Oltre alla mostra si terrà l’incontro “Libertà di espressione e diritto all’informazione: un anno di lotte tra Bologna e Amburgo”.

Anche in questa seconda edizione, c’è spazio per i workshop organizzati da Witness Journal:“Fotogiornalismo e nuovi media”, “Dentro la redazione di WJ”, “Come realizzare un video professionale” e “Dalla singola foto al progetto fotografico”.
Per informazioni: www.witnessjournal.com

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIO DI MEO, PRESIDENTE DI WITNESS JOURNAL:

Articolo precedenteLa domenica di Radio Città Fujiko
Articolo successivoIn piazza Verdi il “botellón dei senza casa”