Dodici anni fa, a largo delle coste di Lampedusa, 368 migranti morirono dopo che la loro imbarcazione si rovesciò nel Mar Mediterraneo, partita sovraccarica dalla Libia per raggiungere l’Europa. Oggi, a Bologna, la manifestazione “La Memoria diventa Denuncia” punta a ricordare e onorare le quasi quattrocento persone morte nella speranza di ottenere una vita migliore.
Il 3 ottobre, alle ore 17:00, è previsto in Salaborsa un incontro dove interverranno testimoni e artisti, per onorare la tragedia, mentre dalle 19:30 in poi partirà la fiaccolata per le vie del centro. Saranno distribuite delle coperte termiche come simbolo di coloro che sono stati soccorsi. Inoltre, il 9 ottobre, alle 21:00 al Cinema Teatro di Sasso Marconi ci sarà “Un solo sogno…per la pace!” con musica e letture contro il prolungarsi dei conflitti con Salvo Giordano e la sua band
Naufragio di Lampedusa, «che i confini siano soglie e non più muri»
Rita Monticelli, delegata ai diritti umani del Comune di Bologna, dice che allora come oggi «dobbiamo non rimanere indifferenti di fronte ai naufragi nel Mar Mediterraneo, perché l’omissione di soccorso dei migranti in mare è una chiara violazione del diritto internazionale. Stiamo parlando di 300mila morti nei mari, di cui 3.500 bambini, quasi un bambino al giorno che ha perso la vita».
«Non dobbiamo fermarci solo alle responsabilità degli scafisti – continua la delegata – ma includere anche quelle delle istituzioni, affinché i confini non siano più muri ma delle soglie che assolvano non solo il diritto internazionale, ma anche il diritto che chiunque ha di cambiare vita e cercare orizzonti migliori».
ASCOLTA L’INTERVISTA A RITA MONTICELLI:
Anche Daniele Ara, assessore comunale alla scuola e all’educazione alla pace, ha espresso il suo supporto all’impronta che questi eventi lasciano nella società civile: «Siamo orgogliosi che Bologna ricordi la più simbolica tragedia del Mediterraneo, rispetto all’impotenza e non volontà dei paesi europei occidentali nel capire e nell’accogliere il dramma dell’immigrazione».
Ara ha poi ripreso il punto sollevato da Monticelli: «L’immigrazione fa parte dei temi principali della nostra quotidianità, il cui obiettivo deve essere sempre realizzare politiche d’accoglienza che funzionano, salvare le persone in mare e lottare per un mondo più giusto».
In merito all’appello lanciato di Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, di scendere in piazza qualora le barche fossero attaccate, Ara risponde così: «Accoglieremo l’invito e saremo promotori di grandi momenti radicali, pacifici e pacifisti per raccogliere il fronte più ampio possibile. A tal proposito, io credo che la comunità ebraica di Bologna, almeno una parola sul governo Netanyahu la possa e la debba dire, perché quello che sta accadendo a Gaza non è più accettabile».
ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIELE ARA:







