In soli sei mesi nella provincia di Bologna i disoccupati sono passati da 95mila a 50mila. Miracolo del Jobs Act? No, trucchi di calcolo statistico, come spiega la Cgil. Il sindacato presenta un progetto per fornire ai disoccupati informazioni, servizi e politiche attive per trovare lavoro.

Che le statistiche sulla disoccupazione in Italia, per le quali spesso esultano il premier Matteo Renzi e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, fossero taroccate lo ha già dimostrato la ricercatrice Marta Fana. Eppure, ai tempi del Jobs Act, la stampa continua a sparare titoloni ottimistici che divergono con le ricerche o le analisi più approfondite, ma soprattutto con la situazione reale.
Una settimana fa, uno studio di Bankitalia sottolineava come gli effetti positivi delle riforme sul lavoro dipendano soprattutto dagli incentivi dati alle imprese piuttosto che al Jobs Act.
Un allarme lanciato da tempo da alcuni sindacati, che sottolineano come non venga creata nuova occupazione, ma le aziende ne approfittino per trasformare semplicemente i contratti precari.

Allo stesso modo, se guardiamo i dati sulla disoccupazione a Bologna e provincia, noteremo che, in soli sei mesi, si sono quasi dimezzati i numeri delle persone senza lavoro. Dai 95mila disoccupati, infatti, si è passati a 50mila. 45mila persone, dunque, avrebbero dovuto trovare un posto di lavoro.
Un piano Marshall di cui non ci siamo accorti? Un miracolo? No. A spiegare perché è la Cgil, che ironizza sui trucchi di magia utilizzati per far sembrare positivi i dati sull’occupazione.
“I riscontri statistici ufficiali attingono dati dai rinnovi dello stato di disoccupazione dei centri per l’impiego – spiega ai nostri microfoni Vito Rorro della Cgil di Bologna – Si tratta di un onere in carico alla singola persona, perciò se uno non si registra più, la statistica non tiene più conto della sua posizione“.

Il dato, quindi, ci suggerisce che semmai crescono gli inattivi, i neet e le persone che, dopo un lavoro di 3 o 4 mesi, non si rivolgono più ai centri per l’impiego. Un esercito di inoccupati che vede peggiorare di giorno in giorno le proprie condizioni di vita.
La situazione reale dell’occupazione del nostro territorio, dunque, rimane grave e, sottolinea il sindacato, non si vedono nemmeno i timidi segnali di ripresa tanto evocati.

Domani, venerdì 26 febbraio, alle 20.30, la Cgil di Bologna presenterà al Circolo Arci Akkatà di San Giovanni in Persiceto un progetto pensato per dare aiuto e assistenza ai disoccupati.
“Vogliamo lavorare su tre livelli – spiega Rorro – Innanzitutto vogliamo fornire alle persone informazioni chiare e precise. In secondo luogo fornire loro servizi, che vanno dalla consulenza all’aiuto per la compilazione di un curriculum, fino al sostegno psicologico. Il terzo punto, infine, è quello delle politiche attive“.
Il sindacato, infatti, punta a mettere a frutto le proprie competenze e relazioni per spingere gli enti pubblici o le aziende a creare nuovi posti di lavoro e a cogliere e suggerire opportunità finora non praticate.

“Abbiamo anche formato un gruppo di operatori – spiega Rorro – che agiscano su tutto il territorio provinciale, in modo da intercettare i disoccupati, anagrafarli e fotografare meglio la loro condizione”.
Nel corso della serata all’Akkatà, inoltre, ci sarà una delle molte presentazione della “Carta per i Diritti Universali del Lavoro”, il nuovo statuto che la Cgil ha preparato e sta portando nelle aziende, tra i lavoratori.