Questa mattina l’assemblea delle lavoratrici della fabbrica bolognese. Intanto ieri il consigliere Roberto Sconciaforni ha presentato in Regione un’interpellanza per il sostegno alla produzione di La Perla.

A rischio chiusura la fabbrica del marchio nella produzione di lingerie, gestita oggi da un fondo americano che a causa della crisi vuole spostare la produzione. Seicento le lavoratrici interne, di cui 250 vivono da tre anni in cassa integrazione, e la metà a zero ore.

A causa del rischio chiusura e dello stop della produzione il consigliere comunale Roberto Sconciaforni ha presentato in Regione un’interpellanza per ricordare all’amministrazione che è questo il momento per intervenire e rispettare gli impegni assunti su questa fabbrica, che riguardano il rilancio dell’attività produttiva e il suo mantenimento.

Oggi la proprietà di La Perla ha confermato la volontà della messa in mobilità di 350 lavoratrici e per questo, secondo Sconciaforni, è necessario l’intervento della Regione. Da parte dell’amministrazione c’è la disponibilità a prorogare gli ammortizzatori sociali, soprattutto adesso in cui le scadenze sono dietro l’angolo. Scade a gennaio la cassa integrazione mentre quella in deroga scadrà già a dicembre di quest’anno.

Solo con la proroga della cassa integrazione si potrebbero evitare i licenziamenti previsti dal management dell’azienda. Ma per questo è necessario un intervento del governo che è già stato ieri sollecitato dall’amministrazione regionale.

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