La sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, richiesta dalla capogruppo del Pd Beatrice Ugoccioni, verrà discussa in giunta giovedì 16 aprile, su decisione del sindaco Giuseppe Sala, dopo la sollecitazione della direzione metropolitana del Partito Democratico.
La questione ha creato delle spaccature all’interno dei dem, con Fiano che la ritiene «una decisione profondamente sbagliata» e ha minacciato di abbandonare il partito.
Stop al gemellaggio tra Milano e Tel Aviv: la richiesta al Comune
La richiesta arriva dopo l’escalation di Israele in Libano, ma era già stata discussa l’ottobre scorso, con un ordine del giorno approvato in consiglio comunale che chiedeva la sospensione del gemellaggio nel caso in cui la tregua a Gaza non avesse retto: a marzo Francesca Cucchiara dei Verdi aveva chiesto all’amministrazione di applicare l’ordine del giorno visto che la tregua era stata ripetutamente violata, ma, dal momento che il cessate il fuoco era formalmente in atto, gli uffici hanno risposto che il gemellaggio non sarebbe stato sospeso.
In segno di protesta, i consiglieri dei Verdi da un mese hanno smesso di votare i provvedimenti proposti dalla giunta.
Per Cucchiara è «surreale che, dopo tutti i cittadini uccisi a Gaza e le guerre in Iran e in Libano, dobbiamo ancora supplicare la giunta di attuare quanto già approvato. È una questione di dignità istituzionale e di rispetto del lavoro dell’aula».
La sospensione del gemellaggio ha trovato la contrarietà di tutta l’opposizione di centrodestra, tra cui Daniele Nahum dei Riformisti – Azione, il quale sostiene che «sarebbe come se Milano sospendesse l’accordo di gemellaggio con Chicago per via delle politiche di Trump».
La rottura del gemellaggio non sarebbe solo una decisione formale: il Comune ha molti interessi economici attraverso le sue partecipate, in particolare la metropolitana milanese che sta collaborando con Tel Aviv per la costruzione di una nuova linea e A2A, l’azienda partecipata energetica con cui ha accordi di ricerca e sviluppo.
I sostenitori della sospensione si troveranno in presidio sotto palazzo Marino il giorno del consiglio comunale: «La tregua non è mai stata rispettata e sono più di 700 le persone uccise solo a Gaza, oltre alla Cisgiordania e i massacri che continuano, e oltre alla pena di morte in ambito di apartheid che è stata votata dal governo israeliano a maggioranza soltanto per i prigionieri palestinesi – ha detto ai nostri microfoni Mario Maio di Bds Milano – secondo noi ci sono ancora più motivi oggi rispetto all’ottobre del 2025 per interrompere questo gemellaggio che non ha più senso di esistere».
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