Il festival internazionale del Cinema Ritrovato taglia il traguardo dei quarant’anni e si regala un’edizione che viene definita senza mezzi termini dal direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, come «un luogo di resistenza».
In un mercato audiovisivo ormai dominato dalle piattaforme streaming, la storica manifestazione rivendica l’importanza fisica dell’incontro e della sala cinematografica.

I quarant’anni del Cinema Ritrovato

L’edizione del quarantennale si preannuncia monumentale, con un cartellone di ben 540 film distribuiti in nove giorni, dal 20 al 28 giugno. Il ricchissimo programma, promosso dalla Cineteca insieme al Comune, alla Regione Emilia-Romagna, al Gruppo Hera e a numerosi partner, vedrà proiezioni dalla mattina alla sera in otto sale cittadine: il Cinema Modernissimo, le sale Scorsese e Mastroianni del Cinema Lumière, l’Auditorium DamsLab e i cinema Jolly, Arlecchino, Europa e Cervi.

A coronare lo storico compleanno, sabato prossimo verrà inaugurato il nuovo archivio della Cineteca presso il centro Renato Zangheri in via Giuriolo. Si tratta del recupero dell’ex parcheggio costruito per i Mondiali di Italia ’90 e rimasto abbandonato per anni nella zona della Bolognina. Una struttura all’avanguardia che Farinelli ha definito unica nel nostro Paese per la conservazione di pellicole e fotografie.

Lo schermo all’aperto di Piazza Maggiore rimarrà il cuore pulsante della kermesse, che quest’anno proporrà anche una versione “extended”. L’apertura del festival sarà affidata a Carlo Verdone, che salirà sul palco martedì 16 giugno per introdurre il suo storico film d’esordio, Bianco, Rosso e Verdone.
Sabato 20 giugno sarà invece la volta di un grande appuntamento cine-musicale: la proiezione del capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau, Aurora (noto anche con il titolo Sunrise), accompagnato dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Timothy Brock.
Il 23 giugno segnerà poi il ritorno in piazza di Wim Wenders, che presenterà al pubblico Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci.

L’elenco degli ospiti internazionali e dei grandi nomi del cinema italiano è lunghissimo. Oltre al presidente della Cineteca Marco Bellocchio, a Bologna sono attesi registi e icone del calibro di Alice Rohrwacher, Kleber Mendonça Filho e Isabella Rossellini, quest’ultima presente per introdurre la visione di Cuore Selvaggio. Il festival celebrerà inoltre il centenario del maestro del cinema indipendente Roger Corman e dedicherà una speciale serata in piazza al regista Artavazd Pelešjan, introdotta da Pietro Marcello. La diva simbolo di quest’anno, scelta anche per la locandina ufficiale, sarà l’indimenticabile Barbara Stanwyck.

Tra le tante rarità e riscoperte, gli spettatori potranno assistere a pellicole mai viste prima, come la versione restaurata de I Diavoli di Ken Russell, o il primo film di Akira Kurosawa, finalmente fruibile in una versione quasi completa. La sorpresa più suggestiva è però riservata per la serata di chiusura del 28 giugno. In Piazza Maggiore andrà infatti in scena quella che lo stesso direttore Farinelli ha ribattezzato «la telefonata più bella della nostra vita»: un collegamento speciale con il leggendario Mel Brooks per festeggiare, insieme a tutta la città, il suo centesimo compleanno.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIAN LUCA FARINELLI: