Per la sesta volta dalla caduta di Mubarak , gli egiziani sono chiamati alle urne, questa volta per le presidenziali. Bassissima l’affluenza, tanto da costringere le autorità a prolungare l’apertura dei seggi. Appare scontata la vittoria dell’ex capo delle forze armate Abd el-Fattah al-Sisi.

l’ex capo delle forze armate Abd el-Fattah al-Sisi – See more at: http://nena-news.it/egitto-elezioni-presidenziali-attesa-la-consacrazione-di-al-sisi/#sthash.OlK2a0ZV.dpuf
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Si continua a votare in Egitto, dopo che le autorità hanno deciso di tenere aperti i seggi fino alle 21 di questa sera, vista la bassissima affluenza. E’ il terzo giorno consecutivo di votazione. Sembra sicura la vittoria dell’ex-generale Al-Sisi, protagonista della scena politica egiziana, sin dal 3 luglio scorso, giorno  del colpo di stato che ha deposto il presidente Mohamed Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani. Il nasseriano Hamdeen Sabbahi, l’unico competitor di di Al-Sisi, può nutrire soltanto la speranza di una onorevole sconfitta.

“Nessuno crede nella competizione -ci spiega Giuseppe Acconcia, corrispondente da Il Cairo per il quotidiano “Il Manifesto”– si stanno verificando scene orwelliane. Ieri, i centri commerciali sono stati chiusi, mentre gli altoparlanti invitavano la gente a recarsi alle urne e i servizi di trasporto pubblico erano totalmente gratuiti.” Sempre ieri è stata stabilita una multa di 70 dollari per chi non si reca alle urne.

Queste elezioni si stanno svolgendo “in un contesto di repressione dei Fratelli Musulmani, dichiarati gruppo terroristico lo scorso dicembre, e dopo che 700 sostenitori della fratellanza sono stati condannati a morte. Anche le università sono sotto controllo, e insieme a loro le Ong: la repressione riguarda anche i movimenti laici.” continua Acconcia.

Il corrispondente racconta come lo spazio della protesta democratica sia sia drasticamente ridotto. “La legge antiproteste non permette manifestazioni non autorizzate, autorizzazioni che i giudici puntualmente non concedono. Lo spazio della protesta si è ridotto all’associazione dei giornalisti.”

Acconcia non risparmia critiche alla costituzione approvata a metà gennaio, che dà un potere eccessivo all’esercito ed distrugge ogni tipo di pluralismo.

Dal punto di vista degli equilibri internazionali, Al.Sisi sta cercando di incassare più sostegno possibile. Si è recato a Mosca e ha sottolineato l’importanza delle relazioni con l‘Arabia Saudita e il Kuwait. “L’elezione di Al-Sisi- conclude Acconcia- cambierà lo scenario regionale.

A tre anni dalla sua caduta, insomma, il regime di Mubarak è pronto a riprendersi il paese.

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