I cinque appuntamenti in calendario, che dal 3 al 27 marzo animeranno il cinema Modernissimo (Via Rizzoli 1/2, Bologna), invitano il pubblico a osservare i legami nascosti tra crisi ambientali e conflitti sociali e geopolitici, mentre la crescita economica incontrollata alimenta disuguaglianze e tensioni globali, e a interrogarsi sul ruolo che ognuno può avere nel costruire un futuro più equo e umano. Queste riflessioni, attraverso il linguaggio potente e immediato del cinema, sono il cuore dell’edizione 2026 della rassegna cinematografica “Il Nastro Verde”, dal titolo “Effetto serra, effetto guerra”, organizzata dall’Alma Mater in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Il biglietto – il cui costo è di 3,50 euro per la comunità dell’Ateneo – è gratuito per i primi 150 che lo ritireranno al Bookshop del Modernissimo, presentando il badge studentesse e studenti o personale Unibo.

I Temi


Dalla finzione al documentario d’inchiesta, passando per forme ibride che mescolano realtà e immaginazione: durante ogni proiezione il pubblico è chiamato a confrontarsi con le conseguenze della crisi climatica, ma anche con le scelte politiche, economiche e culturali che la determinano. Ogni proiezione sarà seguita da un incontro con registi, ricercatrici, ricercatori e docenti dell’Università di Bologna che guideranno spettatrici e spettatori nella comprensione dei temi trattati e nell’analisi delle implicazioni sociali, politiche ed economiche.

Il Programma


Il primo appuntamento è alle 20:00 di martedì 3 marzo con l’anteprima di “Don’t Let the Sun”, film di Jaqueline Zünd ambientato in un mondo reso invivibile dal caldo estremo, dove le condizioni esterne plasmano profondamente le relazioni umane. Qui la finzione permette di percepire in modo emotivo la fragilità dei legami e la portata psicologica delle catastrofi ambientali, mostrando come il cambiamento climatico influenzi non solo i territori, ma anche le vite e i sentimenti delle persone. Insieme alla regista, interverranno durante la serata Marta Rocchi, docente di cinema e linguaggi multimediali, e Valentina Cappi, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi.


Con “The Cost of Growth” di Thomas Maddens, in proiezione mercoledì 11 marzo alle 19:30, la rassegna sposta lo sguardo dalla dimensione individuale a quella collettiva e strutturale, esplorando le conseguenze della crescita economica globale. Attraverso le lotte contro le pratiche estrattive in Europa, il film mette in
luce la connessione tra sfruttamento ambientale e conflitti sociali, interrogando chi realmente beneficia della crescita e chi ne paga il prezzo. Un invito a riflettere sul ruolo della società civile e sulle alternative possibili, fondate su solidarietà, cooperazione e nuovi modelli socio-economici. Prenderanno la parola Marta Rocchi, Emanuele Leonardi, docente di sociologia dei processi economici e del lavoro, e Silvia Panini, rappresentante di Voice Over Foundation. Sarà presente anche un esponente del Collettivo di fabbrica GKN.


Il tema dell’urgenza globale e della fragilità dei sistemi sociali e politici è al centro di “2073 – Ultima chiamata” di Asif Kapadia, il docu-fiction protagonista martedì 17 marzo alle 20:15, che mescola narrativa e reportage per raccontare un futuro prossimo segnato da autoritarismo, guerre climatiche e migrazioni forzate. Il film evidenzia la relazione tra crisi ambientale, disinformazione e polarizzazione sociale, mostrando come le scelte di oggi determinino i futuri possibili e sottolineando l’importanza di una cittadinanza attiva e consapevole. Ospiti della serata saranno Valentina Cappi ed Elena Giacomelli, docenti di sociologia dei processi culturali e comunicativi, insieme a Rita Monticelli, docente di letteratura inglese.


Martedì 24 marzo alle 20:00 andrà in scena “Where Olive Trees Weep”, di Zaya Ralitza Benazzo e Maurizio Benazzo, che rivolge lo sguardo su contesti geopolitici complessi, come la Cisgiordania occupata, dove la crisi ambientale e il conflitto si intrecciano alla vita quotidiana. Attraverso storie intime, il documentario mostra come guerre, occupazioni e ingiustizie sociali abbiano effetti diretti su comunità e territori, mettendo in luce resilienza, trauma e la ricerca di giustizia. Ad approfondire l’argomento Marta Rocchi, Ruba Salih, docente di discipline antropologiche, e Chiara Davino, assegnista di ricerca.

A chiudere la rassegna, alle 18:00 di venerdì 27 marzo, “Il prezzo che paghiamo” di Sara Manisera, preceduto dal documentario vincitore dell’edizione 2025 di Visioni Ambientali “Vista mare” di Nicola Bartoleschi, Nicoletta Busto ed Emanuele Ricciardi. Una riflessione sul prezzo concreto della crisi climatica ma anche sulla capacità delle comunità di osservare, raccontare e reagire. Interverranno Marta Rocchi, Grammenos Mastrojeni, diplomatico, coordinatore per l’eco-sostenibilità della Cooperazione allo Sviluppo, e la regista Sara Manisera.

Per ulteriori info

Visitare il sito eventi.unibo.it/il-nastro-verde.