L’approvazione al Senato del DDL 236, vissuto da molti come un passaggio cruciale per il mondo educativo, tra gli addetti ai lavori ha generato un sentimento prevalente di delusione. E pensare che il provvedimento, ora atteso alla Camera, era nato con l’obiettivo dichiarato di disciplinare e dare maggiore stabilità alla figura dell’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) e più in generale a chi opera nell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. 

La nostra trasmissione ha seguito fin dagli albori questo percorso legislativo e lo ha fatto raccogliendo la molteplicità delle testimonianze di chi, a vario titolo, si è occupato e si occupa di inclusione scolastica. Stavolta abbiamo ospitato le voci di Dario Ianes, professore di Pedagogia dell’inclusione alla Libera Università di Bolzano – Bozen e co-fondatore del Centro Studi Erickson, e dell’onorevole Francesca Ghirra, deputata e lei stessa firmataria di una proposta di legge per l’internalizzazione dei servizi di inclusione. Sul DDL 236, il professor Ianes ha espresso forti perplessità rispetto alla creazione di nuove figure con percorsi formativi ridotti, temendo una dequalificazione della professione e un abbassamento degli standard, soprattutto se guidato da logiche di risparmio. Perché l’inclusione, ha ricordato, non si improvvisa, non si costruisce “con lo sconto”. Dal fronte politico, Francesca Ghirra ha parlato di “delusione comprensibile”. L’impianto iniziale puntava all’internalizzazione e alla stabilizzazione tramite concorsi. Il testo approvato al Senato, invece, lascia la gestione agli enti locali, confermando di fatto il sistema di appalti e subappalti. Secondo la deputata, il risultato è l’istituzionalizzazione di un modello che non garantisce né lavoratori né famiglie. Il rischio concreto è un ulteriore abbassamento della qualità, con la proliferazione di corsi a pagamento per ottenere la qualifica di ASACOM, il mercato si muove più velocemente della politica, e il conseguente demansionamento della figura educativa.

Il passaggio alla Camera sarà decisivo. In gioco non c’è solo una riforma tecnica, ma il modello di inclusione che il Paese intende costruire per studenti, famiglie e lavoratori del settore. Di seguito il link della trasmissione.