Dalle lotte operaie alla politica: una lavoratrice ci racconta la voglia di uscire dalla solitudine operaia

A volte a guardare tv e leggere giornali sembra quasi che la vertenza Elettrolux si sia conclusa positivamente. Allora non ci si spiega come mai le lavoratrici e i lavoratori continuino con i presidi davanti alle fabbriche della multinazionale. Per capirne di più ne parliamo con Paola Morandin , operaia, lavoratrice dell’azienda di Susegana (TV), rappresentante nella RSU per la FIOM CGIL.

Inizialmente l’Elettrolux è finita su tutte le cronache italiane per l’intenzione prima di chiudere, poi di fare marcia indietro, presentando un piano industriale che prevede quasi 400 esuberi, con richieste normative e salariali “polacche”.

I lavoratori hanno più volte chiesto l’intervento del governo: Zanonato prima (esecutivo Letta) che è risultato completamente assente o peggio. Poi lo stesso premier Renzi che, nella sua visita a Treviso, si è ben guardato dall’incontrare le rappresentanze operaie. Il problema è sempre quello: i diritti del lavoro non sono più tra le slides governative e che fatica in fabbrica non trova ormai alcuna rappresentanza politica. Per questi motivi, per riportare la voce operaia nelle istituzioni,  per difendere la democrazia nei posti di lavoro, Paola Morandin dichiara di avere accettato la candidatura della lista Un’Altra Europa con Tsipras alle prossime elezioni europee per la circoscrizione nord-est: una voce diversa tra i banchieri d’Europa per una gran bella stonatura!