Un aumento del consumo di suolo di 658 ettari, lo 0.3%, terzo valore nazionale, in Emilia Romagna fra 2020 e 2021, una regione che occupa il quarto posto nella classifica delle regioni con più cemento d’Italia.
Una situazione grave, che ha mostrato le proprie controindicazioni con l’alluvione dello scorso maggio. È anche in virtù di questi dati che oggi, venerdì 6 ottobre, i militanti di Potere al Popolo hanno protestato in via Aldo Moro 54, dinanzi la sede della Regione.

Dal nodo di Rastignano al rigassificatore di Ravenna: Potere al Popolo contro la Regione

I manifestanti denunciano le politiche scelte dalle istituzioni sia regionali che cittadine, su quanto avvenuto durante l’alluvione, e sulle politiche scelte per ovviare ai problemi che l’alluvione ha portato. Si critica una particolare idea di sviluppo, di ricostruzione, un’idea politica che ignora deliberatamente l’attuale momento di crisi climatica che stiamo vivendo, che le suddette istituzioni sembrano ignorare, parlando di opere urbane basate sul cemento.

Ne sono due esempi chiari quelli del nodo di Rastignano e quello di FICO Eataly. Ai nostri microfoni, il coordinatore di Potere al Popolo Riccardo Rinaldi ha spiegato come «a Rastignano, stia venendo abbattuta una parte di bosco per costruire un nuovo svincolo che, a detta delle istituzioni, serve a dare ossigeno al traffico. Un ossimoro che si commenta da sé. L’idea di costruire un pezzo di strada in prossimità del letto di un fiume non si è fermata davanti un’alluvione, dando cifra della miopia della nostra classe dirigente».

È tornato poi in voga il nome di FICO, a causa del recente fallimento. Un fallimento non solo dal punto di vista economico, che ha coinvolto direttamente l’amministrazione bolognese e la Regione, così come dal punto di vista ambientale; nel progetto della nuova linea del tram il capolinea dovrebbe essere appunto FICO, che ha già dimostrato la propria scarsa attrattiva sia per i turisti che per i bolognesi. Coinvolgere mezzi e risorse in un progetto non solo fallimentare, ma insostenibile dal punto di vista ambientale.

ASCOLTA L’INTERVISTA A RICCARDO RINALDI: