Sono 37 le persone denunciate a Massa-Carrara in relazione allo sciopero generale per la Palestina e al sostegno alla Global Sumud Flotilla, svoltosi lo scorso 3 ottobre. I provvedimenti, adottati in applicazione del cosiddetto Decreto Sicurezza, contestano i reati di interruzione di pubblico servizio, blocco ferroviario e manifestazione non autorizzata, con le aggravanti previste. Ai procedimenti penali si aggiungono circa cinquanta sanzioni amministrative.

La repressione contro lo sciopero generale per Gaza a Massa Carrara

Le denunce riguardano il partecipato corteo che attraversò la città di Massa e coinvolgono studenti e studentesse, sindacalisti e numerose persone attive in associazioni e realtà sociali del territorio. Tra i destinatari degli atti della Procura figurano anche dirigenti sindacali di primo piano.
A esprimere immediatamente «forte preoccupazione per il clima repressivo» è stata la Cgil Toscana. Tra i denunciati, infatti, compaiono il segretario generale della Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio, il segretario organizzativo regionale Paolo Gozzani e i segretari generali della Fiom e della Fp di Massa Carrara, Alessio Menconi e Umberto Faita.

Solidarietà è arrivata anche dall’Anpi provinciale di Massa-Carrara, che in una nota ha difeso la legittimità del corteo come espressione dei valori costituzionali, ribadendo il proprio sostegno al presidente Giancarlo Albori e agli altri dirigenti sindacali colpiti dai provvedimenti: «Non ci faremo intimidire, la solidarietà non è un reato», ha sottolineato l’associazione partigiana.

Il 24 gennaio una manifestazione contro la repressione del dissenso

Di fronte agli sviluppi giudiziari, la Cgil Toscana ha deciso di mobilitarsi. L’esecutivo regionale ha proclamato per sabato 24 gennaio una grande manifestazione a Massa contro la repressione del dissenso, con ritrovo alle ore 10.00 in piazza IV Novembre, di fronte alla stazione ferroviaria. Il sindacato ha inoltre annunciato la disponibilità a proclamare uno sciopero generale in tutta la Toscana qualora si passasse dalla fase delle indagini al rinvio a giudizio delle 37 persone coinvolte.
«La Cgil Toscana sarà al fianco di tutte le persone coinvolte, a tutela delle libertà costituzionali e del diritto di manifestare pacificamente, pilastro irrinunciabile della democrazia», si legge nella nota diffusa dal sindacato. «È inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato».

Secondo la Cgil, quanto accaduto a Massa-Carrara non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di crescente repressione del dissenso, a livello internazionale e nazionale. «In Italia si applicano due pesi e due misure verso chi manifesta», denuncia l’organizzazione sindacale, richiamando episodi di tolleranza verso manifestazioni dell’estrema destra.
«Questa non è una battaglia che riguarda solo le persone oggi coinvolte nei procedimenti giudiziari – conclude la Cgil Toscana – ma riguarda ognuno e ognuna di noi. Quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutte e tutti». Da qui l’appello rivolto a forze politiche, società civile e cittadinanza a partecipare alla manifestazione del 24 gennaio.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROSSANO ROSSI, SEGRETARIO DI CGIL TOSCANA: