Comincia oggi la settimana di azione globale per la pace e la giustizia climatica, una serie di iniziative che mettono in relazione due delle più grandi minacce all’essere umano del presente: la guerra e la crisi climatica.
Per l’occasione parliamo di un libro, pubblicato da Edizioni Ambiente, che affronta esattamente questo rapporto. Si tratta di “Disarmo climatico”, saggio firmato da Francesco Vignarca, tra i principali esperti italiani sui temi della pace e della difesa nonviolenta e portavoce della Rete Italiana Pace e Disarmo.
Pace e giustizia climatica devono andare insieme: un libro sul disarmo climatico
Il libro analizza il rapporto tra crisi ecologica e dinamiche belliche attraverso una duplice e complementare prospettiva.
La fine dei combattimenti, infatti, non segna davvero la fine di un conflitto. Se le armi tacciono, le loro conseguenze continuano a gravare a lungo sui territori segnati dalla distruzione. Si tratta di una devastazione ambientale e sanitaria spesso poco visibile, che solo di rado viene contabilizzata nei bilanci ufficiali delle guerre, ma con cui le popolazioni locali devono fare i conti per decenni.
Al tempo stesso, la crisi climatica è un moltiplicatore di guerre, perché una gestione delle risorse basata sulle disuguaglianze spesso porta con sé la nascita di conflitti.
Da un lato, l’indagine di Vignarca si concentra sull’impatto diretto delle operazioni militari, dell’uso di armamenti ad alta intensità e della costante produzione industriale legata alla difesa. Dall’altro, il testo evidenzia la matrice strettamente ambientale dei conflitti contemporanei. La distruzione della natura, infatti, non si configura soltanto come un danno collaterale, ma viene impiegata consapevolmente come una vera e propria strategia militare, trasformando l’ambiente sia in una vittima sia in un’arma. Per questa ragione a partire dal 2021 è stato ripreso il concetto di “ecocidio”.
L’inchiesta mette in luce come la devastazione ecologica non sia esclusivamente una conseguenza della militarizzazione, ma rappresenti anche un fattore in grado di alimentare nuove tensioni geopolitiche e scontri futuri. Questo circolo vizioso prende forma già nelle fasi di preparazione alla guerra, attraverso l’estrazione intensiva e il consumo sregolato di risorse per la produzione bellica, e prosegue quando le istituzioni tentano di rispondere alle emergenze climatiche adottando logiche e strumenti di natura militare.
Grazie a un solido impianto documentale, arricchito da dati ed esempi concreti, il volume propone di superare questa deriva promuovendo il paradigma del “disarmo climatico”.
La nuova prospettiva proposta, in particolare, vuole costruire un’alleanza integrata tra pace, giustizia sociale e sostenibilità ecologica per offrire nuove forme di sicurezza e sviluppo, specialmente nei territori devastati dai recenti eventi bellici.
Arricchito dalla prefazione di Nick Buxton, coordinatore del Knowledge Hub del Transnational Institute, e dalla postfazione di Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale di Legambiente, il libro sostiene direttamente il lavoro sul campo: i diritti d’autore derivanti dalla vendita del volume saranno infatti interamente devoluti a sostegno delle campagne e delle iniziative della Rete Italiana Pace e Disarmo.
ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO VIGNARCA:







