Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero per l’intera giornata di giovedì 9 luglio dei settori industriali e manifatturieri. Lo sciopero interessa le lavoratrici e i lavoratori delle attività manifatturiere, della fornitura di energia elettrica e gas, del servizio idrico integrato e della gestione dei riufiuti.
È prevista una manifestazione a Firenze con concentramento alle 9.30 in piazza Bambine e Bambini di Beslan: il corteo passerà per viale Strozzi, via Ridolfi, piazza Indipendenza, via XXVII Aprile e piazza San Marco, con arrivo in via Cavour, davanti alla prefettura, dove si terranno gli interventi di Rossano Rossi, Silvia Russo e Paolo Fantappiè, segretari regionali delle tre sigle sindacali.

La crisi dell’industria toscana e le richieste dei sindacati

In occasione della manifestazione, una delegazione di sindacalisti sarà ricevuta in Confindustria Toscana, in Regione Toscana e in Prefettura per portare ai tavoli delle istituzioni le proprie istanze: i sindacati spiegano che «la Toscana attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni per il proprio sistema industriale. La crisi della moda, della pelletteria, del tessile, della meccanica, dell’automotive e della siderurgia sta colpendo migliaia di lavoratrici e lavoratori, centinaia di imprese e interi distretti produttivi. Aumentano cassa integrazione, sospensioni, mancati rinnovi dei contratti e chiusure aziendali, mentre il rischio è quello di perdere competenze e capacità produttive costruite in decenni di lavoro».

Secondo i dati diffusi dai sindacati, tra il 2008 e il 2025 le unità di lavoro a tempo pieno nell’industria sono diminuite mediamente del 3,9% in Toscana, con picchi del -5% a Firenze e Pistoia. Nel primo trimestre del 2026 sono state autorizzate 5,58 milioni di ore di cassa integrazione nell’industria, oltre il 90% del totale regionale. Il settore della moda attraversa la situazione più critica, con oltre 2,3 milioni di ore tra cassa ordinaria e straordinaria.
Dal 2015 al 2024 la produzione industriale toscana è aumentata dell’86,5% e le imprese hanno realizzato circa 28 miliardi di euro di utili, di cui 10,5 miliardi nella moda, mentre i salari reali sono cresciuti mediamente dell’1%, e in oltre metà dei comparti industriali i lavoratori hanno perso potere d’acquisto.
Le imprese manifatturiere toscane hanno ricevuto circa 2,85 miliardi di risorse pubbliche tra il 2025 e il 2024, tuttavia i sindacati sottolineano che «questi contributi non si sono tradotti in un adeguato aumento degli investimenti produttivi né dei salari. L’analisi Ires evidenzia infatti che buona parte della crescita del valore delle immobilitazioni deriva da rivalutazioni contabili, mentre gli investimenti reali in impianti e macchinari sono rimasti insufficienti».
Alla crisi dell’industria toscana si aggiungono le sfide della transizione ecologica, energetica e dell’intelligenza artificiale, che senza delle adeguate politiche industriali rischiano di diventare delle ulteriori minacce all’occupazione.


I sindacati, per arrestare la deindustrializzazione e rilanciare il settore, chiedono al governo una vera politica industriale nazionale che affronti le crisi con una strategia complessiva e rilanci le filiere produttive. Alle imprese, ai grandi gruppi e ai brand chiedono di assumersi la responsabilità di investire sul territorio e sul lavoro, dopo anni di utili rilevanti che non si sono tradotti né in investimenti né in salari più alti. Alla Regione Toscana chiedono di convocare con urgenza un tavolo permanente sull’industria e sulle filiere produttive, coinvolgendo sindacati, imprese, istituzioni e grandi marchi.
«Riteniamo che sia necessario attuare delle politiche industriali che rilancino il sistema industriale, che è uno dei pilastri dell’economia toscana, quindi insieme a Cisl e Uil abbiamo ritenuto opportuno fare uno sciopero e una manifestazione, lanciando anche una piattaforma nei confronti del governo centrale, per politiche industriali nazionali che facciano venire meno questo susseguirsi di annunci e che individuino davvero le risorse e gli investimenti da fare – ha detto ai nostri microfoni Fabio Berni della segreteria regionale della Cgil Toscana – l’invito è a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, cittadine e cittadini, pensionate e pensionati di partecipare alla manifestazione perché riteniamo fondamentale la salvaguardia dell’industria».

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