A un quarto di secolo di distanza, i testimoni dei giorni che sconvolsero Genova e segnarono indelebilmente la storia italiana e internazionale non vogliono farsi sopraffare dalle commemorazioni, ma colgono l’anniversario per guardare al presente e al futuro.
Si intitola proprio “Genova 2001-2026. Riprendiamoci in futuro” il ciclo di iniziative organizzato dal Comitato Piazza Carlo Giuliani per il 25° del G8 a Genova. Iniziative iniziate sabato scorso, 4 luglio, e che proseguiranno fino ai giorni di quello che fu l’evento nel capoluogo ligure.
Tra dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, ricordi pubblici e concerti, l’anniversario guarderà all’oggi e al futuro, constatando che molte delle previsioni delle analisi del “movimento dei movimenti” si rivelano oggi profetiche.

Genova 2001 dopo 25 anni: la voglia di guardare al presente e al futuro

Le giornate del luglio 2001, che per molti giovani rappresentano ormai un capitolo sui libri di storia, continuano a parlare con drammatica urgenza all’attualità. Le promesse mancate di una globalizzazione equa, le crescenti disuguaglianze economiche, la crisi climatica, il riarmo e la concentrazione del potere tecnologico e militare non sono infatti nodi superati, ma i conflitti centrali della nostra epoca.
Dal 4 al 21 luglio, il capoluogo ligure torna a essere il centro nevralgico di una riflessione che unisce generazioni diverse.

L’obiettivo delle numerose iniziative in programma non è la nostalgia, bensì la costruzione di un legame solido tra chi visse le mobilitazioni del “movimento dei movimenti” e la nuova ondata di attivisti oggi impegnati sui fronti della giustizia climatica, dei diritti civili, del femminismo e del contrasto alle guerre, a partire dalla questione palestinese. La tesi di fondo del forum è che di fronte a forme di dominio globali e sempre più pervasive non sia più possibile rispondere in modo frammentato, rendendo necessaria la ricostruzione di spazi comuni di azione.

Il programma si snoda attraverso i luoghi simbolo del 2001, da Palazzo Ducale alla Scuola Diaz, fino a Piazza Alimonda, coinvolgendo il tessuto culturale cittadino con dibattiti, mostre e spettacoli, molti dei quali patrocinati e sostenuti dallo stesso Comune di Genova.
Gli incontri approfondiscono l’impatto sociale dell’economia di guerra, la tutela legale del dissenso e le insidie che le nuove tecnologie pongono alla democrazia. Sotto la lente d’ingrandimento della discussione finiscono i sistemi di sorveglianza delle smart city, dal riconoscimento facciale all’impiego degli algoritmi di intelligenza artificiale, interrogandosi sulle ripercussioni concrete per le libertà fondamentali.

Le giornate centrali vedono la nascita di nuovi spazi di convergenza politica, come l’Assemblea nazionale di No Kings, un’alleanza nata dal dialogo tra la campagna Stop Rearm Europe e la rete A Pieno Regime, schierata contro i decreti sicurezza e i moderni meccanismi di repressione. Parallelamente, il dibattito culturale viene arricchito dai contributi di storici, giornalisti e saggisti come Vittorio Agnoletto, Lorenzo Guadagnucci, Annalisa Camilli e Giuseppe De Marzo, mentre percorsi espositivi specifici mettono in mostra il lavoro documentario sulla memoria del G8 e l’avanguardia dell’investigazione visiva applicata ai diritti umani.

Il culmine delle manifestazioni si concentra nelle date storiche del 19 e 20 luglio. Un corteo nazionale promosso da Genova Antifascista intende ribadire la compattezza dei movimenti europei, rifiutando storiche divisioni interne alla galassia dei manifestanti. Subito dopo, Piazza Alimonda ospita il tradizionale momento di ricordo e testimonianza promosso dal Comitato Piazza Carlo Giuliani, per riflettere sul significato politico di quel drammatico passaggio.
Le iniziative si chiudono con la tradizionale fiaccolata verso la scuola Diaz-Pertini, simbolo universale della sospensione dei diritti democratici nel 2001. «Sarà un momento emotivamente forte per noi», sottolinea ai nostri microfoni Roberto Ormanni del Comitato Piazza Carlo Giuliani.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROBERTO ORMANNI:

Anche in un libro la voglia di guardare al presente

Oltre a coordinare le iniziative per il 25° anniversario del G8 di Genova, il Comitato Piazza Carlo Giuliani ha curato anche la redazione di un libro collettivo. E anche quello guarda al presente.
Si intitola “Genova 2001. Perché c’eravamo, perché ci siamo ancora” (Red Star Press, 2026). E il sottotitolo è ancora più emblematico: “Dal ‘movimento dei movimenti’ ai giorni nostri: storia e attualità di una lotta necessaria. In altre parole, il libro raccoglie voci che, nel raccontare il come e il perché un movimento internazionale si riversò nelle strade per opporsi alla svolta reazionaria, rilanciano e sottolineano la validità dei contenuti di quella straordinaria protesta.

Il libro contiene contributi di molti dei protagonisti dell’epoca: Vittorio Agnoletto, Alessandra Ballerini, Mauro Biani, Norma Bertullacelli, Ilaria Bracaglia, Raffaella Bolini, Giuseppe Coscione, Giuseppe De Marzo, Marica Di Pierri, Italo Di Sabato, Monica Di Sisto, Nicoletta Dosio, Gian Andrea Franchi, Lorenzo Guadagnucci, Carlo Gubitosa, Alessandra Mecozzi, Tomaso Montanari, Luisa Morgantini, Alfio Nicotra, Alberto Zoratti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MONICA DI SISTO: